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Conservazione — la data sulla scatola vale per la scatola chiusa

Su un collirio la scatola può indicare una scadenza tra due anni. Dopo l'apertura la validità è di 28 giorni, e il resto va eliminato anche se il flaconcino è quasi pieno. La data stampata vale per la confezione chiusa e correttamente conservata: sono due informazioni diverse.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Sotto i 25 °C Nessun dato inviato

Le durate indicate qui sono orientative: quella che vale per il tuo prodotto è nel suo foglietto illustrativo. Per i medicinali multidose la validità dopo l'apertura è spesso riportata lì, insieme alle condizioni di conservazione specifiche.

Verifica un medicinale

La prima domanda è quella decisiva: cambia completamente quale data conta.

giorni

Due date, non una

La data stampata sulla scatola indica il periodo entro cui il medicinale è utilizzabile purché correttamente conservato fino a quel momento. Un farmaco mai aperto resta valido fino all'ultimo giorno; un farmaco aperto, in generale, scade prima.

La regola che distingue i due casi: dopo la prima apertura la data stampata resta valida se le singole dosi sono confezionate ciascuna in modo indipendente e sigillato — compresse e capsule in blister, fiale, bustine, colliri monodose. Per tutto il resto, cioè per i multidose, parte una seconda scadenza che dipende dal giorno in cui hai aperto.

Il modo pratico di gestirla è banale ed efficace: annotare la data di apertura sulla confezione con un pennarello.

Quanto durano dopo l'apertura

Le indicazioni precise stanno nel foglietto del prodotto. Come ordine di grandezza:

FormaDopo l'apertura
Collirio multidoseFino a 28 giorni, poi si elimina anche se non è finito
Collirio monodoseEntro 24 ore; la pipettina usata va gettata subito dopo l'uso, anche se rimane prodotto
Sciroppi e soluzioni orali1 – 2 mesi
Creme e pomate3 – 6 mesi
Granulato in bustinaEntro 5 giorni dall'apertura della singola bustina, se tenuto all'asciutto
Granulato in barattolo1 – 2 mesi, richiudendolo bene ogni volta

Un accorgimento sulle creme: se il tubetto viene ripreso dopo un'interruzione di trenta o quaranta giorni, conviene eliminare la prima porzione che esce.

Perché i colliri hanno una regola a sé

Il motivo non è che il principio attivo si degradi in ventotto giorni.

I colliri sono sterili al momento dell'apertura, ma contengono pochissimi conservanti: dopo qualche settimana il rischio di contaminazione batterica aumenta e l'efficacia del conservante si riduce. Il problema è il liquido che si mette in un occhio, non la molecola.

È la stessa logica che spiega la regola dei monodose: la piccola pipetta va gettata subito, perché una volta aperta non c'è più nulla che protegga il contenuto residuo.

I due posti peggiori sono i due più usati

La maggior parte delle persone tiene i medicinali nell'armadietto del bagno o in cucina. Sono, secondo tutte le fonti, tra i luoghi da evitare.

LuogoProblema
BagnoIl vapore della doccia e le oscillazioni di temperatura: umidità elevata
CucinaIl calore dei fornelli e del forno, e il vapore
Auto, davanzaleSole diretto e temperature estreme
Sopra o accanto agli elettrodomesticiCalore, compreso quello che il frigorifero emette dal retro

La condizione indicata è semplice: luogo fresco — sotto i 25 °C — asciutto e al buio, salvo diversa indicazione. Quando serve il frigorifero, la temperatura di riferimento è tra 2 e 8 °C.

Il punto che rende la cosa insidiosa: i segni di una cattiva conservazione non sono sempre visibili. Il rischio non è accorgersi che qualcosa è andato a male, ma assumere una terapia poco o per nulla efficace senza saperlo.

Tempo e temperatura sono la stessa variabile

Un esempio riportato nelle fonti farmaceutiche rende evidente il rapporto tra le due cose: l'albumina si conserva per cinque anni in frigorifero, oppure per tre anni a temperatura inferiore a 25 gradi.

Stesso prodotto, due scadenze diverse a seconda di come viene tenuto. È il motivo per cui la data stampata non è una proprietà del farmaco ma di una coppia: il farmaco e le condizioni in cui è stato conservato.

Un secondo esempio: l'insulina si conserva in frigorifero, ma da quando si comincia a usare una confezione può essere tenuta a temperatura ambiente per circa quattro settimane.

La scatola non è un imballaggio

Conservare il medicinale nella sua confezione non è pignoleria: quella scatola fa tre cose.

Trasferire le compresse in contenitori generici o sacchetti non etichettati fa perdere tutte queste informazioni, oltre ad aumentare il rischio di confonderle.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

La data sulla scatola vale sempre?

Vale per la confezione chiusa e correttamente conservata fino a quel momento. Dopo la prima apertura la distinzione è netta: la data stampata resta valida se le singole dosi sono confezionate ciascuna in modo indipendente e sigillato — compresse e capsule in blister, fiale, bustine, colliri monodose. Per i medicinali multidose invece parte una seconda scadenza, che dipende dal giorno dell'apertura ed è spesso indicata nel foglietto illustrativo. Il modo pratico di gestirla è annotare la data di apertura sulla confezione con un pennarello.

