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Sport e prestazione

Carboidrati in Gara — quanti all'ora, e perché di più non è meglio

La raccomandazione dipende dalla durata, non dal tuo peso — è una delle poche indicazioni di nutrizione sportiva che non si calcola per chilo. Negli ultimi anni la soglia consigliata è salita fino a centoventi grammi all'ora, ma esistono studi in cui superare i novanta ha peggiorato la prestazione.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Indipendente dal peso Nessun dato inviato

Niente di quello che leggi qui va provato per la prima volta il giorno della gara. La tolleranza gastrointestinale è la variabile che decide se una strategia funziona, ed è individuale e allenabile. Ogni quantità va testata negli allenamenti lunghi, nelle stesse condizioni di intensità e di prodotto.

La tua gara

Durata prevista e intensità. Il peso non serve: a differenza di quasi tutto il resto della nutrizione sportiva, questa raccomandazione non si calcola per chilo.

ore
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Perché esiste un tetto, e dove sta

Il limite non è nello stomaco ma nell'intestino, e ha un meccanismo preciso. Il glucosio viene assorbito attraverso un trasportatore che si satura: oltre circa 60 grammi all'ora di solo glucosio, il resto non passa e resta nell'intestino — dove diventa la causa dei disturbi che tutti conoscono.

Il fruttosio usa un trasportatore diverso. Combinando i due zuccheri si aggirano i due colli di bottiglia separatamente, e il tasso di ossidazione dei carboidrati assunti può salire fino a circa 90 grammi all'ora. È da qui che nasce l'espressione «carboidrati a trasporto multiplo».

Un dettaglio che rende questa raccomandazione insolita: l'indicazione sui carboidrati in gara è indipendente dal peso corporeo e dal livello di allenamento. Dipende dalla durata e dall'intensità dell'attività, non da chi la fa. È l'opposto di quasi tutto il resto della nutrizione sportiva.

DurataIndicazioneTipo di carboidrati
Sotto 1 oraPoco o nullaLe scorte bastano
1 – 2,5 ore~30–60 g/hAnche una fonte singola
Oltre 2,5 ore~90 g/hNecessari a trasporto multiplo
Ultra, bassa intensitàVerso il basso dell'intervalloConta più la costanza della quantità

La corsa ai 120 grammi, e gli studi che frenano

Negli ultimi anni la soglia si è spostata verso l'alto. Ciclisti professionisti del massimo circuito assumono comunemente 100-120 grammi all'ora, e la ricerca ha mostrato che quelle quantità sono tollerabili in atleti preparati, con un rapporto tra i due zuccheri più vicino alla parità — intorno a 1 : 0,8 anziché al classico 2 : 1.

Poi c'è la parte che il marketing dei prodotti non racconta.

In entrambi i casi la conclusione è la stessa e va contro l'intuizione commerciale: di più non è sempre meglio, e in queste condizioni meno era meglio.

Non significa che 120 g/h sia sbagliato per tutti: significa che è una strategia da atleti che l'hanno costruita, non un obiettivo da inseguire perché lo fanno i professionisti.

L'intestino si allena

La capacità di assorbire dosi elevate non è fissa. L'esposizione ripetuta ai carboidrati durante l'esercizio aumenta l'espressione dei trasportatori intestinali e amplia la capacità di assorbimento: due settimane di allenamento specifico sono state sufficienti, in uno studio, a migliorare l'assorbimento e ridurre i sintomi gastrointestinali.

In pratica significa: assumere carboidrati in ogni uscita lunga anziché solo in gara, usare gli stessi prodotti che userai il giorno della gara, e salire di dose gradualmente nelle settimane di preparazione. Chi passa da zero a novanta grammi all'ora il giorno della gara scopre nel modo peggiore che l'intestino non era pronto.

Che cosa questo calcolo non vede

Domande frequenti

Perché la raccomandazione non dipende dal mio peso?

