Protezione Solare — il numero vale se applichi la quantità con cui è stato misurato
«SPF 50 protegge il 98%, SPF 30 il 97%: quasi uguale.» È vero, ed è anche vero che la quota che passa va dal 3,3% al 2% — cioè si riduce di circa un terzo. Ma c'è un numero che conta più della scelta: l'SPF dichiarato è misurato con una quantità di prodotto che quasi nessuno applica.
La stima di protezione effettiva qui sotto è indicativa e serve a mostrare un ordine di grandezza, non a misurare nulla. Il dato documentato è che applicando meno prodotto la protezione reale scende ben al di sotto del numero in etichetta.
Che protezione stai davvero usando
La seconda domanda pesa più della prima: è quella su cui si perde la maggior parte della protezione.
Risultato
| SPF | UVB bloccati | UVB che passano |
|---|
Il calcolo è avvenuto nel tuo browser. Nessuno di questi valori è stato inviato o salvato.
Che cosa è quel numero
È una frazione, non un tempo. Un SPF 50 lascia passare un cinquantesimo dei raggi UVB, un SPF 30 un trentesimo. Da lì derivano le percentuali che si leggono ovunque.
| SPF | Bloccati | Che passano |
|---|---|---|
| 15 | 93,3% | 6,7% |
| 30 | 96,7% | 3,3% |
| 50 | 98% | 2% |
La stessa differenza si può leggere in due modi, ed entrambi sono corretti. Da 96,7% a 98% è un guadagno di poco più di un punto. Ma la quota che arriva sulla pelle passa dal 3,3% al 2%: si riduce di circa un terzo. Su esposizioni lunghe quel terzo conta.
Nessun solare blocca il 100% dei raggi, a nessun SPF.
Il numero che conta più dell'SPF
C'è un dettaglio che pesa più della scelta tra 30 e 50, ed è nel modo in cui l'SPF viene misurato.
L'SPF dichiarato è misurato applicando 2 milligrammi di prodotto per centimetro quadrato di pelle: una quantità che quasi nessuno raggiunge nell'uso reale. Gli studi mostrano applicazioni effettive tra 0,4 e 1 mg/cm² — e con metà prodotto la protezione reale crolla ben sotto il numero in etichetta.
Detto altrimenti: un SPF 50 applicato in quantità dimezzata non è un SPF 50. La conseguenza pratica è che scegliere il numero più alto e applicarne poco è una strategia peggiore di scegliere un numero più basso e applicarlo bene.
Le quantità di riferimento, tradotte in cucchiai: circa un cucchiaino per viso, collo e braccia; circa un cucchiaio per ciascuna area estesa come gambe, schiena e petto.
Un modo per verificarlo: applicata correttamente, una confezione da 200 ml basta a coprire una sola giornata intera al mare.
Che cosa l'SPF non misura
L'SPF descrive quasi soltanto gli UVB, i raggi legati all'eritema e alle scottature. Non dice nulla sugli UVA.
È una distinzione che conta, perché gli UVA rappresentano circa il 90% della radiazione ultravioletta che arriva a terra, raggiungono la parte più profonda della pelle e sono associati all'invecchiamento cutaneo e, nel tempo, all'aumento del rischio di tumori cutanei.
Per averne una protezione occorre che sulla confezione compaia la dicitura UVA o «ampio spettro»: senza quella, il numero grande sul davanti riguarda solo metà del problema.
Perché va riapplicata
La protezione non decade solo per il tempo che passa. Sudore, acqua, sfregamento degli asciugamani e dei vestiti la riducono in modo concreto.
- In generale ogni due ore quando si sta all'aperto.
- Sempre dopo il bagno, la sudorazione intensa o l'asciugatura.
Le zone più spesso dimenticate sono collo, orecchie, mani e piedi.
La crema non è l'unica misura: va usata insieme a cappelli, occhiali da sole, indumenti protettivi e alla ricerca dell'ombra, soprattutto nelle ore centrali.
Che cosa questo strumento non fa
- Non misura la tua protezione: la stima è indicativa e serve a mostrare l'effetto della quantità, non a quantificarlo.
- Non indica quale SPF ti serve, che dipende anche dal tipo di pelle, dal luogo e dall'ora.
- Non valuta prodotti specifici né la loro resistenza all'acqua.
- Non riguarda i nei né i controlli dermatologici, che sono un'altra cosa.
- Non sostituisce le altre misure: ombra, indumenti e orari pesano quanto la crema.
Domande frequenti
SPF 50 protegge davvero molto più di SPF 30?
Dipende da come si legge il confronto, e i due modi sono entrambi corretti. Un SPF 30 blocca circa il 96,7% dei raggi UVB e un SPF 50 circa il 98%: guardando i bloccati, la differenza è poco più di un punto. Ma la quota che arriva sulla pelle passa dal 3,3% al 2%, cioè si riduce di circa un terzo, e su esposizioni lunghe quella differenza conta. Vale però un'osservazione più importante di questa scelta: l'SPF dichiarato è misurato con una quantità di prodotto che quasi nessuno applica, quindi un SPF 50 messo in poca quantità offre meno di un SPF 30 applicato bene.
