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Paracetamolo o Ibuprofene — la dose che si supera senza accorgersene

Sono i due farmaci più presenti negli armadietti italiani, e la differenza tra loro non è la potenza: è dove agiscono e che cosa affaticano. Ma il rischio più concreto non riguarda la scelta — riguarda il fatto che il paracetamolo è dentro molti prodotti che non si chiamano così.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Dopo 2-3 giorni si chiede Nessun dato inviato

Prima di tutto il resto: leggi la composizione di ogni prodotto che prendi. Compresse, bustine e medicinali per influenza e raffreddore possono contenere lo stesso principio attivo, e dosi apparentemente non eccessive diventano pericolose se sommate. È indicata tra le cause più frequenti di assunzione eccessiva.

Che cosa ti serve

La prima domanda decide quasi sempre, la seconda può ribaltare la risposta.

giorni

Due farmaci, due punti deboli

Non sono la stessa cosa con nomi diversi. Agiscono per vie differenti e affaticano organi differenti.

ParacetamoloIbuprofene
CategoriaNon è un antinfiammatorioAntinfiammatorio non steroideo
EffettiAntidolorifico e antifebbrileAntidolorifico, antifebbrile e antinfiammatorio
Dove agisceSoprattutto a livello centraleAnche nei tessuti periferici
Organo da sorvegliareFegatoStomaco e reni
Durata dell'effettoCirca 4-6 oreCirca 6-8 ore

Sull'effetto antifebbrile, però, le fonti concordano: non ci sono differenze significative tra i due. La scelta si gioca altrove.

Il rischio che nessuno vede arrivare

Dosi apparentemente «non eccessive» possono diventare pericolose se sommate da più prodotti diversi contenenti paracetamolo — compresse, bustine, medicinali per influenza e raffreddore. Verificare che non si stiano assumendo più farmaci contenenti lo stesso principio attivo è indicato tra le cause più frequenti di assunzione eccessiva.

La dinamica è ordinaria: si prende una compressa per il mal di testa, poi una bustina per il raffreddore, poi qualcosa per la febbre la sera. Tre prodotti con tre nomi commerciali diversi, e lo stesso principio attivo in tutti e tre.

Il paracetamolo alle dosi previste è generalmente ben tollerato. Il problema è il sovradosaggio, anche accidentale, che può provocare gravi danni al fegato fino all'insufficienza epatica acuta. Il rischio aumenta in chi ha epatopatie preesistenti e in chi consuma regolarmente alcol.

Le fonti indicano per gli adulti una dose massima giornaliera che di norma non supera i 3-4 grammi, con un limite più basso in presenza di consumo di alcol. Il valore che vale per te è nel foglietto del prodotto che hai in mano: qui serve solo a dire che un tetto esiste, ed è la ragione per cui la composizione va letta.

Quando l'uno, quando l'altro

La regola pratica che emerge dalle fonti è semplice: c'è infiammazione o no?

SituazioneGeneralmente preferito
Febbre, sintomi influenzali, mal di testa, dolori muscolari non infiammatoriParacetamolo
Dolori articolari e muscoloscheletrici, traumi, contusioni, tendinitiIbuprofene
Mal di dentiIbuprofene — il dolore dentale ha sempre una componente infiammatoria
Dolore mestrualeIbuprofene — le prostaglandine causano le contrazioni dolorose, e i FANS le inibiscono
Mal di gola infiammatorio, sinusite dolorosaIbuprofene

Il caso del dolore mestruale è quello in cui il meccanismo spiega meglio la differenza: non si tratta di un antidolorifico più potente, ma di un farmaco che agisce sulla causa delle contrazioni.

Le condizioni che ribaltano la scelta

Il profilo di rischio personale può prevalere sul tipo di dolore.

L'ibuprofene va assunto a stomaco pieno in ogni caso, non solo in presenza di disturbi.

Due cose che non si fanno da soli

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Uno dei due è più forte?

Non è così che si distinguono: quello che cambia è il meccanismo. Il paracetamolo non è un antinfiammatorio: è antidolorifico e antifebbrile, agisce soprattutto a livello centrale ed è metabolizzato principalmente dal fegato. L'ibuprofene è un antinfiammatorio non steroideo, riduce le prostaglandine anche nei tessuti periferici e ha quindi anche un effetto antinfiammatorio, con un impatto sulla mucosa gastrica e sulla funzione renale. Sull'effetto antifebbrile le fonti concordano che non ci siano differenze significative tra i due: la scelta si gioca sulla presenza o meno di infiammazione e sul profilo di rischio della persona.

Come si può superare la dose senza accorgersene?

