Liste di attesa — se sforano, la prestazione la devono dare lo stesso
Ogni prescrizione di primo accesso porta una classe di priorità, e ogni classe ha un tempo massimo. Quando quel tempo non può essere rispettato dalle strutture pubbliche o convenzionate, l'azienda sanitaria deve garantire la prestazione in libera professione intramuraria — e l'utente paga solo il ticket.
Il primo consiglio pratico è controintuitivo: prenota comunque. Le associazioni dei cittadini lo indicano come primo passo — prenotare la visita o l'esame anche con una data fuori tempo massimo serve ad avere in mano la prova concreta che i tempi non vengono rispettati.
La tua prescrizione
La classe di priorità è la lettera indicata dal medico sull'impegnativa.
Risultato
| Classe | Tempo massimo |
|---|
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Le quattro classi, e i tempi
Per le prime visite e le prime prestazioni strumentali ambulatoriali il medico prescrittore — di base o specialista — deve sempre indicare una delle quattro classi di priorità.
| Classe | Significato | Tempo massimo |
|---|---|---|
| U | Urgente | entro 72 ore |
| B | Breve | entro 10 giorni |
| D | Differibile | entro 30 giorni per le visite, 60 per gli accertamenti |
| P | Programmata | entro 120 giorni |
Insieme alla classe sono obbligatori altri due elementi: la distinzione tra primo accesso e accesso successivo, e il quesito diagnostico.
Le Regioni possono stabilire tempi inferiori ma non superiori a quelli nazionali.
Il diritto che quasi nessuno esercita
Qualora i tempi massimi non possano essere rispettati dalle strutture pubbliche o convenzionate, l'azienda sanitaria deve garantire la prestazione ricorrendo alla libera professione intramuraria. In questo caso l'utente ha diritto a pagare solo il ticket — o nulla, se esente — mentre la differenza di costo della parcella dello specialista resta a carico dell'azienda.
Non è un rimborso da chiedere dopo: è la modalità con cui la prestazione va erogata quando il canale ordinario non ce la fa.
Prenotare comunque, per avere la prova
Il consiglio operativo delle associazioni dei cittadini è di fare esattamente la cosa che verrebbe da non fare: prenotare comunque la visita o l'esame, anche accettando una data fuori tempo massimo.
La ragione è pratica: serve ad avere in mano la prova concreta che i tempi non vengono rispettati. Una data rifiutata non lascia traccia; una data accettata sì.
Il passo successivo è chiedere all'azienda sanitaria l'attivazione del percorso di tutela, inviando la richiesta in forma tracciabile.
Si può inoltre chiedere alla direzione sanitaria o alla direzione medica ospedaliera di prendere visione della propria posizione in lista d'attesa, anche dopo l'inserimento.
Di chi è il problema
È il punto di principio che regge tutto il resto, e vale la pena riportarlo così com'è.
Se una prestazione di primo accesso non può essere garantita nei tempi massimi previsti dalla classe di priorità, l'azienda sanitaria di appartenenza dovrà attivare un percorso di presa in carico per soddisfare la richiesta.
Il cittadino ha diritto alla prestazione nei tempi massimi e la ricerca di soluzioni alternative non deve ricadere su di lui.
Detto altrimenti: telefonare a dieci strutture per trovare una data non è il rimedio previsto. Il rimedio previsto è che se ne occupi l'azienda.
I ricoveri hanno classi proprie
Anche il ricovero programmato è motivato da una richiesta del medico curante con l'indicazione della priorità.
| Classe | Tempo massimo | Situazione clinica |
|---|---|---|
| A | 30 giorni | Casi che possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti o da determinare grave pregiudizio alla prognosi |
| B | 60 giorni | Intenso dolore, gravi disfunzioni o grave disabilità, senza tendenza ad aggravarsi rapidamente |
| C | 180 giorni | Minimo dolore, disfunzione o disabilità, senza tendenza ad aggravarsi |
| D | 12 mesi |
L'inserimento in lista deve avvenire tramite procedura informatizzata, e al momento dell'inserimento devono essere comunicate le informazioni sul ricovero, sulla classe di priorità e sui tempi massimi.
Che cosa cambia con il nuovo piano
Il piano nazionale 2026-2028 conferma le quattro classi e rafforza tre obblighi nelle prescrizioni e prenotazioni: la distinzione tra primo accesso e accesso successivo, la classe di priorità, e il quesito diagnostico — che il medico dovrà indicare sempre, sia per i primi accessi sia per i successivi.
Tra gli elementi introdotti: tutte le agende nel sistema unico di prenotazione, la disdetta obbligatoria, e percorsi di tutela strutturati.
Sulle visite di controllo il piano prevede che le strutture che hanno in carico il paziente provvedano anche alla prenotazione delle necessarie prestazioni di controllo, in un sistema integrato che eviti sovrapposizioni.
Che cosa questa pagina non fa
- Non prenota nulla né verifica le agende della tua azienda sanitaria.
- Non stabilisce la classe di priorità, che la indica il medico prescrittore.
- Non sostituisce il piano regionale, che può prevedere tempi inferiori e procedure proprie.
- Non è consulenza legale: per l'assistenza nei percorsi di tutela esistono associazioni dedicate.
- Non riguarda le urgenze, per cui il canale è il pronto soccorso.
Domande frequenti
Se sforano i tempi massimi, che diritto ho?
