Bronchiolite — le linee guida escludono quasi tutti i farmaci usati
È la prima causa di ricovero nei bambini piccoli, e le linee guida italiane dicono qualcosa di insolito: per i farmaci più usati non ci sono evidenze di beneficio, con un potenziale rischio di danno. Aggiungendo una frase che raramente si legge in un documento del genere — «mentre questo ancora accade spesso».
La bronchiolite nei lattanti può essere seria, e questa pagina non serve a rimandare una valutazione. Difficoltà a respirare, rifiuto delle poppate, colorito alterato o pause respiratorie sono situazioni che richiedono il medico subito. Quello che segue riguarda i farmaci che vengono proposti, non la decisione se far vedere il bambino.
Che cosa è stato proposto
Le linee guida distinguono nettamente tra ciò che sostiene il bambino e ciò che non ha mostrato benefici.
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Che cos'è, e perché riempie i reparti
La bronchiolite è un'infiammazione dei bronchioli che colpisce soprattutto i bambini sotto l'anno di vita, ed è la prima causa di ricovero in età pediatrica.
L'agente principale è il virus respiratorio sinciziale, che si stima infetti più del 60% dei bambini durante il primo anno. Negli ultimi anni le epidemie hanno messo in difficoltà i sistemi sanitari, saturando i posti letto dei reparti e delle terapie intensive.
La pandemia ha inoltre prodotto cambiamenti drastici nella curva epidemica del virus, spostandone la stagionalità abituale.
La lista di ciò che non funziona
Le linee guida italiane, aggiornamento di un documento del 2014, sono esplicite. La formulazione è: le evidenze non suggeriscono alcun beneficio dall'uso di salbutamolo, glucocorticosteroidi e antibiotici, con un potenziale rischio di danno.
| Trattamento | Indicazione |
|---|---|
| Cortisone, inalatorio o sistemico | Nessuna indicazione; i sistemici solo da valutare in forme severe in terapia intensiva |
| Antibiotici, inclusi i macrolidi | Nessuna indicazione |
| Broncodilatatori e salbutamolo | Non raccomandato nemmeno il singolo tentativo |
| Soluzione ipertonica per aerosol | Non più raccomandata, a differenza delle linee guida precedenti |
| Adrenalina per aerosol | Controversa; l'uso al momento non è supportato |
La frase che colpisce di più non riguarda i farmaci ma la pratica: «si utilizzano spesso farmaci per i quali non vi sono evidenze e che questi farmaci possono anche causare effetti collaterali. Farmaci come il cortisone, gli antibiotici, i broncodilatatori non dovrebbero essere usati, mentre questo ancora accade spesso».
Due voci sono state rimosse rispetto alle linee guida precedenti: la soluzione ipertonica e il singolo tentativo con salbutamolo, che erano ancora previsti nella versione del 2014.
Che cosa si fa, allora
La gestione è di supporto, e consiste essenzialmente in due cose.
- Idratazione. Va sempre garantito un adeguato stato di idratazione, incoraggiando l'allattamento al seno o con latte artificiale in pasti piccoli e frequenti. L'idratazione endovenosa con soluzioni isotoniche si valuta solo se l'alimentazione per bocca non è tollerata.
- Supporto respiratorio, ossigeno compreso, secondo la necessità.
Non esistono al momento né antivirali né vaccini disponibili contro questo virus. È la ragione per cui, come scrivono le linee guida, proprio per la mancanza di un trattamento efficace la riduzione della malattia deve basarsi sulle misure preventive.
La prevenzione, che qui non è un contorno
Le misure indicate ai genitori sono semplici e, nel contesto di una malattia senza cura, sono lo strumento principale.
- Lavarsi le mani con acqua e sapone o con gel alcolico prima di toccare il bambino, e chiedere lo stesso a chi entra in contatto con lui.
- Tenerlo lontano da altri bambini o adulti con il raffreddore.
- Non fumare in casa.
- Il latte materno ha un effetto protettivo: contiene anticorpi contro numerosi agenti infettivi e riduce il rischio di infezione grave e di ospedalizzazione per bronchiolite.
Sul fronte farmacologico esiste un anticorpo monoclonale usato da anni per proteggere i lattanti nati prematuri o con cardiopatie congenite. È inoltre stato introdotto un nuovo anticorpo monoclonale pensato per una profilassi universale di tutti i lattanti, una strategia che secondo le società scientifiche potrebbe contenere le epidemie stagionali e il numero di ricoveri.
Se il bambino è prematuro o ha malattie cardiache o polmonari, chiedere al pediatra se sussistono le indicazioni per la prevenzione con anticorpi monoclonali è la cosa concreta da fare.
Perché gli antibiotici qui fanno danno due volte
La bronchiolite è un'infezione virale, e gli antibiotici agiscono solo sui batteri. Ma il problema non è solo l'inutilità.
Oltre a non servire, impoveriscono il microbiota intestinale, provocano effetti collaterali e, se usati in modo inappropriato, contribuiscono alle resistenze agli antibiotici.
Le fonti pediatriche aggiungono un'indicazione diretta ai genitori: è importante che non prendano l'iniziativa di somministrare questi farmaci al bambino.
Che cosa questa pagina non fa
- Non sostituisce una valutazione: la bronchiolite nei lattanti può essere seria e i segnali di difficoltà respiratoria richiedono il medico subito.
- Non mette in discussione una scelta clinica fatta su un caso concreto, in particolare nelle forme severe.
- Non indica dosi né terapie.
- Non stabilisce quando ricoverare, che è una decisione clinica basata su parametri che una pagina non conosce.
- Non copre le altre infezioni respiratorie, che hanno gestioni diverse.
