Farmaci in Gravidanza — le lettere A, B, C, D, X non esistono più
Se cerchi un farmaco in gravidanza trovi quasi sempre una lettera: A, B, C, D o X. Quella classificazione è stata abolita nel 2015, e il motivo riguarda proprio chi la consultava — induceva a sospendere terapie necessarie sulla base di una lettera fraintesa.
Non sospendere un farmaco prescritto sulla base di quello che leggi online, incluso questo sito. Interrompere una terapia necessaria è un rischio reale — per te e, in molte condizioni, anche per la gravidanza — ed è esattamente l'effetto che la vecchia classificazione produceva. Se hai un dubbio su un farmaco che stai assumendo, la telefonata al medico viene prima di qualunque ricerca.
Che cosa hai trovato
La prima cosa utile è capire che tipo di informazione hai davanti e quanto è aggiornata.
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Che cosa misuravano davvero quelle lettere
Il sistema a lettere è stato in uso dal 1979 e viene ancora citato ovunque. L'equivoco su cui è caduto sta nel suo significato.
Le categorie non indicavano la gravità o la frequenza degli effetti avversi: riflettevano la quantità e la qualità delle prove disponibili. Venivano però lette come una scala di pericolosità, come i voti a scuola. Un farmaco con dati animali limitati ma rassicuranti poteva ricevere la stessa categoria B di un farmaco con ampi dati umani positivi.
Le critiche raccolte dall'autorità regolatoria furono esplicite: il sistema lasciava pazienti e medici mal informati e produceva false convinzioni sul significato delle lettere. A questo si aggiungeva un problema pratico: le classificazioni non venivano aggiornate in modo coerente man mano che arrivavano nuovi dati, quindi alcune restavano vecchie e fuorvianti.
Il danno che facevano
La conseguenza non era teorica. Le decisioni di prescrizione venivano prese sulla base della categoria anziché sulla comprensione delle informazioni sottostanti.
L'effetto più documentato riguarda i farmaci per la salute mentale: il vecchio sistema ha contribuito a una diffusa enfasi eccessiva sui rischi di quei farmaci, accompagnata dalla mancata considerazione dei rischi della malattia non trattata per la donna e per il bambino.
Il modo più diretto di dirlo, ripreso da chi ha spiegato il cambiamento: il nuovo formato serve a evitare l'errore di sospendere un farmaco necessario per via di una lettera «C» fuorviante.
Che cosa c'è al posto delle lettere
Dal 30 giugno 2015 la classificazione a lettere è stata rimossa e sostituita da un testo strutturato in tre parti: gravidanza, allattamento, e persone in età riproduttiva.
Ciascuna contiene tre sezioni:
- Sintesi del rischio: che cosa si sa del rischio in caso di esposizione.
- Considerazioni cliniche: variazioni di dosaggio in gravidanza, reazioni avverse materne specifiche, effetti potenziali sul feto.
- Dati: gli studi umani e animali da cui derivano le affermazioni, con la struttura degli studi e gli effetti osservati.
È un formato che richiede più tempo per essere letto, ma che permette di distinguere un'affermazione basata su ampi dati umani da una basata su qualche studio animale — la distinzione che le lettere cancellavano.
Va detto con onestà: il nuovo formato migliora il precedente ma non fornisce un sì o un no definitivo nella maggior parte dei casi. L'interpretazione clinica caso per caso resta necessaria.
Perché le lettere continuano a comparire
La transizione è stata graduale e incompleta, e questo spiega perché le trovi ancora.
- I farmaci approvati prima del 2001 non erano tenuti a riformattare l'intera etichetta, ma dovevano rimuovere la lettera entro il 2018.
- I farmaci da banco non sono interessati dalla norma: le loro etichette non cambiano.
- Molti siti anche autorevoli continuano a usare il vecchio sistema e non riportano le informazioni del nuovo formato.
- Documenti obsoleti restano indicizzati e compaiono tra i primi risultati di ricerca: è stato segnalato il caso di un foglietto illustrativo del 2007 che appariva in cima cercando quel farmaco.
La conseguenza pratica: trovare una lettera oggi non significa che quella lettera sia ancora valida. Significa che stai leggendo una fonte non aggiornata.
Che cosa questa pagina non fa
- Non valuta alcun farmaco né dice se sia sicuro nel tuo caso.
- Non è un motivo per sospendere nulla: interrompere una terapia necessaria è il rischio che questa pagina descrive, non quello che suggerisce.
- Non sostituisce il foglietto illustrativo né la consulenza di chi prescrive.
- Non riguarda gli integratori né i prodotti erboristici, che seguono regole diverse.
- Non copre l'allattamento se non per ricordare che è una sezione distinta nel nuovo formato.
Domande frequenti
Ho trovato che il mio farmaco è «categoria C»: che significa?
