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Sport e prestazione

Distribuzione delle Intensità — lo stesso allenamento, due nomi

«Ottanta per cento facile, venti per cento duro» è il consiglio più ripetuto nell'endurance. C'è un dettaglio che quasi nessuno riporta: la stessa settimana di allenamento può risultare polarizzata o piramidale a seconda che tu conti le sedute o i minuti. Questa pagina calcola entrambi.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Modello a 3 zone Nessun dato inviato

La tua settimana

Per ogni zona: quanti minuti e in quante sedute. Una seduta che alterna zone va assegnata alla zona che ne caratterizza l'obiettivo.

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Il modello a tre zone

Quasi tutta la letteratura sulla distribuzione delle intensità usa tre zone definite da due soglie fisiologiche:

Da qui nascono le tre distribuzioni di cui si discute:

ModelloOrdineEsempio
PolarizzataZ1 > Z3 > Z270 / 10 / 20
PiramidaleZ1 > Z2 > Z370 / 20 / 10
A sogliaZ2 predominante45 / 35 / 20

Polarizzata e piramidale condividono la stessa base: la maggior parte del lavoro in zona facile. Differiscono su come si distribuisce il resto.

Il problema del conteggio

Qui c'è la parte che rende questa pagina diversa da un normale calcolatore di zone. La classificazione cambia a seconda dell'unità di misura.

Quando Seiler parla di allenamento polarizzato ragiona per sedute intere: una seduta è classificata come facile oppure dura. Ma quando la distribuzione viene valutata come tempo trascorso o distanza percorsa, molto di ciò che in letteratura viene descritto come polarizzato risulta in realtà piramidale.

La ragione è aritmetica. Una seduta di intervalli dura un'ora, ma i minuti effettivamente sopra la seconda soglia sono forse quindici: il resto è riscaldamento, recuperi e defaticamento, che cadono in zona 1 o 2. Contata come seduta vale «una dura»; contata a minuti sposta parecchio tempo verso il basso.

Un esempio dai dati reali. Un'analisi retrospettiva di dati di potenza nel ciclismo ha classificato la stessa identica stagione in due modi. Includendo le fasi di rilancio a bassissima intensità, la distribuzione risultava piramidale: 63 / 28 / 9. Escludendo quelle stesse fasi, gli stessi dati diventavano una distribuzione a soglia: 48 / 39 / 13. Il tempo sotto il 50% dell'intensità di riferimento era il 28% del totale — centoquattro ore.

Stessi allenamenti, stessa persona, due etichette diverse. È il motivo per cui questa pagina calcola entrambi i criteri e ti dice se concordano.

Quanto è solida la raccomandazione

Meno di quanto la sua diffusione lasci pensare, e vale la pena essere precisi su che cosa è contestato.

Quello che sopravvive a tutte le versioni del dibattito è la parte meno discussa: la maggior parte del volume, in qualunque modello, sta nella zona facile. Ed è proprio la parte che più spesso non viene rispettata.

L'errore più comune non è scegliere il modello sbagliato

È correre troppo forte nei giorni facili e troppo piano in quelli duri, finendo tutta la settimana in una fascia intermedia che non produce gli adattamenti né dell'uno né dell'altro estremo.

Il motivo per cui succede è comprensibile: la zona facile sembra troppo lenta, soprattutto all'inizio, e la sensazione di non star lavorando abbastanza spinge a spingere. Il costo si vede nelle sedute intense, affrontate con gambe già affaticate e quindi non abbastanza intense.

Il criterio pratico più semplice per la zona 1 è la conversazione: se non riesci a dire una frase intera senza interrompere il respiro, non sei in zona facile — indipendentemente da che cosa dica l'orologio.

Che cosa questo calcolo non vede

Domande frequenti

Perché contare le sedute dà un risultato diverso dai minuti?

Perché una seduta intensa non è intensa per tutta la sua durata. Un'ora di intervalli contiene forse quindici minuti effettivi sopra la seconda soglia, mentre il resto — riscaldamento, recuperi tra le ripetute, defaticamento — cade nelle zone più basse. Contata come unità, quella seduta vale «una dura»; contata a minuti sposta la maggior parte del tempo verso il basso. È esattamente la ragione per cui allenamenti descritti come polarizzati risultano piramidali quando si misura il tempo, e per cui questa pagina mostra entrambi i conteggi.

Devo evitare la zona 2?

No, ed è una delle semplificazioni più diffuse del modello. La versione divulgativa dell'80/20 tende a presentare la zona intermedia come una trappola, ma il lavoro alla soglia è un obiettivo centrale nella preparazione di molti atleti di endurance d'élite, e le distribuzioni piramidali — quelle più frequentemente osservate — contengono più zona 2 che zona 3. Il problema reale non è la zona 2 in sé, ma il finire in zona 2 per inerzia: quando i giorni facili diventano medi e i giorni duri non sono abbastanza duri, si perde il beneficio di entrambi.

L'80/20 vale anche per chi si allena poche ore a settimana?

È una domanda aperta e la risposta onesta è che l'evidenza è più sottile di come viene raccontata. Esistono studi che riportano vantaggi dell'approccio polarizzato in corridori amatoriali che si allenano poche ore a settimana; altri confronti tra polarizzato e piramidale non hanno trovato differenze rilevanti. C'è poi un limite pratico: con volumi bassi la percentuale del venti per cento corrisponde a pochissimo tempo, e la scelta di come impiegarlo pesa più della proporzione stessa.

Come faccio a sapere dove sono le mie zone senza un test?

Le zone sono definite da due soglie fisiologiche che, misurate correttamente, richiedono un test di laboratorio o sul campo. In assenza, il riferimento più robusto e meno tecnologico è la parola: in zona 1 riesci a dire frasi intere, in zona 2 solo frasi brevi, in zona 3 monosillabi. È meno preciso di un valore di lattato ma ha un vantaggio: non dipende dalla calibrazione di un dispositivo né da stime di frequenza massima che possono sbagliare di dieci battiti.

Il mio orologio classifica le zone diversamente. Chi seguo?

Gli orologi usano in genere cinque zone basate su percentuali della frequenza massima o della soglia, mentre la letteratura sulla distribuzione delle intensità usa il modello a tre zone definito da soglie fisiologiche. Non sono la stessa cosa e la conversione non è ovvia: due sistemi diversi applicati alla stessa seduta possono darle etichette diverse. Se usi questa pagina, la scelta più coerente è assegnare le sedute secondo il criterio della conversazione, che è indipendente dal dispositivo e dai suoi presupposti.

Da leggere insieme a questo

Anche il carico settimanale e le zone di potenza poggiano su modelli con più incertezza di quanta ne lascino vedere.

Fonte e metodo

Modello
Tre zone definite dalle soglie fisiologiche: Z1 sotto la prima, Z2 tra le due, Z3 sopra la seconda
Polarizzata
Z1 > Z3 > Z2
Piramidale
Z1 > Z2 > Z3
A soglia
Z2 predominante o comparabile a Z1
Criterio del conteggio
Sedute intere secondo l'impostazione originale; il conteggio a tempo può cambiare l'etichetta
Evidenza
Gli studi osservazionali su atleti d'élite mostrano in prevalenza distribuzioni piramidali; confronti diretti tra polarizzato e piramidale danno risultati misti
Limiti
Non definisce le tue soglie; non considera periodizzazione, tipo di lavoro né disciplina
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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