Prendendo più prodotti diversi che contengono lo stesso principio attivo. Dosi apparentemente non eccessive diventano pericolose se sommate da compresse, bustine e medicinali per influenza e raffreddore, e la verifica che non si stiano assumendo più farmaci contenenti paracetamolo è indicata tra le cause più frequenti di assunzione eccessiva. La dinamica è ordinaria: una compressa per il mal di testa, una bustina per il raffreddore, qualcosa per la febbre la sera — tre nomi commerciali diversi e lo stesso principio attivo in tutti e tre. È il motivo per cui la composizione va letta, non solo il nome.

Per il dolore mestruale quale funziona meglio?

L'ibuprofene, e il meccanismo spiega perché. Le prostaglandine causano le contrazioni uterine dolorose, e i farmaci antinfiammatori non steroidei le inibiscono: non si tratta quindi di un antidolorifico più potente ma di un farmaco che agisce sulla causa delle contrazioni. Vale un ragionamento analogo per il mal di denti, che ha sempre una componente infiammatoria, e per i dolori articolari e da trauma. Il paracetamolo resta generalmente preferito per febbre, sintomi influenzali, mal di testa e dolori muscolari non infiammatori.

Posso alternarli per tenere giù la febbre?

Non senza una precisa indicazione medica. È una pratica talvolta adottata proprio per controllare febbri persistenti, ma è sconsigliata: aumenta il rischio di errori di dosaggio e somma le tossicità, cioè lo stress epatico del paracetamolo e quello renale e gastrico dell'ibuprofene. In alcune situazioni particolari il medico può indicare un'alternanza, ma va fatta con cautela e sotto indicazione professionale. Vale anche la pena ricordare che sull'effetto antifebbrile non ci sono differenze significative tra i due, quindi alternarli non offre un vantaggio evidente.

Per quanto tempo posso prenderli?

Sono farmaci pensati per un uso a breve termine. L'indicazione è che, se dopo due o tre giorni di trattamento febbre o dolore persistono o peggiorano, si consulti il medico anziché proseguire: un uso prolungato senza supervisione può essere pericoloso, per il fegato nel caso del paracetamolo e per stomaco e reni nel caso degli antinfiammatori. È una situazione in cui la domanda utile non è quale dei due prendere ma perché il sintomo non stia passando.

Da leggere insieme a questo

Nei bambini il criterio non è il valore sul termometro ma lo stato di malessere, e vale la stessa cautela sull'alternanza.

Fonte e metodo

Paracetamolo
Non è un antinfiammatorio; effetto antidolorifico e antifebbrile, prevalentemente centrale; metabolizzato soprattutto dal fegato; durata dell'effetto circa 4-6 ore
Ibuprofene
Antinfiammatorio non steroideo; inibisce le cicloossigenasi riducendo le prostaglandine anche nei tessuti periferici; effetto antidolorifico, antifebbrile e antinfiammatorio; comparsa dell'effetto spesso entro 30 minuti; durata circa 6-8 ore
Effetto antifebbrile
Le fonti non riportano differenze significative tra i due
Rischio del paracetamolo
Epatico; il sovradosaggio anche accidentale può provocare gravi danni al fegato fino all'insufficienza epatica acuta; rischio maggiore con epatopatie preesistenti e consumo regolare di alcol
Sovradosaggio accidentale
Dosi apparentemente non eccessive diventano pericolose se sommate da più prodotti contenenti paracetamolo — compresse, bustine, medicinali per influenza e raffreddore; indicato tra le cause più frequenti di assunzione eccessiva
Dose massima
Le fonti indicano per gli adulti di norma non oltre i 3-4 grammi al giorno, con limite più basso in presenza di consumo di alcol; il valore applicabile è quello del foglietto del prodotto
Rischi dell'ibuprofene
Danno potenziale alla mucosa gastrica e impatto sulla funzione renale; cautela con patologie cardiovascolari per ritenzione idrica e alterazioni pressorie; assunzione a stomaco pieno
Situazioni in cui è preferito il paracetamolo
Febbre, sintomi influenzali, mal di testa, dolori muscolari non infiammatori; gastrite o ulcera; insufficienza renale lieve-moderata; terapia anticoagulante, non interferendo sull'aggregazione piastrinica
Situazioni in cui è preferito l'ibuprofene
Dolori articolari e muscoloscheletrici, traumi e contusioni, tendiniti, mal di denti, dismenorrea, mal di gola infiammatorio, sinusite dolorosa
Meccanismo nella dismenorrea
Le prostaglandine causano le contrazioni uterine dolorose e gli antinfiammatori non steroidei le inibiscono
Associazione e alternanza
Sconsigliate senza indicazione medica: aumentano il rischio di errori di dosaggio e sommano stress epatico e stress renale e gastrico
Durata del trattamento
Uso a breve termine; se dopo 2-3 giorni i sintomi persistono o peggiorano è indicato consultare il medico anziché proseguire
Limiti
Non indica dosi né intervalli; non riguarda i bambini; non copre gli altri antidolorifici
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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