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Nutrizione e metabolismo

Multivitaminici — 390.000 persone, vent'anni, nessun beneficio sulla mortalità

Un adulto su tre assume multivitaminici, quasi sempre per prevenire malattie. Uno studio su 390.000 persone seguite per oltre vent'anni non ha trovato alcun beneficio sulla mortalità — e ha mostrato con i dati perché gli studi precedenti sembravano dire il contrario.

Aggiornato il 28 agosto 2026 84 studi randomizzati Nessun dato inviato

Se assumi un integratore su indicazione medica, non sospenderlo sulla base di questa pagina. Tutto quello che segue riguarda l'uso a scopo di prevenzione generica in persone senza carenze accertate — che è una situazione diversa dall'integrazione mirata di una carenza documentata o di una condizione che la richiede.

Perché lo assumi

La distinzione che conta non è quale prodotto usi ma per quale ragione: la letteratura risponde in modo diverso alle due situazioni.

Lo studio più grande

Nel 2024 è stato pubblicato uno studio condotto su 390.124 adulti generalmente sani, seguiti in tre coorti prospettiche per oltre vent'anni. Nel periodo si sono verificati 164.762 decessi.

L'uso quotidiano di multivitaminici non è risultato associato a una minore mortalità per tutte le cause, né nella prima metà del periodo di osservazione né nella seconda. I rapporti di rischio erano di 1,04 in entrambi i casi — cioè leggermente sopra l'unità, non sotto. Il quadro era analogo per le principali cause di morte.

Lo studio era stato progettato proprio per superare i limiti dei lavori precedenti, affrontando due problemi noti: il confondimento da stile di vita e la causalità inversa, cioè il fatto che chi sta male tende a iniziare a integrare.

Perché gli studi precedenti sembravano dire altro

Lo stesso studio mostra con i suoi numeri il motivo, ed è una lezione che va oltre gli integratori.

Chi usa multivitaminici è sistematicamente diverso da chi non li usa. Tra gli utilizzatori quotidiani il 49,3% erano donne e il 42,0% laureati, contro il 39,3% e il 37,9% tra i non utilizzatori. E l'11,0% degli utilizzatori fumava, contro il 13,0% dei non utilizzatori. È il cosiddetto effetto dell'utilizzatore sano: chi integra mangia mediamente meglio, si muove di più e fuma di meno.

Se non si tiene conto di queste differenze, l'integratore si prende il merito di abitudini che esistevano già. È il motivo per cui gli studi osservazionali su questo tema hanno dato risultati contrastanti per decenni.

La revisione degli studi randomizzati

Nel 2022 un organismo statunitense di medicina preventiva ha aggiornato la propria valutazione esaminando 84 studi randomizzati, di cui 52 nuovi rispetto alla revisione precedente. Le conclusioni sono di tre tipi diversi:

SostanzaConclusione
Beta caroteneRaccomandazione contraria: i danni superano i benefici
Vitamina ERaccomandazione contraria: nessun beneficio netto
MultivitaminiciProve insufficienti per valutare benefici e danni
Singoli nutrientiProve insufficienti

La sintesi delle prove è netta: la maggior parte degli integratori di vitamine e minerali non fornisce effetti protettivi clinicamente rilevanti su malattia cardiovascolare, tumori o mortalità negli adulti sani senza carenze nutrizionali note.

Con un'eccezione che va riportata: la stessa revisione segnala un piccolo beneficio sull'incidenza di tumori con l'uso di multivitaminici. È l'unico segnale positivo emerso, ed è piccolo.

Il caso del beta carotene

Su due sostanze la conclusione non è «prove insufficienti» ma raccomandazione contraria, che è una cosa diversa.

Per il beta carotene le prove sono state giudicate adeguate a concludere che aumenta il rischio di tumore del polmone nelle persone a rischio aumentato — in particolare chi fuma o ha fumato. È uno dei casi meglio documentati in cui un integratore ha prodotto un danno misurabile anziché un beneficio.

Per la vitamina E la conclusione è di assenza di beneficio netto, con danni al più piccoli.

Sono le due sostanze su cui l'indicazione è di non usarle a scopo di prevenzione, non di valutare caso per caso.

La distinzione che regge tutto

Ogni conclusione riportata qui riguarda adulti sani senza carenze accertate, che assumono integratori a scopo di prevenzione generica. È una situazione diversa da altre tre:

In questi casi la letteratura citata non si applica, e la domanda non è se gli integratori «servano» in generale ma se servano a te, per quella cosa. È una valutazione medica.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Se non fanno male, che problema c'è a prenderli?

