Donazione — il silenzio-assenso non è mai entrato in vigore
Il principio del silenzio-assenso, introdotto dalla legge del 1999, non ha mai trovato attuazione. Vale invece il consenso o dissenso esplicito: chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole, e in assenza di dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari.
Al momento del rinnovo della carta d'identità si può anche non rispondere. Dichiarare è una possibilità, non un obbligo, e chi viene preso alla sprovvista può astenersi e decidere in un altro momento, dopo essersi informato.
La tua posizione
La terza domanda riguarda una limitazione poco nota, che riguarda solo una delle modalità.
Risultato
| Situazione | Chi decide |
|---|---|
| Dichiarazione registrata | La tua volontà, come dichiarata |
| Nessuna dichiarazione | I familiari, che possono opporsi |
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Il principio che tutti citano e che non è in vigore
La legge del 1999 introdusse il silenzio-assenso, ma quella parte non ha mai trovato attuazione. Quello che vale è un principio diverso.
Vale il consenso o dissenso esplicito: la volontà è presa in considerazione solo se dichiarata in modo chiaro. Chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole alla donazione.
La conseguenza è precisa: in assenza di una dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari. Non scegliere non lascia le cose in sospeso — le affida a qualcun altro, in un momento in cui quel qualcuno sta affrontando un lutto.
Chi decide se non hai deciso
Se una persona non ha espresso la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte. L'ordine è definito:
- Il coniuge non separato.
- Il convivente.
- I figli maggiorenni.
- I genitori.
Per questo le associazioni insistono su una raccomandazione semplice: parlarne anche in famiglia, perché in assenza di dichiarazione sono loro a essere interpellati sulla volontà espressa in vita dal congiunto.
Per i minori decidono sempre i genitori, e se anche solo uno dei due è contrario il prelievo non può essere effettuato.
Le modalità, e quale è più affidabile
| Modalità | Registrata nel sistema? |
|---|---|
| Al comune, alla richiesta o al rinnovo della carta d'identità | Sì, dove il servizio è attivo |
| Presso l'azienda sanitaria o il medico di famiglia | Sì |
| App o tessera associativa | Sì |
| Foglio scritto, datato e firmato, tenuto con sé | No |
Le dichiarazioni registrate confluiscono nel sistema informativo dei trapianti, il database consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e 24 ore su 24.
Il foglio in tasca ha un limite dichiarato: l'incognita di non poter essere certi che nell'imponderabile momento decisivo il documento venga effettivamente ritrovato e consegnato ai medici.
Esiste anche una via digitale che permette di registrare la volontà in qualsiasi momento con identità digitale, senza dover attendere i dieci anni di validità della carta d'identità: da quel canale proviene ormai la maggioranza dei consensi.
La trappola del cambio di idea
La legge permette di modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, ed è sempre valida l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo.
Ma c'è una limitazione che riguarda specificamente una modalità:
In nessun caso la scelta può essere modificata rivolgendosi al comune: per registrare una nuova scelta occorrerebbe attendere il rilascio di una nuova carta d'identità.
Chi ha dichiarato al comune e vuole cambiare non deve quindi aspettare dieci anni: deve usare un'altra via — l'azienda sanitaria, il medico di famiglia, o il canale digitale. Da quel momento sarà la nuova dichiarazione a fare fede.
Quando avviene, e che cosa riguarda
La donazione avviene solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente, e quando sia stata accertata la morte encefalica: una condizione in cui il cervello non funziona più e non potrà mai più funzionare, per la completa distruzione delle cellule cerebrali. È diversa dal coma.
Gli organi che possono essere donati dopo la morte sono cuore, polmoni, rene, fegato, pancreas e intestino; tra i tessuti pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni.
La legge vieta espressamente la donazione del cervello e delle gonadi.
Il «no» detto allo sportello
Al rinnovo della carta d'identità i dinieghi sono una quota rilevante, e le associazioni segnalano una ragione ricorrente: spesso l'opposizione dipende dalla mancanza di informazioni adeguate al momento della richiesta.
Le persone «vengono prese alla sprovvista, o magari non sanno che possono anche astenersi e non esprimersi finché non avranno chiarito eventuali dubbi».
L'operatore comunale, dal canto suo, si limita a informare sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione, in senso positivo o negativo: non chiede una risposta immediata.
Rispondere «non adesso» è una terza opzione legittima, e spesso la più sensata quando la domanda arriva inattesa.
Che cosa questa pagina non fa
- Non suggerisce una risposta: descrive come funziona la dichiarazione, non che cosa dichiarare.
- Non registra nulla: le vie sono il comune, l'azienda sanitaria, il medico o i canali dedicati.
- Non indica quali comuni hanno attivato il servizio di raccolta.
- Non riguarda la donazione da vivente, che segue regole proprie.
- Non è consulenza legale sui criteri di accertamento della morte.
Domande frequenti
Se non dico niente vengo considerato donatore?
