Sollevamento — i 25 kg non sono un limite di legge
Il Testo Unico non definisce un valore limite del peso sollevabile dal singolo lavoratore: indica unicamente il valore che, se superato, crea le condizioni di rischio. E i 25 kg valgono solo in condizioni ottimali — senza curvare né ruotare la schiena. Sono il punto di partenza di un calcolo, non il suo risultato.
Questo strumento non calcola un indice di sollevamento. La valutazione si fa con un metodo che corregge il peso di partenza in base a più fattori peggiorativi, e spetta a chi valuta il rischio in azienda. Qui si vede quali fattori sono presenti — e quindi quanto quel 25 va abbassato.
Come si solleva
Ogni risposta «sfavorevole» riduce il peso di riferimento: non lo lascia dov'era.
Risultato
| Valore di riferimento in condizioni ottimali |
|---|
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Quello che la norma dice davvero
Il D.Lgs. 81/08 non definisce un valore limite del peso sollevabile dal singolo lavoratore, ma indica unicamente il valore che, se superato, crea le condizioni di rischio.
La differenza non è formale. Un limite dice «fin qui si può»; un valore che crea condizioni di rischio dice «da qui in poi va valutato». Sono due frasi diverse, e la seconda non autorizza nulla al di sotto — perché sotto quella soglia i fattori peggiorativi possono comunque rendere l'operazione rischiosa.
Il Titolo VI rinvia infatti alle norme tecniche, ed è lì che si trovano i valori di riferimento.
I numeri, e perché ne girano tre diversi
Chi lavora da tempo ricorda cifre diverse, e ha ragione: sono cambiate.
| Fonte | Uomini | Donne |
|---|---|---|
| Vecchie linee guida del 1996 | 30 kg | 20 kg |
| Riferimento attuale (norma tecnica) | 25 kg | 15 kg |
| Metodo di calcolo originale | 23 kg | |
I limiti di 30 e 20 kg sono stati aboliti: derivavano da un'applicazione del metodo internazionale «adattata all'italiana», che portava il massimo a 30 kg contro i 23 indicati dal metodo stesso. Oggi i valori di riferimento sono 25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne e gli adolescenti maschi, con 10 kg per le adolescenti femmine.
C'è anche una soglia inferiore: la movimentazione di un oggetto di peso inferiore ai 3 kg è considerata trascurabile.
«In condizioni ottimali» fa quasi tutto il lavoro
La clausola che accompagna sempre i 25 kg è quella che viene persa per prima: valgono in condizioni ottimali, cioè senza curvare né ruotare la schiena.
Il metodo di calcolo parte da quel carico massimo e arriva a un indice numerico di rischio, corretto applicando diverse caratteristiche peggiorative del movimento:
- La forma del peso.
- La posizione del baricentro.
- La dislocazione angolare — cioè la torsione.
- La distanza da percorrere.
Tenendo conto, inoltre, di genere ed età del lavoratore esposto.
Ogni fattore sfavorevole abbassa il peso ammissibile. I 25 kg sono quindi il tetto prima di ogni correzione, non dopo: in condizioni reali il valore che ne esce è spesso molto più basso.
L'ordine delle misure
Prima della tecnica di sollevamento viene qualcos'altro. La norma prevede che nelle attività che possono comportare movimentazione manuale si verifichi se esiste la possibilità di eliminare queste operazioni o di renderle meno faticose con l'uso di mezzi adatti.
È la stessa gerarchia che ricorre in tutta la sicurezza sul lavoro: prima si toglie il rischio, poi lo si riduce, e solo alla fine si protegge chi vi è esposto. Insegnare a sollevare bene è l'ultimo gradino, non il primo.
Il documento di valutazione deve inoltre specificare i limiti distinti per età e sesso, con valori indicativi per azioni frequenti e occasionali, e in presenza di lavoratrici in stato di gravidanza.
Le condizioni che rendono rischiosa anche una cassa leggera
L'allegato tecnico elenca situazioni in cui il lavoratore può correre un rischio a prescindere dal peso:
- Il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli.
- Il pavimento o il punto di appoggio sono instabili.
- La temperatura, l'umidità o la circolazione dell'aria sono inadeguate.
- Lo spazio non consente la movimentazione a un'altezza di sicurezza.
- L'inidoneità fisica a svolgere il compito, tenuto conto anche delle differenze di genere ed età.
Restano poi ferme le tutele specifiche in tema di maternità e di protezione dei giovani sul lavoro.
Che cosa la tecnica può fare
Le indicazioni pratiche riportate sono coerenti tra loro: mantenere una posizione stabile, usare entrambe le mani, afferrare con il palmo, tenere il carico il più vicino possibile al corpo durante il trasporto, restare in posizione eretta negli spostamenti.
E le cose da evitare: inarcare la schiena, i movimenti a strattoni, le torsioni, il sollevarsi sulla punta dei piedi, il portare pesi da un unico lato, il molleggiare su e giù, il muoversi con visuale ridotta.
Spingere e trainare seguono una valutazione diversa, con norme e metodi propri: non rientrano nel calcolo del sollevamento.
Che cosa questa pagina non fa
- Non calcola l'indice di sollevamento, che richiede il metodo completo e spetta a chi valuta.
- Non autorizza un peso: la norma non fissa un limite, e i riferimenti valgono in condizioni ottimali.
- Non copre spinta e traino, che hanno una valutazione propria.
- Non sostituisce la formazione, che è un obbligo del datore di lavoro.
- Non protegge tutti: il metodo di riferimento copre circa l'80% dei lavoratori.
Domande frequenti
Esiste un peso massimo di legge?
