Vaccinazioni — coprire la finestra in cui il neonato non è vaccinabile
Il ciclo vaccinale del bambino comincia a due mesi. Prima di allora il neonato non ha difese proprie contro la pertosse, che nei primi mesi può essere grave o mortale — e la fonte del contagio è spesso la madre. La vaccinazione in gravidanza esiste per coprire esattamente quella finestra.
Le vaccinazioni si concordano con chi ti segue, che valuta il tuo caso e le eventuali controindicazioni. Questa pagina descrive che cosa è raccomandato, quando e perché quella finestra temporale: serve a sapere che cosa chiedere e a non arrivare fuori tempo, non a sostituire l'indicazione medica.
A che punto sei
La finestra ottimale è stretta e dipende da un meccanismo preciso: gli anticorpi cominciano a salire circa due settimane dopo la vaccinazione.
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La finestra che nessun altro può coprire
Il ciclo vaccinale del bambino comincia a due mesi. Nei mesi precedenti il neonato non ha difese proprie, e la pertosse contratta in quel periodo può essere molto grave o persino mortale.
Il meccanismo è il trasferimento passivo di anticorpi. La madre vaccinata produce anticorpi che attraversano la placenta prima della nascita e continuano a passare attraverso l'allattamento. Proteggono il bambino fino a quando non avrà ricevuto le prime dosi e comincerà a produrre i propri. È la prima forma di immunità che un neonato acquisisce.
C'è un dettaglio che rende la questione ancora più diretta: la fonte dell'infezione nel neonato è frequentemente la madre. La vaccinazione agisce quindi due volte — impedisce alla madre di contrarla e protegge il bambino se qualcun altro la porta.
Perché proprio tra la 27ª e la 36ª
La finestra raccomandata è dalla 27ª alla 36ª settimana, idealmente intorno alla 28ª. Non è una convenzione ma il risultato di due tempi che devono combaciare.
- La concentrazione degli anticorpi comincia a salire circa due settimane dopo la vaccinazione: serve tempo perché ce ne siano abbastanza da trasferire.
- Il passaggio transplacentare degli anticorpi è più efficiente nel terzo trimestre: vaccinare prima significa trasferirne meno.
Vaccinare troppo presto o troppo tardi riduce la quantità di anticorpi che arriva al bambino. Il vaccino resta comunque somministrabile anche prima della 27ª settimana e fino alla fine della gravidanza, se le circostanze lo richiedono.
Una nota pratica italiana: non esiste un vaccino contro la sola pertosse. Quello previsto è il trivalente contro difterite, tetano e pertosse acellulare, indicato con la sigla dTpa, che conferisce protezione verso tutte e tre.
Ad ogni gravidanza, senza eccezioni
È il punto che sorprende più spesso: la vaccinazione va ripetuta ad ogni gravidanza, indipendentemente da tre cose che sembrerebbero renderla superflua.
| Situazione | Serve comunque? |
|---|---|
| Sei già stata vaccinata | Sì |
| Sei in regola con i richiami decennali | Sì |
| Hai avuto la pertosse | Sì |
| L'hai fatta in una gravidanza precedente | Sì, indipendentemente dall'intervallo |
La ragione è che l'obiettivo non è proteggere la madre nel lungo periodo ma generare un picco di anticorpi nel momento giusto, per trasferirli a quel bambino. Anticorpi prodotti anni prima, o in una gravidanza precedente, non svolgono quella funzione.
Quanto funziona
Uno studio di coorte retrospettivo condotto su 148.981 nati tra il 2010 e il 2015 ha misurato l'efficacia della vaccinazione materna.
| Esito | Efficacia |
|---|---|
| Prevenzione della pertosse nei primi 2 mesi di vita | 91,4% |
| Protezione aggiuntiva nel primo anno, oltre alla vaccinazione del bambino | 69% |
Il secondo dato è meno atteso: l'immunizzazione materna rinforza ulteriormente la protezione complessiva anche dopo che il bambino ha iniziato il proprio ciclo vaccinale.
Sul versante della sicurezza, il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna sia per il feto. Uno studio su 1.759 gravidanze ha valutato esiti materni — corionamnionite, endometrite post-parto, parto pretermine, rottura prematura delle membrane — ed esiti fetali, tra cui peso alla nascita, punteggio Apgar e malformazioni.
L'antinfluenzale, e perché riguarda anche il neonato
La seconda vaccinazione raccomandata in gravidanza è quella antinfluenzale, e vale la pena capire su quali due fronti agisce.
- Per la madre: l'influenza stagionale in gravidanza aumenta il rischio di ospedalizzazione materna, prematurità, parto cesareo, sofferenza fetale, basso peso alla nascita e interruzione della gravidanza.
- Per il bambino: nei neonati sotto i sei mesi non esiste un vaccino antinfluenzale, e l'influenza aumenta il rischio di malattia severa. La vaccinazione della madre lo protegge attraverso il passaggio di anticorpi.
Può essere somministrata insieme al dTpa. Non ha una finestra gestazionale specifica: segue la stagione influenzale.
Esiste anche una strategia complementare, prevista in alcuni calendari regionali: la vaccinazione dei contatti del nascituro entro quindici giorni dalla nascita, chiamata strategia del bozzolo.
Che cosa questa pagina non fa
- Non valuta controindicazioni, che esistono e vanno verificate da chi somministra.
- Non sostituisce il calendario vaccinale della tua regione, che può prevedere ulteriori indicazioni.
- Non copre tutte le vaccinazioni possibili in gravidanza né quelle da fare prima del concepimento.
