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Sport e prestazione

Volume di Allenamento — le serie indirette contano a metà

Quante serie a settimana per gruppo muscolare? La risposta più citata è «dieci-venti», ma quasi nessuno spiega come si contano. Una meta-analisi su sessantasette studi ha confrontato tre modi di conteggio e ne ha indicato uno come nettamente più predittivo: le serie indirette valgono la metà.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Metodo frazionario Nessun dato inviato

Un gruppo muscolare

Solo le serie allenanti: quelle portate vicino al cedimento, entro circa quattro ripetizioni di margine. Riscaldamenti e serie leggere non contano.

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Il problema del conteggio

Se fai panca piana, quanti set hai fatto per i tricipiti? Zero, mezzo o uno? La domanda sembra pedante ma cambia completamente il risultato: contando in un modo puoi risultare a otto serie settimanali, contando nell'altro a venti.

Una meta-regressione pubblicata di recente ha affrontato la questione direttamente, su sessantasette studi e oltre duemila partecipanti. Ha confrontato tre metodi di conteggio delle serie indirette:

MetodoLe serie indirette valgono
Totale1 — come quelle dirette
Frazionario0,5 — la metà
Diretto0 — non contano

Il risultato: l'evidenza relativa a favore del metodo frazionario è la più forte, ed è quello usato nei modelli principali. Gli autori concludono che distinguere tra serie dirette e indirette è essenziale per prevedere gli adattamenti a un programma.

In pratica. Una serie di panca vale 1 per i pettorali e 0,5 per tricipiti e deltoide anteriore. Una serie di stacco vale 1 per la catena posteriore e 0,5 per i dorsali. Chi conta tutto pieno sovrastima il proprio volume; chi conta solo il diretto lo sottostima.

Che cosa conta come «serie»

Non tutte le serie contribuiscono. Una serie allenante è quella portata vicino al cedimento muscolare — indicativamente entro quattro ripetizioni di margine — con un carico che permette all'incirca tra sei e trenta ripetizioni.

Riscaldamenti e serie a sforzo molto basso non si contano. È un errore frequente: chi include tutto arriva a numeri che sembrano alti e non producono i risultati attesi, perché una parte di quel volume non ha mai stimolato nulla.

La curva, e dove si appiattisce

La relazione tra volume e crescita muscolare è positiva e ben documentata: nella meta-regressione recente la probabilità che l'effetto sia maggiore di zero è del cento per cento, sia per l'ipertrofia sia per la forza. Ma entrambi i modelli mostrano rendimenti decrescenti, e per la forza il calo è nettamente più marcato.

Qualche numero per dare la scala:

Sull'estremo alto la questione resta aperta. È stato proposto che la curva abbia una forma a U rovesciata: oltre un certo punto il volume aggiuntivo prima non aggiunge nulla e poi diventa controproducente. Alcuni studi controllati e una revisione sistematica riportano rendimenti decrescenti e, in qualche caso, ipertrofia ridotta a volumi molto alti — plausibilmente per fatica accumulata, recupero insufficiente e minor impegno per singola serie.

Gli stessi autori segnalano un limite dei confronti per fasce: paragonare «10-20 serie» a «21-30» non coglie le differenze dentro lo stesso intervallo, e per questo propongono di trattare il volume come variabile continua.

La frequenza è un'altra storia

Una scoperta meno intuitiva della stessa analisi: a parità di volume totale, distribuire le serie su più sedute ha un effetto trascurabile sull'ipertrofia. Dodici serie in una seduta o in tre producono risultati simili in termini di crescita.

Per la forza, invece, la frequenza ha un effetto positivo identificabile, anche se con rendimenti decrescenti. È una delle differenze documentate tra i due obiettivi.

Restano ragioni pratiche per distribuire comunque: sedute più corte, qualità delle serie più alta quando la fatica non si accumula, e maggiore facilità nel gestire il recupero.

Che cosa questo calcolo non vede

Domande frequenti

Perché le serie indirette valgono mezza e non una intera?

