INCI — «senza parabeni» non è una dicitura consentita
Due cose sull'etichetta di un cosmetico funzionano al contrario di come sembrano. Gli ingredienti sono in ordine decrescente solo fino all'1%: sotto quella soglia l'ordine è libero. E la dicitura «senza parabeni» non è consentita, perché denigra una classe di ingredienti che la normativa autorizza.
Questa pagina riguarda come si legge un'etichetta, non se un prodotto funzioni o sia adatto a te. Le regole descritte stabiliscono che cosa può essere scritto e come, non quanto un cosmetico sia efficace.
Leggi un'etichetta
La prima domanda è quella che smonta la maggior parte delle confezioni: dove compare l'ingrediente pubblicizzato.
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Come è ordinata la lista
Gli ingredienti sono indicati con una nomenclatura internazionale creata apposta e valida in tutti i paesi europei, ed elencati in ordine decrescente: prima quelli contenuti in quantità maggiore.
Ma l'ordine decrescente vale fino all'1%. Gli ingredienti presenti al di sotto di quella soglia possono essere indicati in ordine sparso. Da quel punto in poi la posizione non dice più nulla su quanto ce n'è.
Ne segue la lettura pratica più utile: se l'ingrediente reclamizzato sul fronte compare in fondo alla lista, è presente in concentrazione inferiore all'1% — e non si può nemmeno sapere se sia lo 0,9% o lo 0,001%.
Altre due regole: i composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime si indicano con i termini parfum o aroma; gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali devono essere chiaramente indicati.
La regola sui «senza»
Un regolamento europeo del 2013 ha stabilito criteri comuni per l'uso dei claim: devono essere veritieri, utili, comprensibili e affidabili, e aiutare a prendere decisioni informate.
Da quei criteri deriva una conseguenza che sorprende quasi tutti.
| Dicitura | Stato |
|---|---|
| «Senza parabeni» | Non consentita: denigratoria verso una classe di ingredienti autorizzati e inseriti nell'allegato del regolamento |
| «Senza sostanze allergeniche» | Non consentita: non può essere garantita la completa assenza del rischio di reazione allergica |
| «Senza profumo» | Consentita: permette una scelta informata a un gruppo specifico di utenti |
Il criterio che distingue i due casi è preciso: le indicazioni «senza» sono consentite quando permettono una scelta informata a uno o più gruppi specifici di consumatori, e vietate quando denigrano ingredienti autorizzati. L'esempio citato per il secondo caso: «senza siliconi tossici» — i siliconi non sono tossici.
Lo stesso vale per altri conservanti come il fenossietanolo e il triclosan.
Due diciture che hanno condizioni severe
- «Senza conservanti» non dovrebbe essere usata quando il prodotto contiene ingredienti che, pur non essendo nell'elenco dei conservanti autorizzati, mostrano un effetto protettivo verso i microrganismi — per esempio l'alcol.
- «Ipoallergenico» richiede che sia totalmente evitata la presenza di allergeni noti o precursori: sostanze identificate come sensibilizzanti dai comitati scientifici, quelle classificate come sensibilizzanti cutanei di categoria 1, quelle individuate dall'azienda sulla base dei reclami dei consumatori e quelle generalmente riconosciute come tali in letteratura.
La seconda è una lista di condizioni molto più stringente di quanto la parola suggerisca a chi la legge.
Le formule che non reggono
Un documento tecnico della Commissione ha chiarito le zone grigie, e alcune categorie di affermazione risultano problematiche o vietate.
| Tipo | Problema |
|---|---|
| Verbi medici: «cura», «guarisce», «ripara una malattia» | Vietato: un cosmetico non è un farmaco |
| Confronti con farmaci: «come il botox ma senza ago» | Vietato: il termine di paragone è un medicinale |
| Numeri precisi senza studio citato: «+200% di idratazione» | Dubbioso senza protocollo |
| «Ringiovanisci di dieci anni» | Palesemente non sostanziabile |
| «100% naturale», «100% efficace» | Richiede verifica analitica |
Sull'ultima voce esiste un precedente: marchi che dichiaravano formule «100% naturali» mentre la lista ingredienti conteneva conservanti sintetici o emulsionanti di sintesi sono stati sanzionati dall'autorità garante per claim non veritiero.
Tre modi in cui il fronte inganna senza mentire
- Immagini che ritraggono materie prime contenute in quantità minima o quasi nulla nel prodotto.
- «Naturale» e «biologico» riferiti solo a qualche ingrediente dell'intera lista, ma presentati come se descrivessero il prodotto.
- «Senza X» quando il prodotto contiene comunque altre sostanze della stessa funzione.
Nessuno di questi richiede un'affermazione falsa: bastano un'immagine, un aggettivo e un'assenza. È il motivo per cui la lista sul retro dice più del fronte.
Che cosa questa pagina non fa
- Non giudica gli ingredienti: non esistono qui liste di sostanze «buone» o «cattive».
- Non valuta l'efficacia di un prodotto, che è una questione diversa dalla conformità dell'etichetta.
- Non dice quali cosmetici scegliere, che dipende dalla pelle e dalle preferenze.
- Non sostituisce il dermatologo in caso di reazioni o problemi cutanei.
- Non riguarda i prodotti che non sono cosmetici, come i dispositivi medici a uso topico.
Domande frequenti
Perché «senza parabeni» non sarebbe consentito?