Quanta crema serve davvero?
La regola di riferimento è di 2 milligrammi di prodotto per ogni centimetro quadrato di pelle, ed è la quantità con cui l'SPF viene misurato in laboratorio. Tradotta in misure domestiche: circa un cucchiaino per viso, collo e braccia, e circa un cucchiaio per ciascuna area estesa come gambe, schiena e petto. Gli studi mostrano applicazioni reali tra 0,4 e 1 milligrammo per centimetro quadrato, cioè tra un quinto e metà del necessario, e con metà prodotto la protezione reale crolla ben sotto il numero in etichetta. Un modo per verificarlo: applicata correttamente, una confezione da 200 ml basta per una sola giornata intera al mare.
SPF 50 significa che posso stare al sole 50 volte più a lungo?
No, ed è indicato come uno dei fraintendimenti più diffusi. L'indice stampato sui flaconi non ha nulla a che fare con i minuti di esposizione: rappresenta una frazione, cioè quanta radiazione ultravioletta riesce a superare lo schermo applicato sulla pelle. Un SPF 50 fa passare un cinquantesimo dei raggi UVB, un SPF 30 un trentesimo. Vale anche la pena ricordare che nessun solare blocca il cento per cento dei raggi, a nessun fattore di protezione.
L'SPF protegge anche dagli UVA?
No: l'SPF descrive quasi soltanto gli UVB, i raggi legati all'eritema e alle scottature. Per gli UVA serve verificare che sulla confezione compaia la dicitura UVA o «ampio spettro». È una distinzione che conta più di quanto sembri, perché gli UVA rappresentano circa il 90% della radiazione ultravioletta che arriva a terra, raggiungono la parte più profonda della pelle e sono associati all'invecchiamento cutaneo e, nel tempo, all'aumento del rischio di tumori cutanei.
Ogni quanto va rimessa?
In generale ogni due ore quando si sta all'aperto, e sempre dopo il bagno, una sudorazione intensa o l'asciugatura con l'asciugamano. La ragione non è solo il tempo che passa: acqua, sudore e sfregamento di asciugamani e vestiti riducono in modo concreto la quantità di prodotto presente sulla pelle. Le zone più spesso dimenticate sono collo, orecchie, mani e piedi. Vale infine ricordare che la crema va usata insieme alle altre misure — cappelli, occhiali, indumenti protettivi e ricerca dell'ombra — e non al posto loro.
Da leggere insieme a questo
Il doppio modo di leggere la differenza tra 96,7% e 98% è lo stesso meccanismo descritto nella pagina sul rischio relativo.
Fonte e metodo
- Che cosa indica l'SPF
- La frazione di radiazione UVB che supera lo schermo applicato: un SPF 50 ne fa passare 1/50, un SPF 30 1/30; non ha relazione con i minuti di esposizione
- Percentuali
- SPF 15 blocca circa il 93,3% dei raggi UVB; SPF 30 circa il 96,7%; SPF 50 circa il 98%. Nessun solare blocca il 100%
- Doppia lettura
- Da SPF 30 a SPF 50 i bloccati aumentano di poco più di un punto, ma la quota che passa scende dal 3,3% al 2%, riducendosi di circa un terzo
- Quantità di riferimento
- L'SPF dichiarato è misurato applicando 2 mg di prodotto per cm² di pelle
- Quantità reali
- Gli studi mostrano applicazioni effettive tra 0,4 e 1 mg/cm²; con metà prodotto la protezione reale scende ben sotto il numero in etichetta
- Equivalenze pratiche
- Circa un cucchiaino per viso, collo e braccia; circa un cucchiaio per ciascuna area estesa come gambe, schiena e petto; una confezione da 200 ml applicata correttamente copre una sola giornata intera
- UVA
- L'SPF descrive quasi soltanto gli UVB; per gli UVA serve la dicitura UVA o «ampio spettro»
- Rilevanza degli UVA
- Rappresentano circa il 90% della radiazione ultravioletta che arriva a terra, raggiungono la parte più profonda della pelle e sono associati all'invecchiamento cutaneo e all'aumento nel tempo del rischio di tumori cutanei
- Riapplicazione
- Ogni due ore all'aperto e sempre dopo bagno, sudorazione intensa o asciugatura; acqua, sudore e sfregamento riducono la quantità presente sulla pelle
- Zone dimenticate
- Collo, orecchie, mani e piedi
- Misure complementari
- Cappelli, occhiali da sole, indumenti protettivi e ricerca dell'ombra, soprattutto nelle ore centrali
- Nota sul calcolo
- La stima di protezione effettiva in base alla quantità applicata è un'approssimazione a scopo illustrativo: mostra l'ordine di grandezza di un effetto documentato, non una misura
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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