Gastroenterite — la dieta in bianco allunga la diarrea
Il digiuno, il tè al limone e la dieta in bianco sono ancora il riflesso più comune davanti a un bambino con la diarrea. Le linee guida europee dicono l'opposto — e non solo che non servono: il digiuno prolungato può essere responsabile di una maggior durata della diarrea.
Più il bambino è piccolo, maggiore è il rischio di disidratazione. Se il bambino non riesce a bere, urina molto poco, appare abbattuto o ha sangue nelle feci, la valutazione del pediatra viene prima di qualunque cosa scritta qui. Questa pagina descrive la gestione delle forme comuni.
A che punto siete
Le indicazioni cambiano soprattutto in base a una cosa: se il vomito è ancora in corso o si è fermato.
Risultato
Il calcolo è avvenuto nel tuo browser. Nessuno di questi valori è stato inviato o salvato.
Che cosa si faceva, e perché è cambiato
Fino a pochi anni fa l'approccio al bambino con diarrea acuta era basato su digiuni prolungati o diete ipocaloriche in bianco. Latte, cibi solidi e soprattutto quelli con più valore energetico erano i primi a essere eliminati, sostituiti da diete povere con abbondante tè al limone.
Quelle diete non sono necessarie né raccomandabili, e il motivo non è solo che non aiutano. La rialimentazione precoce porta a un rapido recupero del peso senza peggiorare il decorso della diarrea; al contrario, il digiuno o l'ipoalimentazione prolungati possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea. La società europea di gastroenterologia pediatrica raccomanda oggi reidratazione rapida e rialimentazione precoce.
L'alimentazione non va mai forzata, ma soprattutto non va interrotta. È una distinzione che risolve la maggior parte dei dubbi pratici.
La reidratazione, e come si somministra
La prima e più importante terapia è la reintegrazione dei liquidi con una soluzione reidratante orale, disponibile in farmacia in bustine da sciogliere o già pronta. Le formulazioni hanno concentrazioni note di sodio, glucosio e sali minerali secondo le indicazioni internazionali.
Il modo di somministrarla conta quanto la quantità:
- A piccoli sorsi, ripartita in più somministrazioni, preferibilmente dopo ogni scarica.
- Senza superare i 100 ml ogni 20 minuti.
- Se c'è stato vomito, attendere circa 30 minuti dall'ultimo episodio prima di iniziare.
- Offrirla fredda, cominciando da cucchiaini da tè — 5 ml — e aumentando secondo la tolleranza.
Una cosa da non fare: usare per la reidratazione bevande molto ricche di zuccheri, che non sono adatte allo scopo. Le quantità le indicano il pediatra e la confezione.
Il latte non si sospende
È il punto su cui l'abitudine è più radicata e le indicazioni più chiare.
- L'allattamento al seno non dovrebbe mai essere interrotto, anche per le proprietà antimicrobiche del latte materno. Va offerto a richiesta: in questo modo il bambino si reidrata più velocemente.
- I bambini allattati con formula possono continuare la loro formula nelle quantità usuali.
- Di regola non servono formule prive di lattosio, e diluire la formula non è utile.
Quando il vomito si è fermato da almeno un paio d'ore si offre il cibo, preferendo alimenti secchi; nei bambini oltre l'anno sono consigliati alimenti ricchi di amido. Meglio limitare zuccheri semplici, grassi e fibre, che possono prolungare i sintomi.
Due farmaci che non vanno dati
Le linee guida sono esplicite, e la ragione non è solo l'inefficacia.
| Farmaco | Indicazione |
|---|---|
| Antidiarroici | Non indicati per trattare la diarrea |
| Antiemetici | Non indicati per trattare il vomito di routine |
| Antibiotici | Raramente indicati |
Sul perché: la somministrazione di antidiarroici e antiemetici nel bambino è correlata a effetti collaterali anche molto gravi. Gli antiemetici possono essere prescritti dal pediatra in situazioni selezionate — un vomito così frequente da impedire la reidratazione orale — ma non vanno mai usati autonomamente.
Sui probiotici esistono indicazioni per ceppi specifici, e la specificità è il punto: come per gli altri usi, quello che ha evidenze è un ceppo particolare a un certo dosaggio, non la categoria «fermenti lattici». È una cosa da concordare con il pediatra.
Quanto dura, e quando serve altro
La prognosi è benigna e nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente, in media tra i 2 e i 7 giorni. In alcuni casi vomito e diarrea si esauriscono in meno di 48 ore, in altri le scariche durano qualche giorno in più — purché il bambino beva e non mostri segni di disidratazione.
La diagnosi si fa sui sintomi e sulla segnalazione di altri casi in famiglia o a scuola. Gli esami delle feci per individuare il patogeno vengono richiesti dal pediatra solo in situazioni particolari: bambino visibilmente sofferente, febbre alta, sangue nelle feci, o sintomi che si protraggono oltre gli otto giorni.
Che cosa questa pagina non fa
- Non indica dosi di soluzione reidratante né di alcun farmaco: le stabilisce il pediatra.
- Non sostituisce una valutazione, in particolare nei bambini più piccoli, dove il rischio di disidratazione è maggiore.
- Non elenca tutti i segni di disidratazione: ne cita alcuni, e il criterio resta lo stato del bambino.
- Non riguarda le forme non infettive di diarrea, che hanno cause e gestioni diverse.
- Non è un motivo per rimandare: se il bambino non riesce a bere, la valutazione viene prima.
Domande frequenti
Non devo tenerlo a digiuno?
