Vaccinazioni Obbligatorie — dieci, e quattro con scadenza
La legge del 2017 ha portato le vaccinazioni obbligatorie da quattro a dieci. Meno noto è che l'obbligo non è uniforme: le conseguenze cambiano con l'età del bambino, e per quattro delle dieci la legge stessa prevede una revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici.
Questa è una pagina sulle regole, non un intervento nel dibattito pubblico che ha accompagnato questa legge. Le procedure sono stabilite a livello regionale e possono differire: per il caso concreto il riferimento sono l'ASL di competenza e il pediatra, che valuta anche eventuali condizioni di esonero.
La tua situazione
Le conseguenze dell'inadempienza dipendono dalla fascia d'età: sotto i sei anni sono diverse da quelle previste dopo.
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Da quattro a dieci
Prima del 2017 in Italia erano obbligatorie quattro vaccinazioni: poliomielite, tetano, difterite ed epatite B. La legge 119 del 31 luglio 2017 ne ha rese obbligatorie altre sei per l'accesso ai servizi educativi e alle scuole.
| Già obbligatorie prima | Aggiunte nel 2017 |
|---|---|
| Poliomielite | Pertosse |
| Tetano | Haemophilus influenzae tipo b |
| Difterite | Morbillo |
| Epatite B | Parotite |
| Rosolia | |
| Varicella |
L'obiettivo dichiarato era contrastare il calo delle coperture registrato negli anni precedenti. La soglia di riferimento è il 95%, considerata la percentuale necessaria a evitare la circolazione della malattia.
Accanto alle dieci obbligatorie, il servizio sanitario offre gratuitamente ma senza obbligo altre vaccinazioni, tra cui quelle contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus.
La clausola che quasi nessuno cita
Per quattro delle dieci — morbillo, rosolia, parotite e varicella — l'obbligatorietà è soggetta a revisione ogni tre anni, sulla base dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte. La clausola è stata inserita per adattare la politica vaccinale all'andamento della situazione sanitaria nazionale.
È una caratteristica insolita per un obbligo di legge, e dice qualcosa sull'impianto: l'obbligatorietà di quelle quattro è stata concepita come uno strumento legato a una condizione — il livello di copertura — e non come una scelta permanente.
Le conseguenze cambiano con l'età
Questa è la parte che genera più confusione, perché le due situazioni sono trattate diversamente.
| Fascia | In caso di inadempienza |
|---|---|
| 0 – 6 anni nidi e scuole dell'infanzia, incluse le private non paritarie | Non è consentito l'accesso, più la sanzione |
| 6 – 16 anni | Sanzione amministrativa, senza esclusione dalla scuola |
La sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla legge va da 100 a 500 euro.
All'atto dell'iscrizione i genitori presentano una dichiarazione che attesta le vaccinazioni effettuate o prenotate.
La procedura, e il punto in cui si chiude
Il percorso previsto dalle regioni per il recupero delle vaccinazioni non parte dalla sanzione ma da una serie di passaggi.
- Un invito scritto alla vaccinazione, con la data di un appuntamento.
- In caso di mancata presentazione senza giustificazione, un invito con raccomandata a un colloquio, per comprendere le motivazioni e fornire informazione sull'obiettivo individuale e collettivo della vaccinazione.
- Contestualmente, la comunicazione alla scuola, che per la fascia 0-6 è motivo di esclusione.
Il passaggio meno conosciuto e più utile: se nei termini previsti dalla lettera di diffida viene somministrato il vaccino — o anche solo la prima dose del ciclo — la sanzione non viene irrogata, e il bambino può essere riammesso alla frequenza.
Gli esoneri
La legge prevede due situazioni in cui l'obbligo non si applica:
- Particolari condizioni cliniche, documentate da apposita certificazione medica.
- Immunità già acquisita per aver contratto la malattia.
Il ministero mantiene una banca dati con le vaccinazioni effettuate, i richiami da fare e l'elenco dei soggetti che non hanno copertura per impossibilità fisica di sottoporsi alla vaccinazione.
Su questo punto vale la pena essere espliciti: la protezione di chi non può vaccinarsi per ragioni cliniche dipende dalla copertura di chi lo può. È la ragione tecnica per cui la soglia rilevante è una percentuale di popolazione e non una scelta individuale.
Che cosa questa pagina non fa
- Non è una consulenza legale: le procedure sono regionali e possono differire.
- Non valuta condizioni di esonero, che richiedono una certificazione medica.
- Non entra nel dibattito pubblico che ha accompagnato questa legge, che è una questione politica.
- Non riporta il calendario vaccinale, che indica quando somministrare ciascuna dose e che è aggiornato periodicamente.
- Non copre le vaccinazioni raccomandate ma non obbligatorie, se non per citarne l'esistenza.
Domande frequenti
Quali sono esattamente le dieci?
