Integratori — la notifica non è un'autorizzazione
Gli integratori sono disciplinati come alimenti, non come farmaci, e non sono soggetti ad alcun iter di autorizzazione: solo a una procedura di notifica. E quello che viene notificato è l'etichetta, non il prodotto. Un ente pubblico lo scrive esplicitamente: la notifica non è un'autorizzazione né un'approvazione implicita.
Questa pagina riguarda le regole e le etichette, non l'utilità di un prodotto. Un integratore può essere perfettamente conforme e servire poco, o essere utile in una carenza documentata: sono due domande separate, e questa affronta solo la prima.
Leggi un'etichetta
La prima domanda è quella decisiva: la formula usata dice se qualcuno ha valutato quell'affermazione.
Risultato
| Tipo di affermazione | Stato |
|---|
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Alimenti, non farmaci
La differenza regolatoria è netta e spiega quasi tutto il resto.
| Farmaco | Integratore | |
|---|---|---|
| Percorso | Autorizzazione all'immissione in commercio | Notifica |
| Oggetto della procedura | Il prodotto, con dati di efficacia e sicurezza | L'etichetta, non il prodotto |
| Quando | Prima della commercializzazione | Prima o contestualmente all'immissione in commercio |
| Chi garantisce la conformità | Valutata dall'autorità | L'operatore del settore alimentare |
La formulazione di un ente pubblico italiano è esplicita: «la notifica non è una autorizzazione o una approvazione implicita del prodotto; la conformità alla normativa vigente deve essere garantita dall'operatore del settore alimentare».
Ne segue una conseguenza pratica: il codice ministeriale che compare su molte confezioni non certifica il prodotto. Attesta che quell'etichetta è stata comunicata.
Che cosa non possono dire
Essendo alimenti, gli integratori non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie. È il confine che li separa dai medicinali, che sono invece specificamente autorizzati per il trattamento di condizioni definite.
Sono quindi vietati tutti i claim che alludono alla cura di una patologia o al trattamento di un disturbo. Un esempio di affermazione non consentita: «assumendo questo integratore si riducono i rischi di malattie cardiache».
La formula che indica una valutazione
Le indicazioni sulla salute — i cosiddetti claim — devono essere autorizzate dalla Commissione europea previo parere positivo dell'autorità europea per la sicurezza alimentare.
Per ottenere quell'autorizzazione il produttore deve presentare una domanda basata su dati scientifici che dimostrino il rapporto causale tra l'alimento e l'effetto rivendicato. L'autorità emette pareri motivati.
| Formula | Che cosa indica |
|---|---|
| «Contribuisce al normale funzionamento di…» «Aiuta la normale funzione…» | È la forma tipica dei claim autorizzati |
| «Riduce il rischio di…» «Cura», «tratta», «combatte» | Vietata: allude a prevenzione o cura |
| «Migliora il benessere», «rinforza», «depura» | Formule vaghe, che non corrispondono a claim autorizzati |
Due esempi di claim consentiti: «contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento» per la vitamina B12; «il magnesio aiuta la normale funzione muscolare».
La ricorrenza della parola «normale» non è uno stile: segnala che l'affermazione riguarda il mantenimento di una funzione fisiologica, non il trattamento di qualcosa che non va.
La zona ancora aperta
C'è una categoria in cui il sistema non è arrivato a conclusione: gli estratti vegetali.
In Italia le relative indicazioni possono essere riportate in etichetta in via provvisoria, in attesa che l'autorità europea definisca i claim su questi ingredienti.
Significa che un'affermazione su un estratto vegetale può comparire legalmente su una confezione senza aver superato la valutazione che è richiesta per vitamine e minerali. Non è un'irregolarità: è lo stato attuale della normativa.
Che cosa la legge richiede comunque
Le regole di etichettatura restano più stringenti di quelle dei comuni alimenti.
- La denominazione «integratore alimentare».
- Elenco degli ingredienti e delle dosi.
- Avvertenze, modalità d'uso e conservazione.
- Lotto e termine minimo di conservazione.
- Rispetto dei limiti massimi fissati per ciascun nutriente.
La vendita è limitata a forme predosate — capsule, compresse, bustine, flaconi contagocce — e a prodotti preconfezionati.
Nonostante gli sforzi normativi, l'uso di integratori può comportare rischi per la salute e può interagire con farmaci e con altre condizioni mediche. È il motivo per cui vanno riferiti a chi segue una terapia.
Che cosa questa pagina non fa
- Non valuta l'utilità di alcun integratore, che è una questione di efficacia e non di conformità.
- Non dice che gli integratori siano inutili o pericolosi: dice come sono regolati e come si legge un'etichetta.
- Non verifica un prodotto specifico: gli elenchi dei claim sono pubblici e consultabili.
- Non riguarda i medicinali di origine vegetale, che seguono un percorso diverso.
- Non sostituisce il parere di chi ti segue, in particolare se assumi altri farmaci.
Domande frequenti
Il codice ministeriale sulla confezione che cosa garantisce?
