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INCI — «senza parabeni» non è una dicitura consentita

Due cose sull'etichetta di un cosmetico funzionano al contrario di come sembrano. Gli ingredienti sono in ordine decrescente solo fino all'1%: sotto quella soglia l'ordine è libero. E la dicitura «senza parabeni» non è consentita, perché denigra una classe di ingredienti che la normativa autorizza.

Aggiornato il 28 agosto 2026 La soglia: 1% Nessun dato inviato

Questa pagina riguarda come si legge un'etichetta, non se un prodotto funzioni o sia adatto a te. Le regole descritte stabiliscono che cosa può essere scritto e come, non quanto un cosmetico sia efficace.

Leggi un'etichetta

La prima domanda è quella che smonta la maggior parte delle confezioni: dove compare l'ingrediente pubblicizzato.

Come è ordinata la lista

Gli ingredienti sono indicati con una nomenclatura internazionale creata apposta e valida in tutti i paesi europei, ed elencati in ordine decrescente: prima quelli contenuti in quantità maggiore.

Ma l'ordine decrescente vale fino all'1%. Gli ingredienti presenti al di sotto di quella soglia possono essere indicati in ordine sparso. Da quel punto in poi la posizione non dice più nulla su quanto ce n'è.

Ne segue la lettura pratica più utile: se l'ingrediente reclamizzato sul fronte compare in fondo alla lista, è presente in concentrazione inferiore all'1% — e non si può nemmeno sapere se sia lo 0,9% o lo 0,001%.

Altre due regole: i composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime si indicano con i termini parfum o aroma; gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali devono essere chiaramente indicati.

La regola sui «senza»

Un regolamento europeo del 2013 ha stabilito criteri comuni per l'uso dei claim: devono essere veritieri, utili, comprensibili e affidabili, e aiutare a prendere decisioni informate.

Da quei criteri deriva una conseguenza che sorprende quasi tutti.

DicituraStato
«Senza parabeni»Non consentita: denigratoria verso una classe di ingredienti autorizzati e inseriti nell'allegato del regolamento
«Senza sostanze allergeniche»Non consentita: non può essere garantita la completa assenza del rischio di reazione allergica
«Senza profumo»Consentita: permette una scelta informata a un gruppo specifico di utenti

Il criterio che distingue i due casi è preciso: le indicazioni «senza» sono consentite quando permettono una scelta informata a uno o più gruppi specifici di consumatori, e vietate quando denigrano ingredienti autorizzati. L'esempio citato per il secondo caso: «senza siliconi tossici» — i siliconi non sono tossici.

Lo stesso vale per altri conservanti come il fenossietanolo e il triclosan.

Due diciture che hanno condizioni severe

La seconda è una lista di condizioni molto più stringente di quanto la parola suggerisca a chi la legge.

Le formule che non reggono

Un documento tecnico della Commissione ha chiarito le zone grigie, e alcune categorie di affermazione risultano problematiche o vietate.

TipoProblema
Verbi medici: «cura», «guarisce», «ripara una malattia»Vietato: un cosmetico non è un farmaco
Confronti con farmaci: «come il botox ma senza ago»Vietato: il termine di paragone è un medicinale
Numeri precisi senza studio citato: «+200% di idratazione»Dubbioso senza protocollo
«Ringiovanisci di dieci anni»Palesemente non sostanziabile
«100% naturale», «100% efficace»Richiede verifica analitica

Sull'ultima voce esiste un precedente: marchi che dichiaravano formule «100% naturali» mentre la lista ingredienti conteneva conservanti sintetici o emulsionanti di sintesi sono stati sanzionati dall'autorità garante per claim non veritiero.

Tre modi in cui il fronte inganna senza mentire

Nessuno di questi richiede un'affermazione falsa: bastano un'immagine, un aggettivo e un'assenza. È il motivo per cui la lista sul retro dice più del fronte.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Perché «senza parabeni» non sarebbe consentito?

Perché è considerato denigratorio nei confronti di un'intera classe di ingredienti che la normativa europea autorizza e che sono inseriti nell'allegato del regolamento sui cosmetici. Il principio generale è che vantare l'assenza di ingredienti o classi di ingredienti consentiti non è considerato corretto, e vale anche per altri conservanti come il fenossietanolo e il triclosan. Non tutte le diciture «senza» sono vietate: sono consentite quando permettono una scelta informata a gruppi specifici di consumatori, come «senza profumo» per chi ha un'allergia. Il confine è tra informare un gruppo e squalificare un ingrediente.

Se un ingrediente è in fondo alla lista, quanto ce n'è?