Per la maggior parte dei multivitaminici il problema non è il danno ma l'aspettativa. La revisione su ottantaquattro studi randomizzati conclude che non forniscono effetti protettivi clinicamente rilevanti negli adulti sani senza carenze note, e lo studio su 390.000 persone seguite oltre vent'anni non ha trovato alcun beneficio sulla mortalità. Ci sono però due eccezioni in cui il danno è documentato: per il beta carotene e la vitamina E la raccomandazione non è «prove insufficienti» ma esplicitamente contraria all'uso a scopo preventivo. E c'è una considerazione più generale: un integratore preso come sostituto di cambiamenti che avrebbero effetto è una distrazione, non un danno diretto.

Perché prima si diceva che facessero bene?

Perché gli studi osservazionali confondevano l'integratore con chi lo usa, e lo studio del 2024 lo mostra con i propri dati. Tra gli utilizzatori quotidiani di multivitaminici il quarantanove per cento erano donne e il quarantadue per cento laureati, contro il trentanove e il trentotto tra i non utilizzatori; e fumava l'undici per cento degli utilizzatori contro il tredici dei non utilizzatori. Chi integra mangia mediamente meglio, si muove di più e fuma di meno: senza tener conto di queste differenze l'integratore si prende il merito di abitudini che esistevano già. È il cosiddetto effetto dell'utilizzatore sano.

Il beta carotene è pericoloso?

Su questa sostanza la conclusione non è di incertezza ma di danno documentato: le prove sono state giudicate adeguate a stabilire che l'integrazione aumenta il rischio di tumore del polmone nelle persone a rischio aumentato, in particolare chi fuma o ha fumato. È uno dei casi meglio documentati in cui un integratore assunto a scopo preventivo ha prodotto un effetto misurabile nella direzione opposta a quella attesa. La raccomandazione è di non usarlo per prevenire malattie cardiovascolari o tumori, insieme alla vitamina E per cui la conclusione è di assenza di beneficio netto.

Ho una dieta vegetariana: le conclusioni valgono anche per me?

Non del tutto, ed è una distinzione importante. Tutte le conclusioni riportate riguardano adulti sani senza carenze accertate che integrano a scopo di prevenzione generica. Un regime che esclude sistematicamente alcune fonti alimentari è un'altra situazione: il caso più noto è la vitamina B12, per cui nessun alimento vegetale non fortificato è considerato una fonte affidabile e l'integrazione è indicata. La domanda in questi casi non è se gli integratori servano in generale, ma se serva quel nutriente specifico nel tuo caso — che è una valutazione da fare con il medico, possibilmente sulla base di esami.

C'è davvero un beneficio sui tumori?

La revisione sugli studi randomizzati segnala un piccolo beneficio sull'incidenza di tumori con l'uso di multivitaminici, ed è l'unico segnale positivo emerso in quel lavoro. Va però letto nel contesto: la stessa revisione conclude che i multivitaminici non hanno prove sufficienti per stabilire il bilancio tra benefici e danni, e lo studio su 390.000 persone non ha trovato riduzioni della mortalità né per le cause principali di morte, tumori inclusi. Un piccolo effetto sull'incidenza che non si traduce in una riduzione della mortalità è un risultato da riportare, non da trasformare in una raccomandazione.

Da leggere insieme a questo

La B12 in chi non consuma prodotti animali è l'esempio opposto: una situazione in cui l'integrazione è indicata e le conclusioni generali non si applicano.

Fonte e metodo

Studio di coorte
390.124 adulti generalmente sani in 3 coorti prospettiche, oltre 20 anni di follow-up, 164.762 decessi — JAMA Network Open 2024
Risultato
L'uso quotidiano di multivitaminici non è associato a minore mortalità per tutte le cause: rapporto di rischio 1,04 nella prima metà del follow-up (IC 95% 1,02-1,07) e 1,04 nella seconda (0,99-1,08)
Effetto dell'utilizzatore sano
Tra gli utilizzatori quotidiani: 49,3% donne e 42,0% laureati contro 39,3% e 37,9% tra i non utilizzatori; 11,0% fumatori contro 13,0%
Revisione degli studi randomizzati
84 studi, di cui 52 nuovi rispetto alla revisione del 2014, valutati da un organismo statunitense di medicina preventiva nel 2022
Beta carotene
Raccomandazione contraria: prove adeguate che aumenti il rischio di tumore del polmone nelle persone a rischio aumentato
Vitamina E
Raccomandazione contraria: nessun beneficio netto, danni al più piccoli
Multivitaminici e singoli nutrienti
Prove insufficienti per valutare il bilancio tra benefici e danni
Sintesi delle prove
La maggior parte degli integratori non fornisce effetti protettivi clinicamente rilevanti su malattia cardiovascolare, tumori o mortalità negli adulti sani senza carenze note
Eccezione riportata
Piccolo beneficio sull'incidenza di tumori con l'uso di multivitaminici
Ambito di applicazione
Adulti sani senza carenze accertate; non si applica a carenze documentate, condizioni che aumentano il fabbisogno o regimi che escludono alcune fonti
Limiti
Nessuna indicazione a sospendere; non copre gravidanza e allattamento; non valuta singoli prodotti né integratori non vitaminici
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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