Perché il collirio va buttato dopo 28 giorni?

Non perché il principio attivo si degradi, ma per una ragione microbiologica. I colliri sono sterili al momento dell'apertura e contengono pochissimi conservanti: dopo qualche settimana il rischio di contaminazione batterica aumenta e l'efficacia del conservante si riduce. Il problema riguarda il liquido che finisce in un occhio, non la molecola. È la stessa logica dei monodose, che vanno consumati entro ventiquattro ore e la cui pipettina va gettata subito dopo l'uso anche se contiene ancora prodotto. La scadenza stampata sulla scatola può essere tra due anni: sono due informazioni diverse.

Dove vanno tenuti i medicinali?

In un luogo fresco, sotto i 25 gradi, asciutto e al buio, salvo diversa indicazione; quando serve il frigorifero, il riferimento è tra 2 e 8 gradi. I due posti in cui la maggior parte delle persone li tiene sono tra i peggiori: il bagno, per il vapore della doccia e le oscillazioni di temperatura, e la cucina, per il calore dei fornelli. Vanno evitati anche l'auto, il davanzale e le vicinanze di elettrodomestici che producono calore, compreso il retro del frigorifero. Il punto insidioso è che i segni di una cattiva conservazione non sono sempre visibili: il rischio non è accorgersene, ma assumere una terapia poco efficace senza saperlo.

Serve tenere la scatola?

Sì, per tre ragioni concrete. La scatola protegge dalla luce, che è uno dei fattori di degradazione; porta le informazioni che servono a identificare il prodotto, cioè nome, lotto e data di scadenza, le stesse che compaiono anche sul blister; e tiene insieme il foglietto illustrativo, dove stanno la posologia e la validità dopo l'apertura. Trasferire le compresse in contenitori generici o sacchetti non etichettati fa perdere tutte queste informazioni, oltre ad aumentare il rischio di confondere un farmaco con un altro.

Come si buttano i farmaci scaduti?

Mai nei rifiuti domestici e mai dispersi nell'ambiente: vanno portati negli appositi raccoglitori presenti nelle farmacie, con la loro confezione. Si escludono solo la scatola esterna di cartone e i foglietti illustrativi, che vanno smaltiti nella carta. Vale anche la pena non accumularli: controllare periodicamente le scadenze di quello che si ha in casa evita di trovarsi con un armadietto in cui non è chiaro che cosa sia ancora utilizzabile.

Da leggere insieme a questo

La validità dopo l'apertura è una delle informazioni che il foglietto riporta e che quasi nessuno cerca.

Fonte e metodo

Data di scadenza
Indica il periodo entro cui il medicinale è utilizzabile, purché correttamente conservato fino a quel momento; un farmaco mai aperto resta valido fino all'ultimo giorno
Regola dopo la prima apertura
La data stampata resta valida se le singole dosi sono confezionate in modo indipendente e sigillato: blister, fiale, bustine, colliri monodose. Per i multidose parte una validità che decorre dall'apertura
Collirio multidose
Fino a 28 giorni dall'apertura, poi si elimina anche se non terminato
Collirio monodose
Entro 24 ore; la pipetta usata va gettata subito dopo l'uso
Motivo della regola sui colliri
Sono sterili all'apertura ma contengono pochissimi conservanti: dopo qualche settimana aumenta il rischio di contaminazione batterica e si riduce l'efficacia del conservante
Sciroppi e soluzioni orali
1-2 mesi dall'apertura
Creme e pomate
3-6 mesi; se riprese dopo un'interruzione di 30-40 giorni, eliminare la prima porzione che esce
Granulati
Bustina singola entro 5 giorni se tenuta all'asciutto; barattolo 1-2 mesi richiudendolo bene
Condizioni di conservazione
Luogo fresco sotto i 25 °C, asciutto e al buio, salvo diversa indicazione; quando richiesto il frigorifero, tra 2 e 8 °C
Luoghi da evitare
Bagno per il vapore della doccia e le oscillazioni di temperatura; cucina per il calore dei fornelli; auto e davanzali per sole e temperature estreme; vicinanze di elettrodomestici che producono calore
Segni non visibili
I segni di una cattiva conservazione non sono sempre visibili; il rischio è assumere una terapia poco o per nulla efficace
Rapporto tempo-temperatura
L'albumina si conserva 5 anni in frigorifero oppure 3 anni sotto i 25 °C; l'insulina si conserva in frigorifero ma, iniziata una confezione, può stare a temperatura ambiente per circa quattro settimane
Funzione della confezione
Protegge dalla luce, riporta nome, lotto e scadenza, e contiene il foglietto con la validità dopo l'apertura
Smaltimento
Mai nei rifiuti domestici né dispersi nell'ambiente; negli appositi raccoglitori in farmacia con la confezione, escluse scatola esterna e foglietto, che vanno nella carta
Limiti
Le durate indicate sono orientative; quelle valide sono nel foglietto del prodotto; non riguarda i medicinali preparati in farmacia
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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