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Bambini e neonati

Gastroenterite — la dieta in bianco allunga la diarrea

Il digiuno, il tè al limone e la dieta in bianco sono ancora il riflesso più comune davanti a un bambino con la diarrea. Le linee guida europee dicono l'opposto — e non solo che non servono: il digiuno prolungato può essere responsabile di una maggior durata della diarrea.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Durata 2-7 giorni Nessun dato inviato

Più il bambino è piccolo, maggiore è il rischio di disidratazione. Se il bambino non riesce a bere, urina molto poco, appare abbattuto o ha sangue nelle feci, la valutazione del pediatra viene prima di qualunque cosa scritta qui. Questa pagina descrive la gestione delle forme comuni.

A che punto siete

Le indicazioni cambiano soprattutto in base a una cosa: se il vomito è ancora in corso o si è fermato.

mesi
giorni

Che cosa si faceva, e perché è cambiato

Fino a pochi anni fa l'approccio al bambino con diarrea acuta era basato su digiuni prolungati o diete ipocaloriche in bianco. Latte, cibi solidi e soprattutto quelli con più valore energetico erano i primi a essere eliminati, sostituiti da diete povere con abbondante tè al limone.

Quelle diete non sono necessarie né raccomandabili, e il motivo non è solo che non aiutano. La rialimentazione precoce porta a un rapido recupero del peso senza peggiorare il decorso della diarrea; al contrario, il digiuno o l'ipoalimentazione prolungati possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea. La società europea di gastroenterologia pediatrica raccomanda oggi reidratazione rapida e rialimentazione precoce.

L'alimentazione non va mai forzata, ma soprattutto non va interrotta. È una distinzione che risolve la maggior parte dei dubbi pratici.

La reidratazione, e come si somministra

La prima e più importante terapia è la reintegrazione dei liquidi con una soluzione reidratante orale, disponibile in farmacia in bustine da sciogliere o già pronta. Le formulazioni hanno concentrazioni note di sodio, glucosio e sali minerali secondo le indicazioni internazionali.

Il modo di somministrarla conta quanto la quantità:

Una cosa da non fare: usare per la reidratazione bevande molto ricche di zuccheri, che non sono adatte allo scopo. Le quantità le indicano il pediatra e la confezione.

Il latte non si sospende

È il punto su cui l'abitudine è più radicata e le indicazioni più chiare.

Quando il vomito si è fermato da almeno un paio d'ore si offre il cibo, preferendo alimenti secchi; nei bambini oltre l'anno sono consigliati alimenti ricchi di amido. Meglio limitare zuccheri semplici, grassi e fibre, che possono prolungare i sintomi.

Due farmaci che non vanno dati

Le linee guida sono esplicite, e la ragione non è solo l'inefficacia.

FarmacoIndicazione
AntidiarroiciNon indicati per trattare la diarrea
AntiemeticiNon indicati per trattare il vomito di routine
AntibioticiRaramente indicati

Sul perché: la somministrazione di antidiarroici e antiemetici nel bambino è correlata a effetti collaterali anche molto gravi. Gli antiemetici possono essere prescritti dal pediatra in situazioni selezionate — un vomito così frequente da impedire la reidratazione orale — ma non vanno mai usati autonomamente.

Sui probiotici esistono indicazioni per ceppi specifici, e la specificità è il punto: come per gli altri usi, quello che ha evidenze è un ceppo particolare a un certo dosaggio, non la categoria «fermenti lattici». È una cosa da concordare con il pediatra.

Quanto dura, e quando serve altro

La prognosi è benigna e nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente, in media tra i 2 e i 7 giorni. In alcuni casi vomito e diarrea si esauriscono in meno di 48 ore, in altri le scariche durano qualche giorno in più — purché il bambino beva e non mostri segni di disidratazione.

La diagnosi si fa sui sintomi e sulla segnalazione di altri casi in famiglia o a scuola. Gli esami delle feci per individuare il patogeno vengono richiesti dal pediatra solo in situazioni particolari: bambino visibilmente sofferente, febbre alta, sangue nelle feci, o sintomi che si protraggono oltre gli otto giorni.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Non devo tenerlo a digiuno?

No, ed è un cambiamento importante rispetto a quello che si consigliava fino a pochi anni fa. Il digiuno prolungato o l'ipoalimentazione possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea, mentre la rialimentazione precoce porta a un rapido recupero del peso senza peggiorare il decorso. La società europea di gastroenterologia pediatrica raccomanda reidratazione rapida e rialimentazione precoce. La formulazione che risolve la maggior parte dei dubbi pratici è questa: l'alimentazione non va mai forzata, ma soprattutto non va interrotta.

Devo sospendere il latte?