Che stai leggendo una fonte non aggiornata. La classificazione a lettere è stata rimossa dalle etichette dei farmaci con ricetta a partire dal giugno 2015, e i farmaci approvati prima del 2001 dovevano comunque eliminare la lettera entro il 2018. Va aggiunto che quella lettera, quando era in uso, non indicava il grado di pericolosità: le categorie riflettevano la quantità e la qualità delle prove disponibili, non la gravità degli effetti. Venivano lette come una scala di pericolo, e questo è precisamente il motivo per cui sono state abolite.
Perché hanno tolto un sistema così semplice?
Perché la semplicità era il problema. Le categorie riflettevano la quantità e la qualità delle prove disponibili, ma venivano interpretate come una scala di pericolosità, come i voti a scuola: un farmaco con dati animali limitati ma rassicuranti poteva ricevere la stessa categoria di uno con ampi dati umani positivi. Le decisioni di prescrizione finivano per basarsi sulla lettera anziché sulla comprensione delle informazioni sottostanti, e le classificazioni non venivano aggiornate in modo coerente. L'effetto più documentato riguarda i farmaci per la salute mentale, dove il sistema ha contribuito a un'enfasi eccessiva sui rischi accompagnata dalla mancata considerazione dei rischi della malattia non trattata.
Ho preso un farmaco prima di sapere di essere incinta.
È una situazione molto comune e la cosa da fare è parlarne con chi ti segue, portando il nome esatto del farmaco, la dose e i giorni in cui lo hai assunto. Cercare online in questa condizione è particolarmente rischioso, perché è quasi certo che troverai una lettera obsoleta e la leggerai come una scala di pericolosità che non è mai stata. Esistono servizi di consulenza specializzata sui rischi in gravidanza a cui il medico può indirizzarti, e che valutano l'esposizione concreta anziché una categoria generica.
I farmaci da banco sono più sicuri?
Non necessariamente, e c'è una ragione strutturale per cui l'informazione è diversa: i farmaci da banco non sono interessati dalla norma che ha sostituito le lettere, quindi le loro etichette non sono cambiate. Questo significa che per quei prodotti l'informazione disponibile può essere meno strutturata, non che il prodotto sia più sicuro. Vale la pena chiedere al farmacista o al medico anche per ciò che si acquista senza ricetta, e ricordare che alcuni farmaci molto comuni hanno indicazioni specifiche in gravidanza a seconda del trimestre.
Che cosa devo cercare al posto della lettera?
Le tre sezioni del formato che l'ha sostituita: la sintesi del rischio, che dice che cosa si sa dell'esposizione; le considerazioni cliniche, che comprendono eventuali variazioni di dosaggio in gravidanza e gli effetti potenziali; e i dati, che riportano gli studi umani e animali da cui derivano le affermazioni. È l'ultima sezione a fare la differenza rispetto alle lettere, perché permette di distinguere un'affermazione basata su ampi dati umani da una basata su qualche studio animale. Va detto che nemmeno il nuovo formato fornisce un sì o un no definitivo nella maggior parte dei casi: l'interpretazione caso per caso resta necessaria.
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Sull'acido folico vale il principio opposto: un'indicazione precisa, con una finestra e un beneficio quantificato.
Fonte e metodo
- Sistema a lettere
- In uso dal 1979; categorie A, B, C, D, X
- Che cosa indicavano
- La quantità e la qualità delle prove disponibili, non la gravità o la frequenza degli effetti avversi
- Abolizione
- Rimosse dalle etichette dei farmaci con ricetta a partire dal 30 giugno 2015, con la nuova regola sull'etichettatura in gravidanza e allattamento
- Motivi
- Interpretazione come scala di pericolosità; decisioni basate sulla categoria anziché sulle informazioni sottostanti; nessuna distinzione tra tipi e qualità delle prove; aggiornamento non coerente
- Conseguenza documentata
- Enfasi eccessiva sui rischi dei farmaci per la salute mentale in gravidanza, con mancata considerazione dei rischi della malattia non trattata
- Nuovo formato
- Tre parti — gravidanza, allattamento, persone in età riproduttiva — ciascuna con sintesi del rischio, considerazioni cliniche e dati
- Transizione
- I farmaci approvati prima del 2001 non dovevano riformattare l'etichetta ma rimuovere la lettera entro il 2018; i farmaci da banco non sono interessati dalla norma
- Limite dichiarato
- Il nuovo formato non fornisce un sì o un no definitivo nella maggior parte dei casi; l'interpretazione clinica caso per caso resta necessaria
- Persistenza dell'informazione obsoleta
- Molti siti anche autorevoli continuano a usare il vecchio sistema; documenti obsoleti restano indicizzati tra i primi risultati di ricerca
- Limiti
- Non valuta alcun farmaco; non è un motivo per sospendere una terapia; non riguarda integratori e prodotti erboristici
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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