Antibiotici — quattro bambini su dieci ne ricevono uno ogni anno
L'Italia è tra i paesi con il consumo di antibiotici più alto d'Europa, e nei bambini il consumo è più alto che negli adulti. I picchi arrivano al 40% nei mesi invernali — quando circolano virus influenzali e parainfluenzali, contro cui gli antibiotici sono inefficaci.
Se il pediatra ha prescritto un antibiotico, va preso come indicato e fino alla fine. Questa pagina non serve a mettere in discussione una prescrizione né a sospenderla: serve a capire perché in molti casi il pediatra non lo prescrive, e perché insistere per averlo è un problema — l'atteggiamento dei genitori è indicato tra i fattori che contano.
Che situazione è
La distinzione che conta non è la gravità dei sintomi ma la natura dell'infezione: virale o batterica.
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I numeri italiani
La quota di bambini fino a 13 anni che riceve almeno una prescrizione di antibiotici sistemici nell'anno ha avuto un andamento che vale la pena guardare per intero.
| Anno | Bambini con almeno una prescrizione |
|---|---|
| 2019 | 40,9% |
| 2020 | 26,2% |
| 2022 | 33,7% |
| 2023 | 40,9% |
Il crollo del 2020 è stato attribuito alle misure contro la trasmissione del virus pandemico, risultate efficaci anche nel ridurre le comuni infezioni batteriche e virali — «queste ultime spesso impropriamente trattate con antibiotici, soprattutto nel periodo invernale». È la formulazione dell'agenzia del farmaco, e dice due cose insieme: che il consumo può scendere di molto, e perché stava dove stava.
Il consumo si concentra tra i 2 e i 5 anni, fascia in cui circa quattro bambini su dieci ricevono almeno una prescrizione all'anno, con una media di due confezioni per bambino trattato.
Quanto è inappropriato
L'analisi delle prescrizioni ambulatoriali per specifiche patologie ha rilevato una prevalenza di uso inappropriato che supera il 24% per quasi tutte le condizioni studiate:
- Influenza
- Raffreddore comune
- Laringotracheite
- Faringite e tonsillite
- Cistite non complicata
Il consumo mostra picchi del 40% nei mesi invernali, quando circolano i virus influenzali e parainfluenzali — «contro cui gli antibiotici sono inefficaci», come riporta il rapporto.
Non solo quanti: anche quali
C'è una seconda dimensione del problema, meno discussa e altrettanto documentata: la scelta tra antibiotici ad ampio spettro e a spettro ristretto.
| Indicatore | Italia | Media europea |
|---|---|---|
| Rapporto ampio spettro / spettro ristretto | 13,6% | 5,5% |
| Ampio spettro o ultima linea in ospedale | 52,5% | 40,15% |
In ambito pediatrico i dati mostrano una preferenza per le molecole ad ampio spettro nelle regioni centrali e meridionali rispetto a quelle settentrionali, che il rapporto indica come un problema di prescrizione inappropriata.
Anche il consumo complessivo segue lo stesso gradiente: nel 2020, 15,5 dosi ogni mille abitanti al giorno al Nord, 17,6 al Centro, 21,0 al Sud.
Perché il pediatra spesso non lo prescrive
Le infezioni più comuni per cui gli antibiotici vengono prescritti nei bambini sono otiti, faringiti, infezioni delle vie urinarie e polmoniti. Ma tra queste, alcune hanno prevalente eziologia virale, e in quei casi il rapporto dell'agenzia è netto: l'uso degli antibiotici non è di alcuna utilità e quindi non è raccomandato.
La difficoltà è che virus e batteri possono dare quadri simili: febbre alta, mal di gola, tosse. La gravità dei sintomi non distingue le due cose, ed è il motivo per cui in alcune situazioni si ricorre a un esame — per esempio un tampone faringeo — anziché decidere a occhio.
Un antibiotico dato per un'infezione virale non accorcia la malattia, non abbassa la febbre e non previene le complicazioni. Aggiunge solo i suoi effetti indesiderati e contribuisce alla resistenza.
Che cosa possono fare i genitori
Le fonti istituzionali lo dicono esplicitamente: nel caso dei bambini è importante l'atteggiamento dei genitori. Le cose concrete sono poche.
- Non chiedere l'antibiotico come rassicurazione. La pressione sul prescrittore è uno dei fattori che alimentano l'uso inappropriato.
- Chiedere invece perché, in entrambe le direzioni: perché sì e perché no. È una domanda legittima e ha una risposta.
- Completare la terapia quando è prescritta, alle dosi e per la durata indicate.
- Non riutilizzare antibiotici avanzati da altre volte, né usarli per un altro figlio.
Che cosa questa pagina non fa
- Non mette in discussione una prescrizione: se il pediatra l'ha data, va seguita.
- Non distingue tra infezione virale e batterica nel caso concreto, che è esattamente ciò che richiede una visita.
- Non indica farmaci né dosi.
- Non è un invito a rifiutare una terapia: l'inappropriatezza descritta riguarda le statistiche, non il tuo bambino.
- Non copre l'uso ospedaliero né le situazioni cliniche complesse.
Domande frequenti
Ha la febbre alta da tre giorni: non serve l'antibiotico?