Perché è considerato denigratorio nei confronti di un'intera classe di ingredienti che la normativa europea autorizza e che sono inseriti nell'allegato del regolamento sui cosmetici. Il principio generale è che vantare l'assenza di ingredienti o classi di ingredienti consentiti non è considerato corretto, e vale anche per altri conservanti come il fenossietanolo e il triclosan. Non tutte le diciture «senza» sono vietate: sono consentite quando permettono una scelta informata a gruppi specifici di consumatori, come «senza profumo» per chi ha un'allergia. Il confine è tra informare un gruppo e squalificare un ingrediente.
Se un ingrediente è in fondo alla lista, quanto ce n'è?
Meno dell'1%, e non è possibile saperlo con più precisione. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità, ma quelli presenti al di sotto dell'1% possono essere indicati in ordine sparso: da quella soglia in poi la posizione non dice più nulla. È la lettura più utile per confrontare quello che c'è scritto sul fronte con quello che c'è nel prodotto — se l'ingrediente reclamizzato compare in fondo, è sotto l'1%, e potrebbe essere lo 0,9% come lo 0,001%.
Su un prodotto «ipoallergenico» posso stare tranquillo?
Dietro quella parola ci sono condizioni molto più severe di quanto sembri, ma non arrivano ad azzerare il rischio. Per usare quella dicitura dovrebbe essere totalmente evitata la presenza di allergeni noti o precursori di allergeni: sostanze identificate come sensibilizzanti dai comitati scientifici che valutano la sicurezza degli ingredienti cosmetici, quelle classificate come sensibilizzanti cutanei di categoria 1, quelle individuate dall'azienda sulla base dei reclami dei consumatori e quelle generalmente riconosciute come sensibilizzanti in letteratura. Va distinta però dalla dicitura «senza sostanze allergeniche», che non è consentita, perché la completa assenza del rischio di una reazione allergica non può essere garantita.
Che cos'è «parfum» nella lista?
È il termine con cui la normativa richiede di indicare i composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime, insieme ad «aroma». Sotto quella voce può esserci una miscela di molte sostanze diverse, il che la rende un'informazione poco specifica — ed è la ragione per cui, per chi ha allergie note, la dicitura «senza profumo» è tra le poche indicazioni «senza» che la normativa considera utili, perché permette una scelta informata a un gruppo specifico di utenti.
Come fa un'etichetta a ingannare senza mentire?
In tre modi documentati, e nessuno richiede un'affermazione falsa. Le immagini che ritraggono materie prime contenute in quantità minima o quasi nulla nel prodotto. Le dichiarazioni «naturale» e «biologico» riferite solo a qualche ingrediente dell'intera lista ma presentate come se descrivessero il prodotto. E le diciture «senza X» quando il prodotto contiene comunque altre sostanze con la stessa funzione. Esiste anche un precedente sanzionatorio: marchi che dichiaravano formule «100% naturali» mentre la lista ingredienti conteneva conservanti sintetici o emulsionanti di sintesi sono stati sanzionati per claim non veritiero.
Da leggere insieme a questo
È la stessa asimmetria degli integratori: il fronte comunica, il retro dichiara, e le regole stanno sul retro.
Fonte e metodo
- Nomenclatura
- Gli ingredienti sono indicati con una nomenclatura internazionale creata appositamente e valida per tutti i paesi europei
- Ordine della lista
- Ordine decrescente con le relative funzioni, dai contenuti in quantità maggiore; gli ingredienti presenti al di sotto dell'1% possono essere indicati in ordine sparso
- Composti odoranti
- Composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime si indicano con i termini parfum o aroma
- Nanomateriali
- Tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali devono essere chiaramente indicati nell'elenco
- Criteri comuni sui claim
- Stabiliti da un regolamento europeo del 2013: i claim devono essere veritieri, utili, comprensibili e affidabili, e aiutare l'utente finale a prendere decisioni informate
- «Senza parabeni»
- Non consentita perché denigratoria verso l'intera classe dei parabeni, che sono ammessi e inseriti nell'allegato del regolamento sui cosmetici; lo stesso vale per fenossietanolo e triclosan
- Principio generale sui «senza»
- Consentiti quando permettono una scelta informata a uno o più gruppi target specifici di utenti finali; vietati quando denigrano ingredienti autorizzati
- «Senza sostanze allergeniche»
- Non consentita secondo il criterio comune dell'onestà: non può essere garantita la completa assenza del rischio di una reazione allergica
- «Senza conservanti»
- Non dovrebbe essere usata quando il prodotto contiene ingredienti non inclusi nell'elenco dei conservanti autorizzati ma che mostrano un effetto protettivo verso i microrganismi, come l'alcol
- «Ipoallergenico»
- Richiede che sia totalmente evitata la presenza di allergeni noti o precursori, secondo un elenco di criteri che include le identificazioni dei comitati scientifici, la classificazione dei sensibilizzanti cutanei di categoria 1, i reclami dei consumatori e il riconoscimento in letteratura
- Claim problematici
- Verbi medici; confronti diretti con farmaci; numeri precisi senza studio citato; promesse di trasformazione totale; uso di «100%» con parole non oggettive
- Precedente sanzionatorio
- Marchi che dichiaravano formule «100% naturali» mentre la lista ingredienti conteneva conservanti sintetici o emulsionanti di sintesi sono stati sanzionati per claim non veritiero
- Marketing fuorviante
- Immagini di materie prime presenti in quantità minima; dichiarazioni «naturale» e «biologico» riferite solo a qualche ingrediente; diciture «senza X» in presenza di altre sostanze della stessa funzione
- Limiti
- Non giudica gli ingredienti; non valuta l'efficacia; non riguarda i prodotti che non sono cosmetici
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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