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Integratori — la notifica non è un'autorizzazione

Gli integratori sono disciplinati come alimenti, non come farmaci, e non sono soggetti ad alcun iter di autorizzazione: solo a una procedura di notifica. E quello che viene notificato è l'etichetta, non il prodotto. Un ente pubblico lo scrive esplicitamente: la notifica non è un'autorizzazione né un'approvazione implicita.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Claim autorizzati e respinti Nessun dato inviato

Questa pagina riguarda le regole e le etichette, non l'utilità di un prodotto. Un integratore può essere perfettamente conforme e servire poco, o essere utile in una carenza documentata: sono due domande separate, e questa affronta solo la prima.

Leggi un'etichetta

La prima domanda è quella decisiva: la formula usata dice se qualcuno ha valutato quell'affermazione.

Alimenti, non farmaci

La differenza regolatoria è netta e spiega quasi tutto il resto.

FarmacoIntegratore
PercorsoAutorizzazione all'immissione in commercioNotifica
Oggetto della proceduraIl prodotto, con dati di efficacia e sicurezzaL'etichetta, non il prodotto
QuandoPrima della commercializzazionePrima o contestualmente all'immissione in commercio
Chi garantisce la conformitàValutata dall'autoritàL'operatore del settore alimentare

La formulazione di un ente pubblico italiano è esplicita: «la notifica non è una autorizzazione o una approvazione implicita del prodotto; la conformità alla normativa vigente deve essere garantita dall'operatore del settore alimentare».

Ne segue una conseguenza pratica: il codice ministeriale che compare su molte confezioni non certifica il prodotto. Attesta che quell'etichetta è stata comunicata.

Che cosa non possono dire

Essendo alimenti, gli integratori non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie. È il confine che li separa dai medicinali, che sono invece specificamente autorizzati per il trattamento di condizioni definite.

Sono quindi vietati tutti i claim che alludono alla cura di una patologia o al trattamento di un disturbo. Un esempio di affermazione non consentita: «assumendo questo integratore si riducono i rischi di malattie cardiache».

La formula che indica una valutazione

Le indicazioni sulla salute — i cosiddetti claim — devono essere autorizzate dalla Commissione europea previo parere positivo dell'autorità europea per la sicurezza alimentare.

Per ottenere quell'autorizzazione il produttore deve presentare una domanda basata su dati scientifici che dimostrino il rapporto causale tra l'alimento e l'effetto rivendicato. L'autorità emette pareri motivati.

FormulaChe cosa indica
«Contribuisce al normale funzionamento di…»
«Aiuta la normale funzione…»
È la forma tipica dei claim autorizzati
«Riduce il rischio di…»
«Cura», «tratta», «combatte»
Vietata: allude a prevenzione o cura
«Migliora il benessere», «rinforza», «depura»Formule vaghe, che non corrispondono a claim autorizzati

Due esempi di claim consentiti: «contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento» per la vitamina B12; «il magnesio aiuta la normale funzione muscolare».

La ricorrenza della parola «normale» non è uno stile: segnala che l'affermazione riguarda il mantenimento di una funzione fisiologica, non il trattamento di qualcosa che non va.

La zona ancora aperta

C'è una categoria in cui il sistema non è arrivato a conclusione: gli estratti vegetali.

In Italia le relative indicazioni possono essere riportate in etichetta in via provvisoria, in attesa che l'autorità europea definisca i claim su questi ingredienti.

Significa che un'affermazione su un estratto vegetale può comparire legalmente su una confezione senza aver superato la valutazione che è richiesta per vitamine e minerali. Non è un'irregolarità: è lo stato attuale della normativa.

Che cosa la legge richiede comunque

Le regole di etichettatura restano più stringenti di quelle dei comuni alimenti.

La vendita è limitata a forme predosate — capsule, compresse, bustine, flaconi contagocce — e a prodotti preconfezionati.

Nonostante gli sforzi normativi, l'uso di integratori può comportare rischi per la salute e può interagire con farmaci e con altre condizioni mediche. È il motivo per cui vanno riferiti a chi segue una terapia.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Il codice ministeriale sulla confezione che cosa garantisce?

Meno di quanto sembri. Gli integratori sono disciplinati come alimenti e non sono soggetti ad alcun iter di autorizzazione, ma solo a una procedura di notifica — e quello che viene notificato è l'etichetta, non il prodotto in sé, prima o contestualmente all'immissione in commercio. La formulazione di un ente pubblico italiano è esplicita: la notifica non è un'autorizzazione né un'approvazione implicita del prodotto, e la conformità alla normativa deve essere garantita dall'operatore del settore alimentare. Il codice attesta che quell'etichetta è stata comunicata.