Meno di quanto sembri. Gli integratori sono disciplinati come alimenti e non sono soggetti ad alcun iter di autorizzazione, ma solo a una procedura di notifica — e quello che viene notificato è l'etichetta, non il prodotto in sé, prima o contestualmente all'immissione in commercio. La formulazione di un ente pubblico italiano è esplicita: la notifica non è un'autorizzazione né un'approvazione implicita del prodotto, e la conformità alla normativa deve essere garantita dall'operatore del settore alimentare. Il codice attesta che quell'etichetta è stata comunicata.
Come faccio a capire se un'affermazione è stata verificata?
Dalla formula usata. Le indicazioni sulla salute devono essere autorizzate dalla Commissione europea previo parere positivo dell'autorità europea per la sicurezza alimentare, e per ottenerla il produttore deve presentare dati scientifici che dimostrino il rapporto causale tra l'alimento e l'effetto rivendicato. I claim autorizzati hanno una forma riconoscibile, costruita attorno alla parola «normale»: «contribuisce al normale funzionamento di», «aiuta la normale funzione». Gli elenchi dei claim autorizzati e di quelli respinti sono consultabili sul sito della Commissione europea.
Perché un integratore non può dire che cura qualcosa?
Perché è un alimento, e gli alimenti non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie. È il confine che li separa dai medicinali, che sono invece specificamente autorizzati per il trattamento di condizioni mediche definite. Sono quindi vietati tutti i claim che alludono alla cura di una patologia o al trattamento di un disturbo: un esempio di affermazione non consentita è «assumendo questo integratore si riducono i rischi di malattie cardiache». Una gestione scorretta dei claim può essere oggetto di sanzione.
Perché sugli estratti vegetali le regole sembrano diverse?
Perché per quella categoria il sistema non è arrivato a conclusione. In Italia le indicazioni relative agli estratti vegetali possono essere riportate in etichetta in via provvisoria, in attesa che l'autorità europea definisca i claim su questi ingredienti. Significa che un'affermazione su un estratto vegetale può comparire legalmente su una confezione senza aver superato la valutazione richiesta per vitamine e minerali. Non è un'irregolarità ma lo stato attuale della normativa, ed è una differenza che vale la pena conoscere quando si confrontano due prodotti.
Se è regolato come alimento significa che è sicuro?
Le regole di etichettatura sono più stringenti di quelle dei comuni alimenti — denominazione, ingredienti, dosi, avvertenze, lotto, limiti massimi per nutriente, e vendita limitata a forme predosate — ma le fonti sono esplicite: nonostante gli sforzi normativi, l'uso di integratori può comportare rischi per la salute e può interagire con farmaci e con altre condizioni mediche. È esattamente il motivo per cui vanno riferiti a chi segue una terapia, e la ragione per cui alcune interazioni documentate riguardano proprio prodotti acquistabili liberamente.
Da leggere insieme a questo
Sulla conformità di un'etichetta e sull'utilità di un prodotto rispondono due pagine diverse: questa e quella sui multivitaminici.
Fonte e metodo
- Inquadramento
- Gli integratori sono disciplinati come alimenti, non come farmaci, e non sono soggetti ad alcun iter di autorizzazione
- Procedura
- Notifica alla competente autorità, prima o contestualmente all'immissione in commercio; oggetto della notifica è l'etichettatura, non il prodotto in sé
- Valore della notifica
- Non è un'autorizzazione né un'approvazione implicita del prodotto; la conformità alla normativa deve essere garantita dall'operatore del settore alimentare
- Divieto sui claim terapeutici
- Non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie; vietati i claim che alludono alla cura di una patologia o al trattamento di un disturbo
- Claim salutistici
- Devono essere autorizzati dalla Commissione europea previo parere positivo dell'autorità europea per la sicurezza alimentare; il produttore deve presentare dati scientifici che dimostrino il rapporto causale tra l'alimento e l'effetto rivendicato
- Esito delle valutazioni
- Migliaia di indicazioni nutrizionali e centinaia di indicazioni sulla salute autorizzate; molte altre respinte perché non supportate da prove scientifiche sufficienti o fuorvianti; gli elenchi degli autorizzati e dei respinti sono pubblici
- Esempi di claim consentiti
- «Contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento» per la vitamina B12; «il magnesio aiuta la normale funzione muscolare»
- Esempio di claim vietato
- «Assumendo questo integratore si riducono i rischi di malattie cardiache»
- Estratti vegetali
- In Italia le relative indicazioni possono essere riportate in etichetta in via provvisoria, in attesa che l'autorità europea definisca i claim su questi ingredienti
- Requisiti di etichetta
- Denominazione «integratore alimentare», elenco ingredienti, dosi, avvertenze, modalità d'uso e conservazione, lotto e termine minimo di conservazione; rispetto dei limiti massimi fissati
- Formati ammessi
- Forme predosate — capsule, compresse, bustine, flaconi contagocce — e prodotti preconfezionati
- Rischi
- Nonostante gli sforzi normativi, l'uso di integratori può comportare rischi per la salute e può interagire con farmaci e con altre condizioni mediche
- Limiti
- Non valuta l'utilità o l'efficacia di alcun prodotto; non verifica prodotti specifici; non riguarda i medicinali di origine vegetale
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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