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Vita quotidiana

Donazione — il silenzio-assenso non è mai entrato in vigore

Il principio del silenzio-assenso, introdotto dalla legge del 1999, non ha mai trovato attuazione. Vale invece il consenso o dissenso esplicito: chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole, e in assenza di dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Sempre valida l'ultima dichiarazione Nessun dato inviato

Al momento del rinnovo della carta d'identità si può anche non rispondere. Dichiarare è una possibilità, non un obbligo, e chi viene preso alla sprovvista può astenersi e decidere in un altro momento, dopo essersi informato.

La tua posizione

La terza domanda riguarda una limitazione poco nota, che riguarda solo una delle modalità.

Il principio che tutti citano e che non è in vigore

La legge del 1999 introdusse il silenzio-assenso, ma quella parte non ha mai trovato attuazione. Quello che vale è un principio diverso.

Vale il consenso o dissenso esplicito: la volontà è presa in considerazione solo se dichiarata in modo chiaro. Chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole alla donazione.

La conseguenza è precisa: in assenza di una dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari. Non scegliere non lascia le cose in sospeso — le affida a qualcun altro, in un momento in cui quel qualcuno sta affrontando un lutto.

Chi decide se non hai deciso

Se una persona non ha espresso la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte. L'ordine è definito:

  1. Il coniuge non separato.
  2. Il convivente.
  3. I figli maggiorenni.
  4. I genitori.

Per questo le associazioni insistono su una raccomandazione semplice: parlarne anche in famiglia, perché in assenza di dichiarazione sono loro a essere interpellati sulla volontà espressa in vita dal congiunto.

Per i minori decidono sempre i genitori, e se anche solo uno dei due è contrario il prelievo non può essere effettuato.

Le modalità, e quale è più affidabile

ModalitàRegistrata nel sistema?
Al comune, alla richiesta o al rinnovo della carta d'identità, dove il servizio è attivo
Presso l'azienda sanitaria o il medico di famiglia
App o tessera associativa
Foglio scritto, datato e firmato, tenuto con séNo

Le dichiarazioni registrate confluiscono nel sistema informativo dei trapianti, il database consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e 24 ore su 24.

Il foglio in tasca ha un limite dichiarato: l'incognita di non poter essere certi che nell'imponderabile momento decisivo il documento venga effettivamente ritrovato e consegnato ai medici.

Esiste anche una via digitale che permette di registrare la volontà in qualsiasi momento con identità digitale, senza dover attendere i dieci anni di validità della carta d'identità: da quel canale proviene ormai la maggioranza dei consensi.

La trappola del cambio di idea

La legge permette di modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, ed è sempre valida l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo.

Ma c'è una limitazione che riguarda specificamente una modalità:

In nessun caso la scelta può essere modificata rivolgendosi al comune: per registrare una nuova scelta occorrerebbe attendere il rilascio di una nuova carta d'identità.

Chi ha dichiarato al comune e vuole cambiare non deve quindi aspettare dieci anni: deve usare un'altra via — l'azienda sanitaria, il medico di famiglia, o il canale digitale. Da quel momento sarà la nuova dichiarazione a fare fede.

Quando avviene, e che cosa riguarda

La donazione avviene solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente, e quando sia stata accertata la morte encefalica: una condizione in cui il cervello non funziona più e non potrà mai più funzionare, per la completa distruzione delle cellule cerebrali. È diversa dal coma.

Gli organi che possono essere donati dopo la morte sono cuore, polmoni, rene, fegato, pancreas e intestino; tra i tessuti pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni.

La legge vieta espressamente la donazione del cervello e delle gonadi.

Il «no» detto allo sportello

Al rinnovo della carta d'identità i dinieghi sono una quota rilevante, e le associazioni segnalano una ragione ricorrente: spesso l'opposizione dipende dalla mancanza di informazioni adeguate al momento della richiesta.

Le persone «vengono prese alla sprovvista, o magari non sanno che possono anche astenersi e non esprimersi finché non avranno chiarito eventuali dubbi».

L'operatore comunale, dal canto suo, si limita a informare sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione, in senso positivo o negativo: non chiede una risposta immediata.

Rispondere «non adesso» è una terza opzione legittima, e spesso la più sensata quando la domanda arriva inattesa.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Se non dico niente vengo considerato donatore?

No. Il principio del silenzio-assenso, introdotto dalla legge del 1999, non ha mai trovato attuazione: vale invece il consenso o dissenso esplicito, per cui la volontà è presa in considerazione solo se dichiarata in modo chiaro, e chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole alla donazione. La conseguenza pratica è che in assenza di dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari, che possono opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte.