Quattro erano già obbligatorie prima del 2017 — poliomielite, tetano, difterite ed epatite B — e sei sono state aggiunte dalla legge 119 del 31 luglio 2017: pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Accanto a queste il servizio sanitario offre gratuitamente ma senza obbligo altre vaccinazioni, tra cui quelle contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus. L'obbligo riguarda i bambini e ragazzi fino ai sedici anni, ai quali è richiesta una certificazione al momento dell'iscrizione.
Mio figlio può essere escluso da scuola?
Dipende dall'età, ed è la distinzione che genera più confusione. Per la fascia 0-6 anni — nidi e scuole dell'infanzia, incluse le private non paritarie — l'inadempienza comporta che non sia consentito l'accesso. Dai sei ai sedici anni invece non è prevista l'esclusione dalla scuola: resta la sanzione amministrativa pecuniaria, che va da 100 a 500 euro. Vale la pena sapere che all'atto dell'iscrizione è sufficiente dichiarare le vaccinazioni effettuate oppure prenotate.
Ho ricevuto una diffida: posso ancora evitare la sanzione?
Sì, ed è il passaggio meno conosciuto della procedura. Se nei termini previsti dalla lettera di diffida viene somministrato il vaccino, o anche solo la prima dose del ciclo vaccinale, la sanzione non viene irrogata e il bambino può essere riammesso alla frequenza se era stato escluso. La procedura prevista non parte del resto dalla sanzione: prima c'è un invito scritto con la data di un appuntamento, e in caso di mancata presentazione un invito a un colloquio, pensato per comprendere le motivazioni e fornire informazione. Le procedure sono stabilite a livello regionale e possono differire.
È vero che l'obbligo può essere tolto?
Per quattro delle dieci sì, ed è previsto dalla legge stessa: l'obbligatorietà per morbillo, rosolia, parotite e varicella è soggetta a revisione ogni tre anni, in base ai dati epidemiologici e alle coperture vaccinali raggiunte. La clausola è stata inserita per adattare la politica vaccinale all'andamento della situazione sanitaria nazionale. È una caratteristica insolita per un obbligo di legge, e dice qualcosa sull'impianto: quelle quattro sono state concepite come uno strumento legato a una condizione — il livello di copertura — e non come una scelta permanente.
Che cosa succede se un bambino non può vaccinarsi?
La legge prevede l'esonero in due situazioni: particolari condizioni cliniche documentate da apposita certificazione medica, e immunità già acquisita per aver contratto la malattia. Il ministero mantiene una banca dati che comprende anche l'elenco dei soggetti privi di copertura per impossibilità fisica di sottoporsi alla vaccinazione. Vale la pena aggiungere una considerazione tecnica: la protezione di chi non può vaccinarsi dipende dalla copertura di chi lo può, ed è la ragione per cui la soglia rilevante è una percentuale di popolazione — il 95% considerato necessario a evitare la circolazione della malattia — e non un dato individuale.
Da leggere insieme a questo
La vaccinazione in gravidanza risponde a un problema analogo con un altro strumento: coprire una finestra in cui il bambino non è ancora vaccinabile.
Fonte e metodo
- Riferimento normativo
- Legge 119 del 31 luglio 2017, conversione del decreto-legge 73 del 7 giugno 2017
- Situazione precedente
- Quattro vaccinazioni obbligatorie: poliomielite, tetano, difterite, epatite B
- Aggiunte
- Pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia, varicella
- Ambito
- Bambini e ragazzi fino ai 16 anni; certificazione richiesta all'iscrizione, con dichiarazione delle vaccinazioni effettuate o prenotate
- Clausola di revisione
- Per morbillo, rosolia, parotite e varicella l'obbligatorietà è soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici e alle coperture raggiunte
- Conseguenze 0-6 anni
- Non è consentito l'accesso ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole dell'infanzia, incluse le private non paritarie
- Conseguenze 6-16 anni
- Sanzione amministrativa, senza esclusione dalla scuola
- Sanzione
- Da 100 a 500 euro
- Procedura di recupero
- Invito scritto con data di appuntamento; in caso di mancata presentazione, invito con raccomandata a un colloquio per comprendere le motivazioni e fornire informazione; comunicazione alla scuola
- Chiusura del procedimento
- Se nei termini della diffida viene somministrato il vaccino o la prima dose del ciclo, la sanzione non è irrogata e il bambino può essere riammesso
- Esoneri
- Particolari condizioni cliniche con certificazione medica; immunità acquisita per malattia contratta
- Banca dati
- Il ministero mantiene informazioni su vaccinazioni effettuate, richiami e soggetti privi di copertura per impossibilità fisica
- Soglia di riferimento
- 95% di copertura, considerata necessaria a evitare la circolazione della malattia
- Offerta gratuita non obbligatoria
- Meningococco B, meningococco C, pneumococco, rotavirus
- Limiti
- Non è consulenza legale; procedure regionali variabili; non riporta il calendario vaccinale
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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