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Salute sul lavoro

Videoterminali — sotto le 20 ore non sei videoterminalista

La legge non tutela «chi lavora al computer» ma una figura definita: è videoterminalista chi usa l'attrezzatura in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni previste. Sotto quella soglia le disposizioni specifiche non si applicano — sopra, scattano tutte insieme.

Aggiornato il 28 agosto 2026 15 min ogni 120 Nessun dato inviato

Questa pagina descrive il quadro generale del Titolo VII del D.Lgs. 81/2008. Contratti collettivi e accordi aziendali possono prevedere discipline diverse, in particolare sulle pause, e il medico competente può stabilire periodicità e modalità differenti quando le ritiene necessarie.

La tua situazione

La prima domanda decide se il resto ti riguarda o no.

ore
anni

Una figura, non un'attività

Il punto da cui parte tutto è che la norma non tutela genericamente «chi usa il computer». Definisce una figura precisa.

È videoterminalista chi utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni previste dalla legge.

Le conseguenze sono due, e vanno in direzioni opposte. Chi sta sotto la soglia non è videoterminalista e le disposizioni specifiche non gli si applicano. Chi la supera attiva tutti insieme gli obblighi di sorveglianza sanitaria a carico del datore di lavoro.

La definizione vale sia per il full-time sia per il part-time: conta il monte ore effettivo, non il tipo di contratto.

La pausa, e le tre cose che non è

In assenza di una diversa disciplina contrattuale, spetta un'interruzione di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale. Le regole su come si usa sono però altrettanto vincolanti.

Non è
CumulabileNon si può accumulare a inizio o fine orario
ScambiabileNon è sostituibile con l'uscita anticipata dal lavoro
Un'altra attività a schermoDurante la pausa non si può essere adibiti ad altre mansioni che comportino ulteriore affaticamento visivo

La logica è che la pausa serve al recupero visivo e muscolare: spostata alla fine della giornata, o passata davanti a un altro schermo, non fa quello per cui esiste.

Fuori dalla norma, ma citata come utile: la regola 20-20-20 — ogni 20 minuti guardare per 20 secondi un punto lontano circa 6 metri. È un'abitudine, non un diritto.

Ogni quanto si fa la visita

La periodicità della sorveglianza sanitaria è definita, e smentisce una convinzione diffusa.

SituazionePeriodicità
Lavoratori over 50, o con prescrizioni o limitazionibiennale
Negli altri casiquinquennale

Dopo i 50 anni la visita non diventa annuale: diventa biennale. Resta salva una periodicità diversa, quando è il medico competente a motivarla.

Il diritto che quasi nessuno usa

La sorveglianza sanitaria non funziona solo a scadenza fissa: il lavoratore può chiedere una visita, e la richiesta viene valutata dal medico competente, che stabilisce se esistono i presupposti.

Un lavoratore che presenta disturbi visivi persistenti o problemi muscolo-scheletrici durante l'attività non deve necessariamente attendere la successiva visita periodica per segnalare la situazione.

È una via che accorcia molto i tempi, soprattutto quando la periodicità ordinaria è quinquennale.

Gli occhiali: la parola che cambia tutto

L'obbligo esiste, ma è più stretto di come viene raccontato. Riguarda la fornitura di dispositivi speciali di correzione visiva, e vale «se necessario» in relazione all'attività al videoterminale.

Non è quindi un rimborso automatico degli occhiali a chiunque lavori allo schermo: la necessità la stabilisce il medico competente, e riguarda dispositivi specifici per quella mansione, non la correzione visiva in generale.

Quando la necessità c'è, però, l'obbligo è serio: la violazione è sanzionata con l'arresto da 2 a 4 mesi o con un'ammenda da 921,38 a 4.914,03 euro.

La postazione viene prima

Le fonti insistono su un ordine: la sorveglianza sanitaria rappresenta soltanto una parte della prevenzione. L'azienda deve innanzitutto valutare il rischio e organizzare correttamente postazione e attività.

Gli elementi che vanno analizzati sono elencati: rischi per la vista e per gli occhi, postura, affaticamento fisico o mentale, e condizioni ergonomiche della postazione.

E quando il medico dà indicazioni, il datore deve adeguare la postazione di conseguenza — per esempio con sedie ergonomiche, supporti per il monitor, o pause più frequenti.

Il lavoro agile, dal 2026

C'è una novità recente che cambia il modo in cui gli obblighi si assolvono fuori sede.

Dal 7 aprile 2026, per il lavoro agile svolto fuori dai locali del datore di lavoro, gli obblighi si considerano assolti con un'informativa scritta annuale al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Vale la pena verificarne l'attuazione concreta, perché è una disposizione entrata in vigore da poco.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Chi è considerato videoterminalista?

Non chiunque usi un computer, ma chi utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno venti ore settimanali, dedotte le interruzioni previste dalla legge. La soglia ha due conseguenze opposte: chi sta sotto non è videoterminalista e le disposizioni specifiche non gli si applicano; chi la supera attiva tutti insieme gli obblighi di sorveglianza sanitaria a carico del datore di lavoro. La definizione vale sia per il full-time sia per il part-time, perché conta il monte ore effettivo e non il tipo di contratto.