Perché il fattore che limita non è quanto muscolo devi rifornire, ma quanto carboidrato l'intestino riesce ad assorbire. Quel tetto dipende dalla capacità dei trasportatori intestinali, che non scala con la massa corporea. È il motivo per cui le linee guida indicano grammi all'ora in assoluto e non grammi per chilo, e per cui un atleta di cinquanta chili e uno di novanta ricevono lo stesso numero. Le raccomandazioni sui carboidrati giornalieri, invece, sono per chilo: sono due cose diverse.

Se i professionisti prendono 120 g/h, perché io dovrei fermarmi a 90?

Per due ragioni. La prima è l'adattamento: quelle quantità richiedono un intestino allenato con mesi di esposizione progressiva, e non sono tollerabili da chi non l'ha fatto. La seconda è più interessante: in almeno due studi controllati, salire sopra i novanta grammi all'ora non ha migliorato nulla e ha peggiorato qualcosa — maggiore consumo di glicogeno muscolare e prestazione inferiore nella prova successiva. La soglia più alta è una possibilità per chi l'ha costruita, non un traguardo che rende più veloci di per sé.

Che differenza fa il rapporto tra glucosio e fruttosio?

Determina se i due trasportatori intestinali lavorano in parallelo o se uno resta saturo mentre l'altro è sottoutilizzato. Il rapporto classico è 2 : 1 a favore del glucosio, adeguato fino a circa novanta grammi all'ora. Per dosi superiori la letteratura più recente indica un rapporto più vicino alla parità, intorno a 1 : 0,8, che risulta migliore considerando insieme ossidazione, comfort intestinale e prestazione. In pratica: se punti a dosi alte, controlla l'etichetta del prodotto, perché non tutti hanno la stessa composizione.

Devo bere e mangiare insieme o separatamente?

Vanno pianificati insieme, perché interagiscono. Una bevanda molto concentrata rallenta lo svuotamento gastrico e può peggiorare sia l'assorbimento dei carboidrati sia quello dei liquidi; d'altra parte assumere gel senza acqua sufficiente produce lo stesso effetto. La regola pratica più diffusa è accompagnare ogni gel con acqua, e tenere conto dei carboidrati già presenti nella borraccia quando si conta il totale orario — un errore frequente è sommare gel e bevanda zuccherata senza accorgersi di aver superato la dose prevista.

In un ultra devo assumere di più perché dura di più?

All'ora, di solito no: spesso conviene stare verso il basso dell'intervallo. L'intensità in un ultra è più bassa, quindi il consumo di carboidrati al minuto è inferiore, mentre le ore si accumulano e con esse la fatica dell'apparato digerente. Il problema si sposta dalla quantità alla continuità e alla varietà: mantenere un apporto regolare per molte ore, alternando forme e sapori, conta più che massimizzare i grammi. Molti atleti che gestiscono bene una maratona vanno in crisi in un ultra proprio perché applicano la stessa strategia oraria per il triplo del tempo.

Da leggere insieme a questo

Liquidi e carboidrati vanno pianificati insieme. La durata prevista, che qui è l'ingresso principale, si stima con il calcolatore di previsione.

Fonte e metodo

Meccanismo
Il glucosio satura il proprio trasportatore intestinale intorno ai 60 g/h; il fruttosio ne usa uno diverso, permettendo di salire verso i 90 g/h
Sotto 1 ora
Le scorte sono sufficienti: apporto minimo o nullo
1–2,5 ore
Circa 30–60 g/h, anche da fonte singola
Oltre 2,5 ore
Circa 90 g/h, con carboidrati a trasporto multiplo
Dosi elevate
100–120 g/h risultano tollerabili in atleti preparati con rapporto vicino a 1 : 0,8
Controevidenza
112,5 g/h contro 90 g/h ha prodotto maggiore consumo di glicogeno muscolare; 90 g/h ha battuto 100 g/h su prestazione successiva
Indipendenza dal peso
Le indicazioni sono in grammi assoluti all'ora, non per chilo, e non dipendono dal livello di allenamento
Allenamento intestinale
Due settimane di esposizione ripetuta hanno migliorato assorbimento e sintomi gastrointestinali
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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