Perché è il conteggio che meglio predice gli adattamenti osservati negli studi. Una meta-regressione su sessantasette studi ha confrontato i tre metodi possibili — contare le indirette come 1, come 0,5 o come 0 — e ha trovato l'evidenza relativamente più forte a favore del valore intermedio. Ha una logica fisiologica: in un esercizio composto il muscolo secondario riceve uno stimolo reale ma inferiore a quello del motore principale, sia per carico relativo sia per prossimità al cedimento. Contarlo pieno sovrastima, ignorarlo sottostima.

Se il guadagno per serie è dello 0,24%, vale la pena aggiungerne?

Dipende da dove ti trovi sulla curva e da quanto ti costa. Quella stima è marginale e riferita al volume medio degli studi, intorno alle dodici serie: più sali, meno rende ogni serie aggiuntiva. Con rendimenti decrescenti documentati oltre le dodici-venti serie, aggiungerne due a chi ne fa otto ha molto più senso che aggiungerne due a chi ne fa diciotto. E il costo non è solo il tempo: volume aggiuntivo significa fatica aggiuntiva, che può ridurre la qualità delle serie già presenti.

Quante serie servono se sono principiante?

Meno di quante ne servono a chi si allena da anni, e la ragione è che chi comincia risponde a stimoli molto più modesti. Volumi bassi producono progressi evidenti nei primi mesi, e partire alti toglie margine di crescita per il futuro: se cominci a venti serie, quando ti servirà uno stimolo maggiore non avrai dove salire. Il criterio più sensato è partire dalla parte bassa dell'intervallo e aumentare quando il progresso rallenta, non prima.

Fare tutto in una seduta o dividere in tre?

Per l'ipertrofia la differenza documentata è trascurabile: a parità di volume totale, la frequenza sembra avere un effetto minimo sulla crescita muscolare. Per la forza invece l'effetto della frequenza è identificabile e positivo, pur con rendimenti decrescenti. Restano poi ragioni pratiche a favore della distribuzione: sedute più brevi, meno fatica accumulata dentro la singola seduta, e quindi serie mediamente più efficaci. Se ti alleni per la forza, distribuire ha un vantaggio in più.

Esiste un volume massimo oltre il quale si peggiora?

La questione è aperta e la risposta onesta è che il limite superiore non è stabilito. È stato proposto che la curva segua una forma a U rovesciata, con un plateau seguito da un effetto negativo, e alcuni studi controllati insieme a una revisione sistematica riportano rendimenti decrescenti e in qualche caso ipertrofia ridotta ai volumi più alti. Le spiegazioni plausibili sono la fatica accumulata, il recupero insufficiente e un impegno minore su ogni singola serie. Quello che nessuno può dirti è dove cade quel punto per te, perché dipende dal recupero individuale.

Da leggere insieme a questo

Il massimale serve a impostare i carichi delle serie che conti qui; il carico settimanale ragiona sullo stesso problema per gli sport di endurance.

Fonte e metodo

Metodo di conteggio
Frazionario: serie dirette = 1, serie indirette = 0,5
Fonte
Meta-regressione su 67 studi e 2.058 partecipanti; l'evidenza relativa favorisce il metodo frazionario
Serie allenante
Portata entro circa 4 ripetizioni dal cedimento, con carico da 6 a 30 RM; riscaldamenti esclusi
Dose-risposta
Probabilità del 100% che l'effetto del volume su ipertrofia e forza sia positivo, con rendimenti decrescenti più marcati per la forza
Guadagno marginale
0,38% per serie secondo Schoenfeld; 0,24% per serie nella meta-regressione recente al volume medio di ~12 serie
Zona di rendimenti decrescenti
Oltre circa 12–20 serie settimanali per gruppo muscolare
Frequenza
Effetto trascurabile sull'ipertrofia a parità di volume; positivo ma decrescente sulla forza
Limiti
Limite superiore non stabilito; non considera recupero, qualità delle serie né selezione degli esercizi
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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