L'allattamento al seno non dovrebbe mai essere interrotto, anche per le proprietà antimicrobiche del latte materno, e va offerto a richiesta: in questo modo il bambino si reidrata più velocemente. I bambini allattati con formula possono continuare la loro formula nelle quantità usuali. Di regola non servono formule prive di lattosio, e diluire la formula non è utile. Nelle forme più severe il pediatra può indicare di sospendere temporaneamente la formula dando la precedenza alla soluzione reidratante, per poi reintrodurla dopo qualche ora: è però una valutazione clinica, non un'iniziativa da prendere da soli.

Posso dargli qualcosa per fermare la diarrea?

Le linee guida indicano di non somministrare antidiarroici per trattare la diarrea né antiemetici per trattare il vomito, e la ragione non è solo l'inefficacia: la somministrazione di questi farmaci nel bambino è correlata a effetti collaterali anche molto gravi. Gli antiemetici possono essere prescritti dal pediatra in situazioni selezionate, per esempio un vomito così frequente da impedire la reidratazione orale, ma non vanno mai usati autonomamente. Gli antibiotici sono raramente indicati, perché nella maggior parte dei casi si tratta di forme virali.

Come faccio a fargli bere qualcosa se vomita?

Con una tecnica precisa, che le indicazioni descrivono nel dettaglio. Si attendono circa trenta minuti dall'ultimo episodio di vomito prima di iniziare, poi si offrono piccole quantità di soluzione reidratante fredda, cominciando da cucchiaini da tè da cinque millilitri e aumentando secondo la tolleranza del bambino. La regola generale è a piccoli sorsi, ripartita in più somministrazioni e preferibilmente dopo ogni scarica, senza superare i cento millilitri ogni venti minuti. Il cibo si offre quando il vomito è cessato da almeno un paio d'ore, preferendo alimenti secchi.

Servono le analisi delle feci?

Nella maggior parte dei casi no: la diagnosi si fa sui sintomi e sulla segnalazione di altri casi in famiglia o a scuola, e la prognosi è benigna con risoluzione spontanea in media tra i due e i sette giorni. Gli esami per individuare il patogeno vengono richiesti dal pediatra solo in situazioni particolari — bambino visibilmente sofferente, febbre alta, sangue nelle feci, o sintomi che si protraggono oltre gli otto giorni. Quello che conta nel frattempo è che il bambino beva e non mostri segni di disidratazione: è il criterio su cui si regola tutto il resto.

Da leggere insieme a questo

Sui probiotici vale qui la stessa regola che altrove: conta il ceppo specifico, non la categoria.

Fonte e metodo

Approccio precedente
Digiuni prolungati o diete ipocaloriche in bianco, con eliminazione di latte e cibi solidi e uso abbondante di tè
Raccomandazione attuale
La società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica raccomanda reidratazione rapida e rialimentazione precoce
Motivazione
La rialimentazione precoce porta a un rapido recupero del peso senza peggiorare il decorso della diarrea; il digiuno o l'ipoalimentazione prolungati possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea
Principio operativo
L'alimentazione non va mai forzata ma soprattutto non va interrotta
Reidratazione
Soluzione reidratante orale con concentrazioni note di sodio, glucosio e sali minerali secondo le indicazioni internazionali
Modalità
A piccoli sorsi, in più somministrazioni, preferibilmente dopo ogni scarica, senza superare i 100 ml ogni 20 minuti; dopo un vomito attendere circa 30 minuti; offrirla fredda partendo da cucchiaini da 5 ml
Da evitare nella reidratazione
Bevande molto ricche di zuccheri
Allattamento
Il seno non va mai interrotto e va offerto a richiesta, anche per le proprietà antimicrobiche del latte materno; la formula prosegue nelle quantità usuali; di regola non servono formule prive di lattosio né diluite
Ripresa del cibo
Quando il vomito è cessato da almeno un paio d'ore, preferendo alimenti secchi; oltre l'anno alimenti ricchi di amido; limitare zuccheri semplici, grassi e fibre
Farmaci non indicati
Antidiarroici per la diarrea e antiemetici per il vomito; la somministrazione è correlata a effetti collaterali anche molto gravi; antibiotici raramente indicati
Antiemetici
Prescrivibili dal pediatra in situazioni selezionate, come un vomito così frequente da impedire la reidratazione orale; mai in autonomia
Probiotici
Esistono indicazioni per ceppi specifici a dosaggi definiti; la specificità del ceppo è il criterio
Decorso
Prognosi benigna con risoluzione spontanea, in media tra 2 e 7 giorni
Quando approfondire
Bambino visibilmente sofferente, febbre alta, sangue nelle feci, sintomi oltre gli otto giorni
Limiti
Non indica dosi; non sostituisce la valutazione pediatrica; non riguarda le forme non infettive
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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