Meno dell'1%, e non è possibile saperlo con più precisione. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità, ma quelli presenti al di sotto dell'1% possono essere indicati in ordine sparso: da quella soglia in poi la posizione non dice più nulla. È la lettura più utile per confrontare quello che c'è scritto sul fronte con quello che c'è nel prodotto — se l'ingrediente reclamizzato compare in fondo, è sotto l'1%, e potrebbe essere lo 0,9% come lo 0,001%.

Su un prodotto «ipoallergenico» posso stare tranquillo?

Dietro quella parola ci sono condizioni molto più severe di quanto sembri, ma non arrivano ad azzerare il rischio. Per usare quella dicitura dovrebbe essere totalmente evitata la presenza di allergeni noti o precursori di allergeni: sostanze identificate come sensibilizzanti dai comitati scientifici che valutano la sicurezza degli ingredienti cosmetici, quelle classificate come sensibilizzanti cutanei di categoria 1, quelle individuate dall'azienda sulla base dei reclami dei consumatori e quelle generalmente riconosciute come sensibilizzanti in letteratura. Va distinta però dalla dicitura «senza sostanze allergeniche», che non è consentita, perché la completa assenza del rischio di una reazione allergica non può essere garantita.

Che cos'è «parfum» nella lista?

È il termine con cui la normativa richiede di indicare i composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime, insieme ad «aroma». Sotto quella voce può esserci una miscela di molte sostanze diverse, il che la rende un'informazione poco specifica — ed è la ragione per cui, per chi ha allergie note, la dicitura «senza profumo» è tra le poche indicazioni «senza» che la normativa considera utili, perché permette una scelta informata a un gruppo specifico di utenti.

Come fa un'etichetta a ingannare senza mentire?

In tre modi documentati, e nessuno richiede un'affermazione falsa. Le immagini che ritraggono materie prime contenute in quantità minima o quasi nulla nel prodotto. Le dichiarazioni «naturale» e «biologico» riferite solo a qualche ingrediente dell'intera lista ma presentate come se descrivessero il prodotto. E le diciture «senza X» quando il prodotto contiene comunque altre sostanze con la stessa funzione. Esiste anche un precedente sanzionatorio: marchi che dichiaravano formule «100% naturali» mentre la lista ingredienti conteneva conservanti sintetici o emulsionanti di sintesi sono stati sanzionati per claim non veritiero.

Da leggere insieme a questo

È la stessa asimmetria degli integratori: il fronte comunica, il retro dichiara, e le regole stanno sul retro.

Fonte e metodo

Nomenclatura
Gli ingredienti sono indicati con una nomenclatura internazionale creata appositamente e valida per tutti i paesi europei
Ordine della lista
Ordine decrescente con le relative funzioni, dai contenuti in quantità maggiore; gli ingredienti presenti al di sotto dell'1% possono essere indicati in ordine sparso
Composti odoranti
Composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime si indicano con i termini parfum o aroma
Nanomateriali
Tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali devono essere chiaramente indicati nell'elenco
Criteri comuni sui claim
Stabiliti da un regolamento europeo del 2013: i claim devono essere veritieri, utili, comprensibili e affidabili, e aiutare l'utente finale a prendere decisioni informate
«Senza parabeni»
Non consentita perché denigratoria verso l'intera classe dei parabeni, che sono ammessi e inseriti nell'allegato del regolamento sui cosmetici; lo stesso vale per fenossietanolo e triclosan
Principio generale sui «senza»
Consentiti quando permettono una scelta informata a uno o più gruppi target specifici di utenti finali; vietati quando denigrano ingredienti autorizzati
«Senza sostanze allergeniche»
Non consentita secondo il criterio comune dell'onestà: non può essere garantita la completa assenza del rischio di una reazione allergica
«Senza conservanti»
Non dovrebbe essere usata quando il prodotto contiene ingredienti non inclusi nell'elenco dei conservanti autorizzati ma che mostrano un effetto protettivo verso i microrganismi, come l'alcol
«Ipoallergenico»
Richiede che sia totalmente evitata la presenza di allergeni noti o precursori, secondo un elenco di criteri che include le identificazioni dei comitati scientifici, la classificazione dei sensibilizzanti cutanei di categoria 1, i reclami dei consumatori e il riconoscimento in letteratura
Claim problematici
Verbi medici; confronti diretti con farmaci; numeri precisi senza studio citato; promesse di trasformazione totale; uso di «100%» con parole non oggettive
Precedente sanzionatorio
Marchi che dichiaravano formule «100% naturali» mentre la lista ingredienti conteneva conservanti sintetici o emulsionanti di sintesi sono stati sanzionati per claim non veritiero
Marketing fuorviante
Immagini di materie prime presenti in quantità minima; dichiarazioni «naturale» e «biologico» riferite solo a qualche ingrediente; diciture «senza X» in presenza di altre sostanze della stessa funzione
Limiti
Non giudica gli ingredienti; non valuta l'efficacia; non riguarda i prodotti che non sono cosmetici
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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