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Nutrizione e metabolismo

Dolcificanti — due agenzie, la stessa settimana, due messaggi

Nel luglio 2023 due organismi hanno pubblicato conclusioni sull'aspartame a poche ore di distanza: uno lo ha classificato come possibile cancerogeno, l'altro ha confermato invariata la dose giornaliera ammessa. Non si contraddicono — misurano due cose diverse, e capire quali è la chiave di tutta la vicenda.

Aggiornato il 28 agosto 2026 ADI 40 mg/kg Nessun dato inviato

La raccomandazione descritta in questa pagina non si applica a chi ha già una diagnosi di diabete, che è l'unica categoria esplicitamente esclusa dal documento dell'OMS. Chi ha il diabete segue le indicazioni del medico o del team che lo assiste, e per quella popolazione il calcolo tra zucchero e dolcificante si pone in termini diversi.

La dose ammessa nel tuo caso

La dose giornaliera ammissibile si calcola sul peso corporeo ed è un limite di sicurezza tossicologico, non un obiettivo né una soglia oltre cui succede qualcosa.

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Che cosa ha detto l'OMS nel 2023

Nel maggio 2023 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una linea guida che sconsiglia l'uso dei dolcificanti non zuccherini per il controllo del peso corporeo o per ridurre il rischio di malattie non trasmissibili.

La motivazione viene da una revisione sistematica: il loro uso non conferisce alcun beneficio a lungo termine nella riduzione del grasso corporeo, né negli adulti né nei bambini. Al contrario, la revisione segnala possibili effetti indesiderati dall'uso prolungato, tra cui un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e mortalità negli adulti.

La raccomandazione copre tutti i dolcificanti non nutritivi, sintetici o naturali: acesulfame K, aspartame, advantame, ciclamati, neotame, saccarina, sucralosio, stevia e derivati. Si applica a tutti tranne alle persone con diabete preesistente.

Un dettaglio che quasi nessuna sintesi riporta: è una raccomandazione condizionale. L'OMS stessa sottolinea che sono proprio le incertezze dei dati a spiegarne il carattere condizionale. Non è un divieto né una conclusione definitiva: è un'indicazione formulata sapendo che le prove non sono solide quanto si vorrebbe.

Il direttore per la nutrizione dell'organizzazione lo ha riassunto così: i dolcificanti non sono fattori dietetici essenziali e non hanno valore nutritivo, e la strada indicata è ridurre la dolcezza della dieta nel complesso, iniziando presto nella vita.

Luglio 2023: due conclusioni sull'aspartame

Poche settimane dopo, due organismi si sono pronunciati sull'aspartame nella stessa giornata, con esiti che sembrano opposti.

OrganismoConclusioneChe cosa valuta
Agenzia internazionale per la ricerca sul cancroGruppo 2B, «possibilmente cancerogeno», su prove limitateIl pericolo
Comitato congiunto sugli additivi alimentariDose giornaliera ammissibile confermata a 40 mg/kgIl rischio alle dosi d'uso

La differenza è quella tra «può causare un danno in qualche condizione» e «causa un danno alle quantità che le persone consumano davvero». Una classificazione di pericolo non contiene informazioni sulla dose.

Un'esperta dell'agenzia che ha fatto la classificazione lo ha precisato: quel giudizio non va preso come l'affermazione che esista un rischio noto di cancro derivante dal consumo di aspartame. Ha anche segnalato un limite dei dati: i tre studi considerati esaminavano il consumo di bevande dolcificate, usato come indicatore dell'esposizione all'aspartame.

Va riportato per completezza che è stata sollevata da un'organizzazione di inchiesta una questione di conflitto di interesse riguardo ad affiliazioni di alcuni relatori del comitato che ha confermato la dose. È un'obiezione avanzata da una parte, non una conclusione stabilita, ma fa parte del quadro pubblico della vicenda.

Il consiglio che l'OMS dà davvero

Alla domanda su come comportarsi, il direttore per la nutrizione ha risposto con una terza opzione che spesso sparisce dal dibattito.

Se ci si trova a scegliere tra una bevanda dolcificata e una zuccherata, dovrebbe essere considerata una terza possibilità: bere acqua. La raccomandazione è di moderare sia il consumo di zuccheri liberi sia quello di edulcoranti.

C'è anche un meccanismo pratico che spiega perché la sostituzione da sola non funzioni: se si usa il dolcificante nel caffè e poi ci si concede altro perché «si è risparmiato», il conto non torna. Non è colpa del dolcificante, è la matematica della compensazione.

I polioli sono un capitolo a parte

Gli alcoli dello zucchero — sorbitolo, mannitolo, maltitolo, xilitolo — non rientrano nella categoria dei dolcificanti non zuccherini della raccomandazione, e il loro problema principale è diverso.

Vengono assorbiti lentamente e in modo incompleto, e per questo possono causare gas, gonfiore e diarrea. I prodotti che contengono sorbitolo o mannitolo devono riportare in etichetta un'avvertenza sul possibile effetto lassativo in caso di consumo eccessivo.