La pausa si può accumulare o uscire prima?

No a entrambe. In assenza di una diversa disciplina contrattuale spettano quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa, ma queste pause non sono cumulabili a inizio o fine orario né sostituibili con l'uscita anticipata dal lavoro. C'è anche una terza regola meno nota: durante la pausa il lavoratore non può essere adibito ad altre mansioni che comportino ulteriore affaticamento visivo. La logica è che l'interruzione serve al recupero visivo e muscolare, e spostata alla fine della giornata o passata davanti a un altro schermo non fa quello per cui esiste.

Dopo i 50 anni la visita è annuale?

No, è biennale. La periodicità della sorveglianza sanitaria è biennale per i lavoratori over 50 o con prescrizioni e limitazioni, e quinquennale negli altri casi, salvo una periodicità diversa motivata dal medico competente. Va aggiunto che non è necessario attendere la scadenza: il lavoratore può richiedere una visita, e la richiesta viene valutata dal medico competente che stabilisce se esistono i presupposti. Chi ha disturbi visivi persistenti o problemi muscolo-scheletrici non deve quindi aspettare la successiva visita periodica per segnalarli.

Gli occhiali sono a carico del datore di lavoro?

Solo a certe condizioni, e la parola che cambia tutto è «se necessario». L'obbligo riguarda la fornitura di dispositivi speciali di correzione visiva in relazione all'attività al videoterminale, e la necessità la stabilisce il medico competente: non è un rimborso automatico degli occhiali a chiunque lavori allo schermo, né riguarda la correzione visiva in generale. Quando la necessità però c'è, l'obbligo è serio, perché la violazione è sanzionata con l'arresto da due a quattro mesi o con un'ammenda da 921,38 a 4.914,03 euro.

Le visite bastano a mettersi in regola?

No, e le fonti lo dicono esplicitamente: la sorveglianza sanitaria rappresenta soltanto una parte della prevenzione, e l'azienda deve innanzitutto valutare il rischio e organizzare correttamente postazione e attività lavorativa. Gli elementi da analizzare sono indicati: rischi per la vista e per gli occhi, postura, affaticamento fisico o mentale e condizioni ergonomiche della postazione. Quando poi il medico competente dà indicazioni, il datore deve adeguare la postazione di conseguenza, per esempio con sedie ergonomiche, supporti per il monitor o pause più frequenti.

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Fonte e metodo

Riferimento normativo
Titolo VII del D.Lgs. 81/2008, «Attrezzature munite di videoterminali», articoli 172-179
Definizione
È videoterminalista chi utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni previste dalla legge (art. 173)
Effetto della soglia
I lavoratori sotto le 20 ore non sono definiti videoterminalisti e le disposizioni specifiche non si applicano; la definizione vale sia per contratti full-time sia part-time
Pausa
Interruzione di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale, in assenza di diversa disciplina contrattuale (art. 175)
Regole sulla pausa
Non cumulabile a inizio o fine orario, non sostituibile con l'uscita anticipata; durante la pausa il lavoratore non può essere adibito ad altre mansioni che comportino ulteriore affaticamento visivo; il medico competente può stabilire modalità e durata differenti
Periodicità della sorveglianza sanitaria
Biennale per i lavoratori over 50 o con prescrizioni e limitazioni; quinquennale negli altri casi, salvo periodicità diversa motivata dal medico competente (art. 176)
Visita su richiesta
Il lavoratore può richiedere una visita; la richiesta è valutata dal medico competente, che stabilisce se esistono i presupposti; non è necessario attendere la successiva visita periodica per segnalare disturbi visivi persistenti o problemi muscolo-scheletrici
Dispositivi di correzione visiva
Obbligo di fornitura di dispositivi speciali di correzione visiva se necessario in relazione all'attività (art. 176 comma 6); la violazione è sanzionata con arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 921,38 a 4.914,03 euro
Valutazione del rischio
L'azienda deve valutare il rischio e organizzare correttamente postazione e attività; vanno analizzati rischi per vista e occhi, postura, affaticamento fisico o mentale e condizioni ergonomiche
Adeguamento della postazione
Il datore di lavoro deve adeguare la postazione secondo le indicazioni ricevute, per esempio con sedie ergonomiche, supporti per monitor o pause più frequenti
Lavoro agile
Dal 7 aprile 2026, con la Legge 34/2026, per il lavoro agile svolto fuori dai locali del datore di lavoro gli obblighi si considerano assolti con un'informativa scritta annuale al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Suggerimento non normativo
La regola 20-20-20, cioè guardare ogni 20 minuti per 20 secondi un punto distante circa 6 metri, è citata come micro-abitudine utile e non come obbligo
Limiti
Non sostituisce il contratto collettivo, che può disciplinare diversamente le pause; non è consulenza legale; non stabilisce l'eventuale necessità di dispositivi visivi, che spetta al medico competente
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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