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SSN e diritti

Consenso informato — il tempo della comunicazione è tempo di cura

La legge stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso della persona. Il consenso non è un atto istantaneo ma un processo, e la norma lo dice in una formula che vale la pena conoscere: il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Al comune: senza costi Nessun dato inviato

Questa pagina descrive uno strumento giuridico, non offre orientamento sulle scelte. Le disposizioni anticipate riguardano il rifiuto o l'accettazione di trattamenti in previsione di una futura incapacità di decidere; è materia distinta da altre questioni di fine vita, che seguono regole proprie.

Le tue disposizioni

Le domande riguardano la forma dell'atto, non il suo contenuto.

Il consenso è un processo, non una firma

La legge stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso della persona. Ma precisa anche di che cosa quel consenso deve essere informato.

Il paziente riceve informazioni adeguate su:

Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura. È un principio scritto nella legge, non una raccomandazione: la conversazione non è ciò che precede la cura, ne fa parte.

Il rifiuto, e i suoi due limiti

È affermato il diritto al rifiuto — il non iniziare — e alla revoca del consenso, anche con effetti interruttivi del trattamento. La legge include tra i trattamenti sanitari, esplicitamente, la nutrizione e l'idratazione artificiali.

In presenza di rifiuto di cure vitali il medico deve informare sulle conseguenze, prospettare alternative e attivare supporti assistenziali, restando ferma la libertà decisionale del paziente.

Il medico è obbligato a rispettare la volontà del paziente ed è esente da responsabilità per l'esecuzione di tale volontà. Parallelamente, il paziente non può pretendere trattamenti contrari a legge, deontologia o buone pratiche cliniche.

La simmetria è precisa: è un diritto di rifiutare, non un diritto di esigere.

Le quattro forme, e quella gratuita

Le disposizioni anticipate possono essere redatte da ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi.

FormaNota
Atto pubblico notarile
Scrittura privata autenticata
Scrittura privata consegnata personalmente all'ufficiale dello stato civile del comune di residenzasenza costi
Presso le strutture sanitarieove previsto dalle regioni

La procedura è stata semplificata proprio per favorire l'accesso a questo diritto: la consegna al proprio comune è la via più diretta e non comporta spese.

È prevista una banca dati presso il Ministero della salute destinata alla registrazione delle disposizioni.

Il fiduciario

Il disponente può nominare una persona di fiducia chiamata a rappresentarlo nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie, qualora non sia più in grado di esprimersi.

È l'elemento che trasforma un documento in una relazione: le disposizioni dicono che cosa si accetta e che cosa si rifiuta, il fiduciario è chi le fa valere nel dialogo con chi cura.

Si può sempre cambiare idea

Le disposizioni sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Non sono un vincolo che si assume una volta per tutte.

Se l'emergenza non consente la revoca scritta, la volontà può essere espressa verbalmente o tramite videoregistrazione raccolta da un medico alla presenza di due testimoni.

È una previsione pensata proprio per le situazioni in cui la forma scritta non è praticabile: la volontà attuale prevale su quella depositata.

Il dolore, in ogni caso

C'è un obbligo che non dipende dalle scelte fatte: il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento indicato.

È sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative.

Nei casi di prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve inoltre astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati.

In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente.

Minori e persone non pienamente capaci

La persona minorenne o incapace deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità, per essere messa nelle condizioni di esprimere la sua volontà.

Il consenso è poi espresso o rifiutato: per il minore, dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore, tenendo conto della volontà del minore stesso in relazione alla sua età e al suo grado di maturità; per la persona interdetta, dal tutore sentito l'interdetto ove possibile. La persona inabilitata può esprimere personalmente il proprio consenso.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Che cosa deve contenere l'informazione prima di un consenso?

La legge lo specifica: il paziente riceve adeguate informazioni circa le modalità di esecuzione del trattamento, i benefici, gli effetti collaterali, i rischi ragionevolmente prevedibili, l'esistenza di valide alternative terapeutiche e le conseguenze dell'eventuale rifiuto. Il consenso non si risolve inoltre in un atto istantaneo ma è un processo, e la norma stabilisce un principio che vale la pena conoscere: il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura.

Dove si depositano le disposizioni anticipate?