Per chi ha un intestino sensibile o una sindrome dell'intestino irritabile, questo aspetto pesa in genere molto più delle discussioni sui rischi metabolici.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

L'aspartame è cancerogeno o no?

È stato classificato come «possibilmente cancerogeno» sulla base di prove considerate limitate, e nello stesso momento la dose giornaliera ammissibile è stata confermata invariata. Le due conclusioni non si contraddicono perché rispondono a domande diverse: la classificazione riguarda il pericolo, cioè se una sostanza possa in linea di principio causare un effetto, mentre la dose ammissibile riguarda il rischio alle quantità di consumo reale. Un'esperta dell'agenzia che ha fatto la classificazione ha precisato che quel giudizio non va preso come l'affermazione che esista un rischio noto di cancro dal consumo di aspartame.

Se non fanno dimagrire, a che cosa servono?

La revisione su cui si basa la raccomandazione ha trovato che non conferiscono benefici a lungo termine sulla riduzione del grasso corporeo, il che riguarda però l'uso come strategia di controllo del peso. Restano usi diversi: per chi ha il diabete — l'unica categoria esclusa dalla raccomandazione — la scelta tra zucchero e dolcificante si pone in altri termini, e c'è chi li usa semplicemente per gusto in un contesto alimentare complessivo equilibrato. Quello che i dati non sostengono è l'idea che sostituire lo zucchero con il dolcificante produca da solo un risultato sul peso.

Perché la raccomandazione è «condizionale»?

Perché le prove non sono solide quanto servirebbe, e l'organizzazione lo dichiara esplicitamente: sono proprio le incertezze dei dati a spiegare il carattere condizionale della raccomandazione. Una raccomandazione condizionale significa che l'indicazione vale per la maggior parte delle persone ma che la decisione può ragionevolmente essere diversa in casi particolari, e che nuove prove potrebbero cambiarla. È una sfumatura che sparisce quasi sempre nei titoli, dove la raccomandazione viene riportata come un divieto.

Meglio la bevanda zuccherata o quella con dolcificante?

Il direttore per la nutrizione dell'organizzazione ha risposto a questa domanda indicando che dovrebbe essere considerata una terza opzione: bere acqua. La raccomandazione è di moderare sia il consumo di zuccheri liberi sia quello di edulcoranti, quindi il confronto tra le due bevande non ha una risposta favorevole a nessuna delle due. C'è anche un meccanismo pratico che spiega perché la sostituzione da sola non basti: se si risparmiano calorie con il dolcificante e poi ci si concede altro, il bilancio non cambia.

La stevia è diversa perché è naturale?

No, rientra esplicitamente nella raccomandazione. Il documento elenca tra i dolcificanti non zuccherini tutti quelli non nutritivi, «sintetici, presenti in natura o modificati», e nomina la stevia e i suoi derivati insieme ad acesulfame K, aspartame, advantame, ciclamati, neotame, saccarina e sucralosio. L'origine naturale non è il criterio: il criterio è che non siano classificati come zuccheri e non abbiano valore nutritivo. È una distinzione che il marketing tende a sfumare.

Da leggere insieme a questo

La raccomandazione sui dolcificanti si legge insieme a quella sugli zuccheri liberi: l'indicazione è di moderare entrambi.

Fonte e metodo

Linea guida OMS
Maggio 2023: sconsigliato l'uso dei dolcificanti non zuccherini per il controllo del peso o per ridurre il rischio di malattie non trasmissibili
Base
Revisione sistematica: nessun beneficio a lungo termine sulla riduzione del grasso corporeo in adulti e bambini; possibili effetti indesiderati tra cui aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e mortalità
Carattere
Raccomandazione condizionale; l'OMS indica che le incertezze dei dati ne spiegano la natura condizionale
Sostanze incluse
Acesulfame K, aspartame, advantame, ciclamati, neotame, saccarina, sucralosio, stevia e derivati — sintetici, naturali o modificati
Esclusione
Non si applica alle persone con diabete preesistente
Classificazione IARC, luglio 2023
Aspartame in Gruppo 2B, «possibilmente cancerogeno per l'uomo», su prove limitate
Valutazione JECFA, stessa data
Dose giornaliera ammissibile confermata a 0-40 mg/kg di peso corporeo
Distinzione
La classificazione riguarda il pericolo, la dose ammissibile il rischio alle quantità di consumo reale
Limite dei dati
I tre studi considerati esaminavano il consumo di bevande dolcificate, usato come indicatore dell'esposizione
Terza opzione
Il direttore per la nutrizione dell'OMS indica di considerare l'acqua, e di moderare sia gli zuccheri liberi sia gli edulcoranti
Polioli
Non rientrano nella categoria; assorbiti lentamente e in modo incompleto, possono causare gas, gonfiore e diarrea; i prodotti con sorbitolo o mannitolo devono riportare l'avvertenza sull'effetto lassativo
Limiti
Nessuna indicazione individuale; non si applica al diabete; non valuta la sicurezza dei singoli prodotti
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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