Dipende dalla causa, e la gravità dei sintomi non la distingue: virus e batteri possono dare quadri molto simili, con febbre alta, mal di gola e tosse. È esattamente il motivo per cui in alcune situazioni si ricorre a un esame, come un tampone faringeo, anziché decidere a occhio. Un antibiotico dato per un'infezione virale non accorcia la malattia, non abbassa la febbre e non previene le complicazioni: aggiunge solo i propri effetti indesiderati. La valutazione spetta al pediatra, e la domanda utile da porgli è perché sì o perché no.
Perché in Italia se ne usano così tanti?
I dati dell'agenzia del farmaco documentano il fenomeno su più fronti. Il consumo italiano è tra i più alti dell'Unione Europea, e nei bambini è più alto che negli adulti: nella fascia tra i 2 e i 5 anni circa quattro bambini su dieci ricevono almeno una prescrizione all'anno. L'analisi delle prescrizioni ambulatoriali rileva una prevalenza di uso inappropriato che supera il 24% per quasi tutte le condizioni studiate, e i picchi si concentrano nei mesi invernali, quando circolano virus contro cui gli antibiotici sono inefficaci. Esiste anche un gradiente geografico, con consumi maggiori al Sud rispetto a Nord e Centro.
Che differenza fa un antibiotico ad ampio spettro?
È la seconda dimensione del problema, meno discussa. L'Italia ha un rapporto di consumo di molecole ad ampio spettro rispetto a quelle a spettro più ristretto molto più alto della media europea: 13,6% contro 5,5%. In ospedale la percentuale di antibiotici ad ampio spettro o di ultima linea sul totale è del 52,5% contro il 40,15% europeo. In ambito pediatrico i dati mostrano una preferenza per le molecole ad ampio spettro nelle regioni centrali e meridionali rispetto a quelle settentrionali, che il rapporto indica esplicitamente come un problema di prescrizione inappropriata.
Sta meglio dopo due giorni: posso sospendere?
No: quando un antibiotico è prescritto va completato alle dosi e per la durata indicate. Il miglioramento dopo un paio di giorni è atteso e non significa che l'infezione sia risolta. Vale anche il contrario di un'abitudine diffusa: gli antibiotici avanzati da altre volte non vanno riutilizzati, né usati per un altro figlio, perché la scelta della molecola e della dose dipende dall'infezione e dal peso. Se hai dubbi sulla durata o compaiono effetti indesiderati, la cosa da fare è sentire il pediatra, non decidere da soli.
Il crollo del 2020 che cosa dimostra?
È un dato interessante proprio perché involontario. Nel 2020 la quota di bambini con almeno una prescrizione è scesa dal 40,9% al 26,2%, e la riduzione è stata attribuita alle misure contro la trasmissione del virus pandemico, risultate efficaci anche nel ridurre le comuni infezioni batteriche e virali — queste ultime, nella formulazione dell'agenzia, «spesso impropriamente trattate con antibiotici, soprattutto nel periodo invernale». Nel 2023 la quota è tornata al 40,9%. La sequenza dice due cose insieme: che quel livello di consumo non è una costante inevitabile, e quanto pesava la quota legata a infezioni per cui l'antibiotico non serviva.
Da leggere insieme a questo
Sulla febbre vale un principio simile: il criterio di intervento è lo stato del bambino, non il numero né la fretta di fare qualcosa.
Fonte e metodo
- Posizione italiana
- Consumo tra i più alti dell'Unione Europea secondo la rete europea di sorveglianza; nei bambini più elevato che negli adulti, soprattutto nella prima infanzia
- Prescrizioni pediatriche
- Popolazione fino a 13 anni con almeno una prescrizione di antibiotici sistemici: 40,9% nel 2019, 26,2% nel 2020, 33,7% nel 2022, 40,9% nel 2023; media di 2 confezioni per bambino trattato
- Fascia di età
- Consumi maggiori tra 2 e 5 anni, con circa 4 bambini su 10 che ricevono almeno una prescrizione all'anno
- Riduzione del 2020
- Attribuita alle misure di contenimento della trasmissione del virus pandemico, efficaci anche nel ridurre le comuni infezioni batteriche e virali, queste ultime spesso impropriamente trattate con antibiotici soprattutto d'inverno
- Inappropriatezza
- Prevalenza di uso inappropriato superiore al 24% per quasi tutte le condizioni studiate: influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata
- Stagionalità
- Picchi del 40% nei mesi invernali, quando circolano virus influenzali e parainfluenzali contro cui gli antibiotici sono inefficaci
- Ampio spettro
- Rapporto italiano tra molecole ad ampio spettro e a spettro ristretto: 13,6% contro una media europea del 5,5%; in ospedale 52,5% contro 40,15%
- Gradiente geografico
- Consumo nel 2020: 15,5 dosi ogni 1000 abitanti al giorno al Nord, 17,6 al Centro, 21,0 al Sud; preferenza per le molecole ad ampio spettro nelle regioni centrali e meridionali, indicata come problema di prescrizione inappropriata
- Infezioni più frequenti
- Otiti, faringiti, infezioni delle vie urinarie e polmoniti
- Indicazione sulle forme virali
- Nelle affezioni a prevalente eziologia virale l'uso degli antibiotici non è di alcuna utilità e non è raccomandato
- Ruolo dei genitori
- Indicato esplicitamente tra i fattori che contano nel caso dei bambini
- Limiti
- Non mette in discussione alcuna prescrizione; non distingue infezione virale e batterica nel caso concreto; non indica farmaci né dosi
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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