No, ed è un cambiamento importante rispetto a quello che si consigliava fino a pochi anni fa. Il digiuno prolungato o l'ipoalimentazione possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea, mentre la rialimentazione precoce porta a un rapido recupero del peso senza peggiorare il decorso. La società europea di gastroenterologia pediatrica raccomanda reidratazione rapida e rialimentazione precoce. La formulazione che risolve la maggior parte dei dubbi pratici è questa: l'alimentazione non va mai forzata, ma soprattutto non va interrotta.
Devo sospendere il latte?
L'allattamento al seno non dovrebbe mai essere interrotto, anche per le proprietà antimicrobiche del latte materno, e va offerto a richiesta: in questo modo il bambino si reidrata più velocemente. I bambini allattati con formula possono continuare la loro formula nelle quantità usuali. Di regola non servono formule prive di lattosio, e diluire la formula non è utile. Nelle forme più severe il pediatra può indicare di sospendere temporaneamente la formula dando la precedenza alla soluzione reidratante, per poi reintrodurla dopo qualche ora: è però una valutazione clinica, non un'iniziativa da prendere da soli.
Posso dargli qualcosa per fermare la diarrea?
Le linee guida indicano di non somministrare antidiarroici per trattare la diarrea né antiemetici per trattare il vomito, e la ragione non è solo l'inefficacia: la somministrazione di questi farmaci nel bambino è correlata a effetti collaterali anche molto gravi. Gli antiemetici possono essere prescritti dal pediatra in situazioni selezionate, per esempio un vomito così frequente da impedire la reidratazione orale, ma non vanno mai usati autonomamente. Gli antibiotici sono raramente indicati, perché nella maggior parte dei casi si tratta di forme virali.
Come faccio a fargli bere qualcosa se vomita?
Con una tecnica precisa, che le indicazioni descrivono nel dettaglio. Si attendono circa trenta minuti dall'ultimo episodio di vomito prima di iniziare, poi si offrono piccole quantità di soluzione reidratante fredda, cominciando da cucchiaini da tè da cinque millilitri e aumentando secondo la tolleranza del bambino. La regola generale è a piccoli sorsi, ripartita in più somministrazioni e preferibilmente dopo ogni scarica, senza superare i cento millilitri ogni venti minuti. Il cibo si offre quando il vomito è cessato da almeno un paio d'ore, preferendo alimenti secchi.
Servono le analisi delle feci?
Nella maggior parte dei casi no: la diagnosi si fa sui sintomi e sulla segnalazione di altri casi in famiglia o a scuola, e la prognosi è benigna con risoluzione spontanea in media tra i due e i sette giorni. Gli esami per individuare il patogeno vengono richiesti dal pediatra solo in situazioni particolari — bambino visibilmente sofferente, febbre alta, sangue nelle feci, o sintomi che si protraggono oltre gli otto giorni. Quello che conta nel frattempo è che il bambino beva e non mostri segni di disidratazione: è il criterio su cui si regola tutto il resto.
Da leggere insieme a questo
Sui probiotici vale qui la stessa regola che altrove: conta il ceppo specifico, non la categoria.
Fonte e metodo
- Approccio precedente
- Digiuni prolungati o diete ipocaloriche in bianco, con eliminazione di latte e cibi solidi e uso abbondante di tè
- Raccomandazione attuale
- La società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica raccomanda reidratazione rapida e rialimentazione precoce
- Motivazione
- La rialimentazione precoce porta a un rapido recupero del peso senza peggiorare il decorso della diarrea; il digiuno o l'ipoalimentazione prolungati possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea
- Principio operativo
- L'alimentazione non va mai forzata ma soprattutto non va interrotta
- Reidratazione
- Soluzione reidratante orale con concentrazioni note di sodio, glucosio e sali minerali secondo le indicazioni internazionali
- Modalità
- A piccoli sorsi, in più somministrazioni, preferibilmente dopo ogni scarica, senza superare i 100 ml ogni 20 minuti; dopo un vomito attendere circa 30 minuti; offrirla fredda partendo da cucchiaini da 5 ml
- Da evitare nella reidratazione
- Bevande molto ricche di zuccheri
- Allattamento
- Il seno non va mai interrotto e va offerto a richiesta, anche per le proprietà antimicrobiche del latte materno; la formula prosegue nelle quantità usuali; di regola non servono formule prive di lattosio né diluite
- Ripresa del cibo
- Quando il vomito è cessato da almeno un paio d'ore, preferendo alimenti secchi; oltre l'anno alimenti ricchi di amido; limitare zuccheri semplici, grassi e fibre
- Farmaci non indicati
- Antidiarroici per la diarrea e antiemetici per il vomito; la somministrazione è correlata a effetti collaterali anche molto gravi; antibiotici raramente indicati
- Antiemetici
- Prescrivibili dal pediatra in situazioni selezionate, come un vomito così frequente da impedire la reidratazione orale; mai in autonomia
- Probiotici
- Esistono indicazioni per ceppi specifici a dosaggi definiti; la specificità del ceppo è il criterio
- Decorso
- Prognosi benigna con risoluzione spontanea, in media tra 2 e 7 giorni
- Quando approfondire
- Bambino visibilmente sofferente, febbre alta, sangue nelle feci, sintomi oltre gli otto giorni
- Limiti
- Non indica dosi; non sostituisce la valutazione pediatrica; non riguarda le forme non infettive
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
Questo strumento non formula diagnosi e non sostituisce il parere del medico. Vedi l'avviso medico.