- Non riguarda l'età pediatrica, che ha un calendario proprio.
- Non affronta le vaccinazioni controindicate in gravidanza, che sono un'altra questione.
Domande frequenti
L'ho già fatta in una gravidanza precedente: devo rifarla?
Sì, ad ogni gravidanza, indipendentemente dall'intervallo tra le gravidanze e dalla storia vaccinale precedente. La ragione è che l'obiettivo non è proteggere la madre nel lungo periodo ma generare un picco di anticorpi nel momento giusto per trasferirli a quel bambino: anticorpi prodotti in una gravidanza precedente non svolgono quella funzione per il figlio successivo. La stessa logica vale se sei in regola con i richiami decennali o se hai avuto la pertosse.
Perché proprio tra la 27ª e la 36ª settimana?
Perché due tempi devono combaciare. La concentrazione degli anticorpi comincia a salire circa due settimane dopo la vaccinazione, quindi serve tempo perché ce ne siano abbastanza da trasferire; e il passaggio degli anticorpi attraverso la placenta è più efficiente nel terzo trimestre. Vaccinare troppo presto o troppo tardi riduce la quantità che arriva al bambino, ed è per questo che il momento ideale è indicato intorno alla ventottesima settimana. Il vaccino resta comunque somministrabile anche fuori da quella finestra se le circostanze lo richiedono.
Che cosa protegge esattamente questa vaccinazione?
La finestra in cui il neonato non ha difese proprie. Il ciclo vaccinale del bambino comincia a due mesi, e nei mesi precedenti la pertosse può essere molto grave o persino mortale. La madre vaccinata produce anticorpi che attraversano la placenta prima della nascita e continuano a passare attraverso l'allattamento, proteggendo il bambino fino alle prime dosi. C'è anche un secondo effetto: la fonte dell'infezione nel neonato è frequentemente la madre, quindi la vaccinazione impedisce anche che sia lei a portarla. Su quasi 149.000 nati l'efficacia nei primi due mesi è risultata del 91,4%.
Il vaccino è sicuro in gravidanza?
Gli studi disponibili indicano di sì, sia per la donna sia per il feto. Uno studio retrospettivo su 1.759 gravidanze ha valutato la correlazione tra vaccinazione ed esiti materni — corionamnionite, endometrite post-parto, parto pretermine, rottura prematura delle membrane, parto indotto — e fetali, tra cui basso peso alla nascita, peso basso per età gestazionale, punteggio Apgar a cinque minuti e malformazioni. Lo stesso vale per l'antinfluenzale, che può essere somministrata anche insieme al dTpa. Le controindicazioni esistono e riguardano soprattutto reazioni allergiche gravi a somministrazioni precedenti: le verifica chi somministra.
Serve anche l'antinfluenzale?
È l'altra vaccinazione raccomandata in gravidanza, e agisce su due fronti. Per la madre, l'influenza in gravidanza aumenta il rischio di ospedalizzazione, prematurità, parto cesareo, sofferenza fetale, basso peso alla nascita e interruzione della gravidanza. Per il bambino c'è una ragione strutturale: sotto i sei mesi non esiste un vaccino antinfluenzale, quindi l'unica protezione possibile in quel periodo passa dagli anticorpi materni. Non ha una finestra gestazionale specifica come il dTpa: segue la stagione influenzale, e può essere fatta insieme all'altro vaccino.
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Il toxo test riguarda l'altra parte della prevenzione in gravidanza: quella che non passa da un vaccino.
Fonte e metodo
- Vaccinazioni raccomandate
- dTpa — difterite, tetano, pertosse acellulare — e antinfluenzale, in ogni gravidanza
- Finestra dTpa
- Dalla 27ª alla 36ª settimana, idealmente intorno alla 28ª
- Motivo della finestra
- La concentrazione di anticorpi inizia a salire circa 2 settimane dopo la vaccinazione; il passaggio transplacentare è più efficiente nel terzo trimestre
- Ripetizione
- Ad ogni gravidanza, indipendentemente da vaccinazioni precedenti, richiami decennali in regola, pertosse pregressa e intervallo tra gravidanze
- Meccanismo
- Trasferimento passivo di anticorpi attraverso la placenta e poi con l'allattamento, fino all'inizio del ciclo vaccinale del bambino a 2 mesi
- Efficacia
- Studio di coorte retrospettivo su 148.981 nati, 2010-2015: 91,4% nella prevenzione della pertosse nei primi 2 mesi; 69% di protezione aggiuntiva nel primo anno rispetto alla sola vaccinazione primaria
- Fonte di contagio
- La fonte dell'infezione nel neonato è frequentemente la madre
- Sicurezza
- Dimostrata per donna e feto; uno studio su 1.759 gravidanze ha valutato esiti materni e fetali
- Disponibilità in Italia
- Non esiste un vaccino contro la sola pertosse: si usa il trivalente dTpa
- Antinfluenzale
- Riduce il rischio materno di ospedalizzazione, prematurità, parto cesareo, sofferenza fetale, basso peso e interruzione; nei neonati sotto i 6 mesi non esiste vaccino, quindi la protezione passa dagli anticorpi materni; somministrabile insieme al dTpa
- Strategia del bozzolo
- Alcuni calendari regionali raccomandano la vaccinazione dei contatti del nascituro entro 15 giorni dalla nascita
- Limiti
- Non valuta controindicazioni; non sostituisce il calendario regionale; non copre le vaccinazioni controindicate in gravidanza
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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