Come faccio a capire se un'affermazione è stata verificata?

Dalla formula usata. Le indicazioni sulla salute devono essere autorizzate dalla Commissione europea previo parere positivo dell'autorità europea per la sicurezza alimentare, e per ottenerla il produttore deve presentare dati scientifici che dimostrino il rapporto causale tra l'alimento e l'effetto rivendicato. I claim autorizzati hanno una forma riconoscibile, costruita attorno alla parola «normale»: «contribuisce al normale funzionamento di», «aiuta la normale funzione». Gli elenchi dei claim autorizzati e di quelli respinti sono consultabili sul sito della Commissione europea.

Perché un integratore non può dire che cura qualcosa?

Perché è un alimento, e gli alimenti non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie. È il confine che li separa dai medicinali, che sono invece specificamente autorizzati per il trattamento di condizioni mediche definite. Sono quindi vietati tutti i claim che alludono alla cura di una patologia o al trattamento di un disturbo: un esempio di affermazione non consentita è «assumendo questo integratore si riducono i rischi di malattie cardiache». Una gestione scorretta dei claim può essere oggetto di sanzione.

Perché sugli estratti vegetali le regole sembrano diverse?

Perché per quella categoria il sistema non è arrivato a conclusione. In Italia le indicazioni relative agli estratti vegetali possono essere riportate in etichetta in via provvisoria, in attesa che l'autorità europea definisca i claim su questi ingredienti. Significa che un'affermazione su un estratto vegetale può comparire legalmente su una confezione senza aver superato la valutazione richiesta per vitamine e minerali. Non è un'irregolarità ma lo stato attuale della normativa, ed è una differenza che vale la pena conoscere quando si confrontano due prodotti.

Se è regolato come alimento significa che è sicuro?

Le regole di etichettatura sono più stringenti di quelle dei comuni alimenti — denominazione, ingredienti, dosi, avvertenze, lotto, limiti massimi per nutriente, e vendita limitata a forme predosate — ma le fonti sono esplicite: nonostante gli sforzi normativi, l'uso di integratori può comportare rischi per la salute e può interagire con farmaci e con altre condizioni mediche. È esattamente il motivo per cui vanno riferiti a chi segue una terapia, e la ragione per cui alcune interazioni documentate riguardano proprio prodotti acquistabili liberamente.

Da leggere insieme a questo

Sulla conformità di un'etichetta e sull'utilità di un prodotto rispondono due pagine diverse: questa e quella sui multivitaminici.

Fonte e metodo

Inquadramento
Gli integratori sono disciplinati come alimenti, non come farmaci, e non sono soggetti ad alcun iter di autorizzazione
Procedura
Notifica alla competente autorità, prima o contestualmente all'immissione in commercio; oggetto della notifica è l'etichettatura, non il prodotto in sé
Valore della notifica
Non è un'autorizzazione né un'approvazione implicita del prodotto; la conformità alla normativa deve essere garantita dall'operatore del settore alimentare
Divieto sui claim terapeutici
Non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie; vietati i claim che alludono alla cura di una patologia o al trattamento di un disturbo
Claim salutistici
Devono essere autorizzati dalla Commissione europea previo parere positivo dell'autorità europea per la sicurezza alimentare; il produttore deve presentare dati scientifici che dimostrino il rapporto causale tra l'alimento e l'effetto rivendicato
Esito delle valutazioni
Migliaia di indicazioni nutrizionali e centinaia di indicazioni sulla salute autorizzate; molte altre respinte perché non supportate da prove scientifiche sufficienti o fuorvianti; gli elenchi degli autorizzati e dei respinti sono pubblici
Esempi di claim consentiti
«Contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento» per la vitamina B12; «il magnesio aiuta la normale funzione muscolare»
Esempio di claim vietato
«Assumendo questo integratore si riducono i rischi di malattie cardiache»
Estratti vegetali
In Italia le relative indicazioni possono essere riportate in etichetta in via provvisoria, in attesa che l'autorità europea definisca i claim su questi ingredienti
Requisiti di etichetta
Denominazione «integratore alimentare», elenco ingredienti, dosi, avvertenze, modalità d'uso e conservazione, lotto e termine minimo di conservazione; rispetto dei limiti massimi fissati
Formati ammessi
Forme predosate — capsule, compresse, bustine, flaconi contagocce — e prodotti preconfezionati
Rischi
Nonostante gli sforzi normativi, l'uso di integratori può comportare rischi per la salute e può interagire con farmaci e con altre condizioni mediche
Limiti
Non valuta l'utilità o l'efficacia di alcun prodotto; non verifica prodotti specifici; non riguarda i medicinali di origine vegetale
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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