Domande frequenti
Perché non danno nulla al mio bambino?
Perché le linee guida italiane sono esplicite: le evidenze non suggeriscono alcun beneficio dall'uso di salbutamolo, glucocorticosteroidi e antibiotici, con un potenziale rischio di danno. Non è un rinvio o una mancanza di attenzione: la gestione della bronchiolite è di supporto e consiste in idratazione e supporto respiratorio, perché oltre all'ossigeno e all'idratazione non esistono cure efficaci per questa infezione. Le stesse linee guida osservano che quei farmaci vengono ancora usati spesso, pur non dovendo esserlo.
L'antibiotico almeno previene una complicazione batterica?
No, e le fonti pediatriche sono dirette su questo: la bronchiolite è un'infezione virale e gli antibiotici agiscono solo contro i batteri. Il problema non è però solo l'inutilità: oltre a non servire, impoveriscono il microbiota intestinale, provocano effetti collaterali e, se usati in modo inappropriato, contribuiscono alle resistenze agli antibiotici. Le linee guida escludono la terapia antibiotica, macrolidi compresi. L'indicazione esplicita ai genitori è di non prendere l'iniziativa di somministrare questi farmaci.
L'aerosol con la soluzione ipertonica non si usa più?
Non è più raccomandato, ed è una delle due voci cambiate rispetto alle linee guida precedenti. L'altra è il singolo tentativo con salbutamolo, che nella versione del 2014 era ancora previsto e ora non lo è più, in linea con le note dell'agenzia del farmaco. Resta controversa l'indicazione all'adrenalina per aerosol, il cui utilizzo al momento non è supportato. È utile saperlo perché sono trattamenti che molti genitori hanno visto usare in passato e che possono ancora essere proposti.
Che cosa posso fare a casa?
Le linee guida indicano due cose come cardini della gestione, e la prima è alla portata dei genitori: garantire un adeguato stato di idratazione, incoraggiando l'allattamento al seno o con latte artificiale in pasti piccoli e frequenti. L'idratazione endovenosa si valuta solo se l'alimentazione per bocca non è tollerata. La seconda è il supporto respiratorio, che spetta ai sanitari. Resta fondamentale sapere quando non stare a casa: difficoltà a respirare, rifiuto delle poppate, colorito alterato o pause respiratorie richiedono il medico subito.
Esiste una prevenzione oltre al lavarsi le mani?
Sì, su due livelli. Le misure comportamentali sono lavarsi le mani con acqua e sapone o gel alcolico prima di toccare il bambino chiedendo lo stesso a chi lo avvicina, tenerlo lontano da persone raffreddate e non fumare in casa; il latte materno ha inoltre un effetto protettivo documentato, riducendo il rischio di infezione grave e di ospedalizzazione. Sul piano farmacologico esiste un anticorpo monoclonale usato da anni per i lattanti prematuri o con cardiopatie congenite, e ne è stato introdotto uno nuovo pensato per una profilassi universale di tutti i lattanti. Se il bambino è prematuro o ha malattie cardiache o polmonari, vale la pena chiedere al pediatra se ci sono le indicazioni.
Da leggere insieme a questo
È lo stesso principio della pagina sugli antibiotici, applicato al caso in cui è più netto: un farmaco che non serve non è neutro.
Fonte e metodo
- Riferimento
- Linee guida italiane 2022 sulla gestione della bronchiolite nei lattanti, aggiornamento del documento di consenso del 2014, elaborate dalle principali società scientifiche pediatriche italiane
- Epidemiologia
- Prima causa di ricovero in età pediatrica; l'agente principale è il virus respiratorio sinciziale, che si stima infetti più del 60% dei bambini nel primo anno di vita
- Formulazione delle linee guida
- Le evidenze non suggeriscono alcun beneficio dall'uso di salbutamolo, glucocorticosteroidi e antibiotici, con potenziale rischio di danno
- Cortisone
- Nessuna indicazione per steroidi inalatori o sistemici; i sistemici da valutare solo in forme severe gestite in terapia intensiva pediatrica
- Antibiotici
- Nessuna indicazione, macrolidi inclusi
- Broncodilatatori
- Non raccomandato nemmeno il singolo tentativo con salbutamolo, in linea con le note dell'agenzia del farmaco
- Soluzione ipertonica
- Non più raccomandata, a differenza delle linee guida precedenti
- Adrenalina per aerosol
- Indicazione controversa; l'utilizzo al momento non è supportato
- Gestione raccomandata
- Di supporto: idratazione, incoraggiando l'allattamento al seno o artificiale in pasti piccoli e frequenti, con idratazione endovenosa isotonica solo se l'alimentazione per os non è tollerata; supporto respiratorio
- Assenza di cure
- Non esistono antivirali né vaccini disponibili; per la mancanza di trattamento efficace la riduzione della malattia deve basarsi sulle misure preventive
- Prevenzione comportamentale
- Lavaggio delle mani prima di toccare il bambino, esteso a chi lo avvicina; evitare il contatto con persone raffreddate; non fumare in casa
- Latte materno
- Effetto protettivo documentato: contiene anticorpi contro numerosi agenti infettivi e riduce il rischio di infezione grave e di ospedalizzazione
- Prevenzione farmacologica
- Anticorpo monoclonale usato da anni per lattanti prematuri o con cardiopatie congenite; nuovo anticorpo monoclonale per profilassi universale dei lattanti
- Danno degli antibiotici
- Oltre a essere inutili su un'infezione virale, impoveriscono il microbiota, provocano effetti collaterali e contribuiscono alle resistenze
- Limiti
- Non sostituisce la valutazione clinica; non mette in discussione scelte su casi concreti; non indica dosi né criteri di ricovero
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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