Qualora i tempi massimi di attesa non possano essere rispettati dalle strutture pubbliche o convenzionate, l'azienda sanitaria deve garantire la prestazione ricorrendo alla libera professione intramuraria. In quel caso l'utente ha diritto a pagare solo il ticket, o nulla se esente, mentre la differenza di costo della parcella dello specialista resta a carico dell'azienda. Non è un rimborso da chiedere dopo: è la modalità con cui la prestazione va erogata quando il canale ordinario non riesce a rispettare i tempi.
Quali sono i tempi per ciascuna classe?
Per le prestazioni ambulatoriali le classi sono quattro: U, urgente, entro settantadue ore; B, breve, entro dieci giorni; D, differibile, entro trenta giorni per le visite e sessanta per gli accertamenti diagnostici; P, programmata, entro centoventi giorni. Per i ricoveri programmati le classi sono A entro trenta giorni, B entro sessanta, C entro centottanta e D entro dodici mesi. Le Regioni possono stabilire tempi inferiori ma non superiori a quelli nazionali.
Conviene rifiutare una data troppo lontana?
No, e il consiglio delle associazioni dei cittadini è l'opposto: prenotare comunque la visita o l'esame, anche accettando una data fuori tempo massimo, perché serve ad avere in mano la prova concreta che i tempi non vengono rispettati. Una data rifiutata non lascia traccia, una accettata sì. Il passo successivo è chiedere all'azienda sanitaria l'attivazione del percorso di tutela, inviando la richiesta in forma tracciabile.
Devo cercarmi io una struttura più veloce?
No, ed è il punto di principio su cui si regge il resto. Se una prestazione di primo accesso non può essere garantita nei tempi massimi previsti dalla classe di priorità, l'azienda sanitaria di appartenenza deve attivare un percorso di presa in carico per soddisfare la richiesta: il cittadino ha diritto alla prestazione nei tempi massimi, e la ricerca di soluzioni alternative non deve ricadere su di lui. Telefonare a dieci strutture per trovare una data non è il rimedio previsto.
Che cosa deve scrivere il medico sull'impegnativa?
Tre elementi, il cui uso sistematico è obbligatorio: la distinzione tra prima visita o prestazione diagnostica e accessi successivi, il quesito diagnostico, e la classe di priorità. Quest'ultima è obbligatoria per le prestazioni di primo accesso. Il quesito diagnostico, con il nuovo piano nazionale, dovrà essere sempre indicato sia per i primi accessi sia per quelli successivi, perché diventa rilevante non solo per la prenotabilità ma anche per la valutazione dell'appropriatezza e per la programmazione dell'offerta.
Da leggere insieme a questo
Anche qui esiste un termine e un canale definito per far valere una posizione: cambia solo l'ente a cui ci si rivolge.
Fonte e metodo
- Riferimento
- Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa, recepito dalle Regioni con piani propri; le Regioni possono stabilire tempi inferiori ma non superiori a quelli nazionali
- Classi di priorità ambulatoriali
- U, urgente, entro 72 ore; B, breve, entro 10 giorni; D, differibile, entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici; P, programmata, entro 120 giorni
- Obblighi nella prescrizione
- Uso sistematico obbligatorio della distinzione tra primo accesso e accessi successivi, del quesito diagnostico e della classe di priorità; quest'ultima obbligatoria per i primi accessi
- Classi di priorità per i ricoveri
- A entro 30 giorni, per casi che possono aggravarsi rapidamente fino a diventare emergenti o determinare grave pregiudizio alla prognosi; B entro 60 giorni, per intenso dolore, gravi disfunzioni o grave disabilità senza tendenza ad aggravarsi rapidamente; C entro 180 giorni, per minimo dolore, disfunzione o disabilità; D entro 12 mesi
- Inserimento in lista per i ricoveri
- Deve avvenire tramite procedura informatizzata; al momento dell'inserimento vanno comunicate le informazioni sul ricovero, sulla classe di priorità e sui tempi massimi
- Diritto in caso di superamento
- Qualora i tempi massimi non possano essere rispettati dalle strutture pubbliche o convenzionate, l'azienda sanitaria deve garantire la prestazione ricorrendo alla libera professione intramuraria; l'utente paga solo il ticket, o nulla se esente, e la differenza di costo della parcella dello specialista resta a carico dell'azienda
- Percorso di presa in carico
- Se una prestazione di primo accesso non può essere garantita nei tempi massimi, l'azienda sanitaria deve attivare un percorso di presa in carico
- Principio
- Il cittadino ha diritto alla prestazione nei tempi massimi e la ricerca di soluzioni alternative non deve ricadere su di lui
- Indicazione pratica
- Prenotare comunque la visita o l'esame, per avere in mano la prova concreta che i tempi non vengono rispettati; chiedere quindi all'azienda l'attivazione del percorso di tutela in forma tracciabile
- Accesso alle informazioni
- Il cittadino può chiedere alla direzione sanitaria o alla direzione medica ospedaliera di prendere visione della propria posizione in lista d'attesa, anche successivamente all'inserimento
- Piano nazionale 2026-2028
- Conferma le quattro classi e rafforza gli obblighi su distinzione degli accessi, classe di priorità e quesito diagnostico, che il medico dovrà indicare sempre; prevede tutte le agende nel sistema unico di prenotazione, la disdetta obbligatoria e percorsi di tutela
- Visite di controllo
- Le strutture che hanno in carico il paziente devono provvedere anche alla prenotazione delle necessarie prestazioni di controllo, in un sistema integrato che eviti sovrapposizioni
- Limiti
- Non prenota né verifica agende; non stabilisce la classe di priorità; non sostituisce il piano regionale
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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