Le forme previste sono quattro: atto pubblico notarile, scrittura privata autenticata, scrittura privata consegnata personalmente all'ufficiale dello stato civile del proprio comune di residenza, e presso le strutture sanitarie ove previsto dalle regioni. La terza via non comporta costi, ed è quella pensata per favorire l'accesso a questo diritto. È inoltre prevista una banca dati presso il Ministero della salute destinata alla registrazione delle disposizioni.

Si possono cambiare dopo averle depositate?

Sì: sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento, e non costituiscono un vincolo assunto una volta per tutte. È previsto anche il caso in cui la forma scritta non sia praticabile: se l'emergenza non consente la revoca scritta, la volontà può essere espressa verbalmente o tramite videoregistrazione raccolta da un medico alla presenza di due testimoni. La volontà attuale prevale su quella depositata.

Il medico è obbligato a seguirle?

Sì, ed è al tempo stesso tutelato: il medico è obbligato a rispettare la volontà del paziente ed è esente da responsabilità per l'esecuzione di tale volontà. La simmetria è però precisa, perché parallelamente il paziente non può pretendere trattamenti contrari a legge, deontologia o buone pratiche cliniche. È quindi un diritto di rifiutare, non un diritto di esigere. In presenza di rifiuto di cure vitali il medico deve comunque informare sulle conseguenze, prospettare alternative e attivare supporti assistenziali, restando ferma la libertà decisionale del paziente.

Nutrizione e idratazione artificiali rientrano?

Sì: la legge le qualifica espressamente come trattamenti sanitari, e quindi rientrano tra ciò che può essere rifiutato o interrotto, sia nel consenso attuale sia nelle disposizioni anticipate. Va aggiunto un obbligo che non dipende dalle scelte fatte: il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso, ed è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative.

Da leggere insieme a questo

Il fiduciario e il caregiver sono figure distinte: uno rappresenta la volontà, l'altro presta assistenza.

Fonte e metodo

Riferimento
Legge 22 dicembre 2017 n. 219, in vigore dal 31 gennaio 2018
Principio generale
Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso della persona
Contenuto dell'informazione
Modalità di esecuzione del trattamento, benefici, effetti collaterali, rischi ragionevolmente prevedibili, esistenza di valide alternative terapeutiche, conseguenze dell'eventuale rifiuto
Natura del consenso
Non si risolve in un atto istantaneo ma in un processo; il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura
Rifiuto e revoca
È affermato il diritto al rifiuto, cioè al non inizio, e alla revoca del consenso, anche con effetti interruttivi del trattamento; nutrizione e idratazione artificiali sono qualificate trattamenti sanitari
Doveri in caso di rifiuto di cure vitali
Il medico deve informare sulle conseguenze, prospettare alternative e attivare supporti assistenziali, restando ferma la libertà decisionale del paziente
Obbligo e tutela del medico
Il medico è obbligato a rispettare la volontà del paziente ed è esente da responsabilità per l'esecuzione di tale volontà; parallelamente il paziente non può pretendere trattamenti contrari a legge, deontologia o buone pratiche cliniche
Emergenze
Medico ed équipe garantiscono le cure necessarie tenendo conto, ove possibile, della volontà del paziente
Terapia del dolore
Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze anche in caso di rifiuto o revoca del consenso; è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative
Ostinazione irragionevole
Nei casi di prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati
Sedazione palliativa
In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente
Requisiti per le disposizioni anticipate
Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi
Forme
Atto pubblico notarile; scrittura privata autenticata; scrittura privata consegnata personalmente all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza, senza costi; presso le strutture sanitarie ove previsto dalle regioni
Fiduciario
Il disponente può nominare una persona di fiducia chiamata a rappresentarlo nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie quando non sia più in grado di esprimersi
Revocabilità
Le disposizioni sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento; se l'emergenza non consente la revoca scritta, la volontà può essere espressa verbalmente o tramite videoregistrazione raccolta da un medico alla presenza di due testimoni
Banca dati
Istituita presso il Ministero della salute per la registrazione delle disposizioni anticipate
Minori e persone incapaci
Devono ricevere informazioni in modo consono alle proprie capacità per poter esprimere la propria volontà; il consenso è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà del minore in relazione a età e grado di maturità, e dal tutore sentito l'interdetto ove possibile; la persona inabilitata può esprimere personalmente il proprio consenso
Limiti
Questa pagina descrive uno strumento giuridico e non orienta le scelte; non è un modulo né consulenza legale
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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