No, e questa è la correzione più importante: il Testo Unico non definisce un valore limite del peso sollevabile dal singolo lavoratore, ma indica unicamente il valore che, se superato, crea le condizioni di rischio. La differenza non è formale, perché un limite dice fin qui si può mentre un valore di rischio dice da qui in poi va valutato — e non autorizza nulla al di sotto, dato che i fattori peggiorativi possono rendere rischiosa anche un'operazione con un peso inferiore. Il Titolo VI rinvia alle norme tecniche, ed è lì che si trovano i valori di riferimento.
Perché sento numeri diversi: 30, 25, 23 kg?
Perché sono cambiati nel tempo e vengono da fonti diverse. Le vecchie linee guida del 1996 indicavano 30 kg per gli uomini e 20 per le donne, valori derivati da un'applicazione del metodo internazionale adattata all'italiana, che portava il massimo a 30 kg contro i 23 indicati dal metodo stesso. Quei limiti sono stati aboliti: i valori di riferimento attuali, tratti dalla norma tecnica, sono 25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne e gli adolescenti maschi, con 10 kg per le adolescenti femmine.
I 25 kg si possono sollevare sempre?
No, perché valgono in condizioni ottimali, cioè senza curvare né ruotare la schiena. Il metodo di calcolo parte da quel carico massimo e arriva a un indice numerico di rischio, corretto applicando diverse caratteristiche peggiorative del movimento: la forma del peso, la posizione del baricentro, la dislocazione angolare e la distanza da percorrere, tenendo conto anche di genere ed età. Ogni fattore sfavorevole abbassa il peso ammissibile, quindi i 25 kg sono il tetto prima di ogni correzione e non dopo: in condizioni reali il valore che ne esce è spesso molto più basso.
Che cosa viene prima di insegnare a sollevare bene?
Eliminare o ridurre l'operazione. La norma prevede che nelle attività che possono comportare movimentazione manuale dei carichi si verifichi se esiste la possibilità di eliminare queste operazioni o di renderle meno faticose con l'uso di mezzi adatti, nell'intento di ridurre il rischio. È la stessa gerarchia che ricorre in tutta la sicurezza sul lavoro: prima si toglie il rischio, poi lo si riduce e solo alla fine si protegge chi vi è esposto. La formazione sulla tecnica è l'ultimo gradino, non il primo.
Un peso leggero è sempre sicuro?
Non necessariamente, perché l'allegato tecnico elenca situazioni in cui il lavoratore può correre un rischio a prescindere dal peso: pavimento o piano di lavoro con dislivelli, pavimento o punto di appoggio instabili, temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate, spazio che non consente la movimentazione a un'altezza di sicurezza, e inidoneità fisica a svolgere il compito tenuto conto anche delle differenze di genere ed età. Vale però anche il contrario: la movimentazione di un oggetto di peso inferiore ai tre chilogrammi è considerata trascurabile.
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Fonte e metodo
- Riferimento normativo
- D.Lgs. 81/2008, Titolo VI, articoli 167-171, e allegato XXXIII; il Titolo VI rinvia alle norme tecniche
- Assenza di un limite di legge
- Il decreto non definisce un valore limite del peso sollevabile dal singolo lavoratore, ma indica unicamente il valore che, se superato, crea le condizioni di rischio
- Valori di riferimento attuali
- In condizioni ottimali, cioè senza curvare o ruotare la schiena: 25 kg per gli uomini, 15 kg per le donne e gli adolescenti maschi, 10 kg per le adolescenti femmine
- Valori aboliti
- I limiti di 30 kg per gli uomini e 20 kg per le donne, previsti dalle linee guida del 1996, sono stati aboliti; derivavano da un'applicazione del metodo internazionale adattata all'italiana, con un massimo di 30 kg contro i 23 indicati dal metodo
- Soglia inferiore
- La movimentazione di un oggetto di peso inferiore ai 3 kg è considerata trascurabile
- Metodo di calcolo
- A partire dal carico massimo sollevabile in condizioni ottimali si determina un indice numerico di rischio, corretto applicando diverse caratteristiche peggiorative del movimento: forma del peso, posizione del baricentro, dislocazione angolare e distanza da percorrere, tenendo conto di genere ed età
- Copertura del metodo
- La corretta interpretazione del metodo arriva a proteggere circa l'80% dei lavoratori
- Gerarchia delle misure
- Nelle attività che possono comportare movimentazione manuale si verifica se esiste la possibilità di eliminare queste operazioni o di renderle meno faticose con l'uso di mezzi adatti
- Contenuto del documento di valutazione
- Deve specificare i limiti distinti per età e sesso, con valori indicativi per azioni frequenti e occasionali e in presenza di lavoratrici in gravidanza
- Condizioni di rischio elencate
- Pavimento o piano di lavoro con dislivelli; pavimento o punto di appoggio instabili; temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate; spazio che non consente la movimentazione a un'altezza di sicurezza; inidoneità fisica al compito, tenuto conto delle differenze di genere ed età
- Tutele specifiche
- Restano ferme le norme in tema di tutela e sostegno della maternità e di protezione dei giovani sul lavoro
- Indicazioni pratiche
- Posizione stabile, uso di entrambe le mani, presa con il palmo, carico vicino al corpo durante il trasporto, posizione eretta negli spostamenti; da evitare inarcamento della schiena, movimenti a strattoni, torsioni, sollevarsi sulla punta dei piedi, portare pesi da un unico lato, visuale ridotta
- Spinta e traino
- Seguono una valutazione distinta, con norme tecniche e metodi propri
- Limiti
- Questa pagina non calcola l'indice di sollevamento e non autorizza un peso; la valutazione spetta a chi valuta il rischio in azienda
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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