No. Il principio del silenzio-assenso, introdotto dalla legge del 1999, non ha mai trovato attuazione: vale invece il consenso o dissenso esplicito, per cui la volontà è presa in considerazione solo se dichiarata in modo chiaro, e chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole alla donazione. La conseguenza pratica è che in assenza di dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari, che possono opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte.
Chi decide se non ho dichiarato nulla?
I familiari, secondo un ordine definito: il coniuge non separato, il convivente, i figli maggiorenni e i genitori. Possono opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte, e vengono interpellati dai medici proprio sulla volontà espressa in vita dal congiunto. È la ragione per cui viene raccomandato di parlarne anche in famiglia. Per i minori decidono sempre i genitori, e se anche solo uno dei due è contrario il prelievo non può essere effettuato.
Posso cambiare idea dopo averlo dichiarato?
Sì: la legge permette di modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, ed è sempre valida l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo. C'è però una limitazione poco nota che riguarda una modalità specifica: in nessun caso la scelta può essere modificata rivolgendosi al comune, perché per registrare una nuova scelta lì occorrerebbe attendere il rilascio di una nuova carta d'identità. Chi ha dichiarato al comune e vuole cambiare deve quindi usare un'altra via, come l'azienda sanitaria, il medico di famiglia o il canale digitale.
Il foglio che tengo nel portafoglio vale?
È una delle modalità previste — una dichiarazione in carta libera, completa dei dati personali, datata e firmata, da conservare con sé — ma ha un limite dichiarato: l'incognita di non poter essere certi che nell'imponderabile momento decisivo quel documento venga effettivamente ritrovato e consegnato ai medici. Le dichiarazioni registrate confluiscono invece nel sistema informativo dei trapianti, consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e ventiquattro ore su ventiquattro.
Devo per forza rispondere quando rinnovo la carta d'identità?
No: dichiarare è una possibilità e non un obbligo, e si può anche astenersi. Le associazioni segnalano che spesso le persone vengono prese alla sprovvista, o non sanno di poter non esprimersi finché non avranno chiarito eventuali dubbi, e che l'opposizione dipende spesso dalla mancanza di informazioni adeguate al momento della richiesta. L'operatore comunale si limita del resto a informare sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione, in senso positivo o negativo.
Da leggere insieme a questo
Anche le disposizioni anticipate riguardano una volontà espressa prima, e valida quando non si potrà più dirla.
Fonte e metodo
- Principio in vigore
- Consenso o dissenso esplicito (art. 23 della legge 91/1999 e decreto ministeriale 8 aprile 2000); il silenzio-assenso introdotto dagli articoli 4 e 5 della stessa legge non ha mai trovato attuazione
- Effetto del silenzio
- Chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole alla donazione; in assenza di dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari
- Ordine dei familiari
- Coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori; possono opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte
- Minori
- Decidono sempre i genitori, e se anche solo uno dei due è contrario il prelievo non può essere effettuato
- Modalità di dichiarazione
- Presso gli uffici anagrafe dei comuni che hanno attivato il servizio, in fase di richiesta o rinnovo della carta d'identità; presso l'azienda sanitaria o il medico di famiglia tramite apposito modulo; con la tessera associativa; con una dichiarazione in carta libera completa dei dati personali, datata e firmata, da conservare con sé; con il tesserino inviato dal ministero nel 2000
- Registrazione
- Le dichiarazioni raccolte per le vie ufficiali sono registrate nel sistema informativo dei trapianti, database consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e 24 ore su 24
- Limite della dichiarazione cartacea
- Comporta l'incognita di non poter essere certi che nel momento decisivo il documento venga effettivamente ritrovato e consegnato ai medici
- Canale digitale
- Dal 2021 è disponibile uno strumento digitale per registrare la volontà in qualsiasi momento con identità digitale, senza attendere i dieci anni di validità della carta d'identità; da questo canale proviene la maggioranza dei consensi
- Modifica
- La volontà può essere modificata in qualsiasi momento ed è sempre valida l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo; in nessun caso la scelta può essere modificata rivolgendosi al comune, dove occorrerebbe attendere il rilascio di una nuova carta d'identità
- Condizioni della donazione
- Avviene solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente e dopo l'accertamento della morte encefalica, condizione in cui il cervello non funziona più e non potrà mai più funzionare per la completa distruzione delle cellule cerebrali; è diversa dal coma
- Organi e tessuti
- Organi donabili: cuore, polmoni, rene, fegato, pancreas e intestino; tessuti: pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni; la legge vieta espressamente la donazione del cervello e delle gonadi
- Facoltatività
- Dichiarare è una possibilità e non un obbligo; l'operatore comunale si limita a informare sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione in senso positivo o negativo, e ci si può astenere
- Limiti
- Questa pagina non suggerisce una risposta, non registra dichiarazioni e non riguarda la donazione da vivente
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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