Chi decide se non ho dichiarato nulla?

I familiari, secondo un ordine definito: il coniuge non separato, il convivente, i figli maggiorenni e i genitori. Possono opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte, e vengono interpellati dai medici proprio sulla volontà espressa in vita dal congiunto. È la ragione per cui viene raccomandato di parlarne anche in famiglia. Per i minori decidono sempre i genitori, e se anche solo uno dei due è contrario il prelievo non può essere effettuato.

Posso cambiare idea dopo averlo dichiarato?

Sì: la legge permette di modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, ed è sempre valida l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo. C'è però una limitazione poco nota che riguarda una modalità specifica: in nessun caso la scelta può essere modificata rivolgendosi al comune, perché per registrare una nuova scelta lì occorrerebbe attendere il rilascio di una nuova carta d'identità. Chi ha dichiarato al comune e vuole cambiare deve quindi usare un'altra via, come l'azienda sanitaria, il medico di famiglia o il canale digitale.

Il foglio che tengo nel portafoglio vale?

È una delle modalità previste — una dichiarazione in carta libera, completa dei dati personali, datata e firmata, da conservare con sé — ma ha un limite dichiarato: l'incognita di non poter essere certi che nell'imponderabile momento decisivo quel documento venga effettivamente ritrovato e consegnato ai medici. Le dichiarazioni registrate confluiscono invece nel sistema informativo dei trapianti, consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e ventiquattro ore su ventiquattro.

Devo per forza rispondere quando rinnovo la carta d'identità?

No: dichiarare è una possibilità e non un obbligo, e si può anche astenersi. Le associazioni segnalano che spesso le persone vengono prese alla sprovvista, o non sanno di poter non esprimersi finché non avranno chiarito eventuali dubbi, e che l'opposizione dipende spesso dalla mancanza di informazioni adeguate al momento della richiesta. L'operatore comunale si limita del resto a informare sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione, in senso positivo o negativo.

Da leggere insieme a questo

Anche le disposizioni anticipate riguardano una volontà espressa prima, e valida quando non si potrà più dirla.

Fonte e metodo

Principio in vigore
Consenso o dissenso esplicito (art. 23 della legge 91/1999 e decreto ministeriale 8 aprile 2000); il silenzio-assenso introdotto dagli articoli 4 e 5 della stessa legge non ha mai trovato attuazione
Effetto del silenzio
Chi non si esprime non viene considerato automaticamente favorevole alla donazione; in assenza di dichiarazione la decisione viene chiesta ai familiari
Ordine dei familiari
Coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori; possono opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento della morte
Minori
Decidono sempre i genitori, e se anche solo uno dei due è contrario il prelievo non può essere effettuato
Modalità di dichiarazione
Presso gli uffici anagrafe dei comuni che hanno attivato il servizio, in fase di richiesta o rinnovo della carta d'identità; presso l'azienda sanitaria o il medico di famiglia tramite apposito modulo; con la tessera associativa; con una dichiarazione in carta libera completa dei dati personali, datata e firmata, da conservare con sé; con il tesserino inviato dal ministero nel 2000
Registrazione
Le dichiarazioni raccolte per le vie ufficiali sono registrate nel sistema informativo dei trapianti, database consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e 24 ore su 24
Limite della dichiarazione cartacea
Comporta l'incognita di non poter essere certi che nel momento decisivo il documento venga effettivamente ritrovato e consegnato ai medici
Canale digitale
Dal 2021 è disponibile uno strumento digitale per registrare la volontà in qualsiasi momento con identità digitale, senza attendere i dieci anni di validità della carta d'identità; da questo canale proviene la maggioranza dei consensi
Modifica
La volontà può essere modificata in qualsiasi momento ed è sempre valida l'ultima dichiarazione resa in ordine di tempo; in nessun caso la scelta può essere modificata rivolgendosi al comune, dove occorrerebbe attendere il rilascio di una nuova carta d'identità
Condizioni della donazione
Avviene solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente e dopo l'accertamento della morte encefalica, condizione in cui il cervello non funziona più e non potrà mai più funzionare per la completa distruzione delle cellule cerebrali; è diversa dal coma
Organi e tessuti
Organi donabili: cuore, polmoni, rene, fegato, pancreas e intestino; tessuti: pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni; la legge vieta espressamente la donazione del cervello e delle gonadi
Facoltatività
Dichiarare è una possibilità e non un obbligo; l'operatore comunale si limita a informare sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione in senso positivo o negativo, e ci si può astenere
Limiti
Questa pagina non suggerisce una risposta, non registra dichiarazioni e non riguarda la donazione da vivente
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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