Numeri nei Media — l'esagerazione nasce prima del giornalista
Si dà per scontato che le distorsioni nelle notizie di salute nascano in redazione. Uno studio su 462 comunicati stampa di venti università e 668 notizie ha trovato che nascono quasi sempre prima: e che quando il comunicato esagera, la notizia lo segue nell'81-86% dei casi.
Questa non è una pagina contro il giornalismo scientifico. Lo studio che la sostiene arriva a una conclusione opposta a quella che ci si aspetterebbe, e indica dove intervenire: migliorare l'accuratezza dei comunicati stampa accademici rappresenta un'occasione importante per ridurre le notizie fuorvianti.
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I tre tipi di esagerazione misurati dallo studio sono le prime tre domande. Sono verificabili senza competenze tecniche.
Risultato
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Che cosa è stato misurato
Uno studio ha analizzato 462 comunicati stampa su temi biomedici e di salute, emessi da venti università di primo piano, insieme agli articoli scientifici corrispondenti e a 668 notizie nazionali che ne erano derivate.
I tre tipi di esagerazione cercati, confrontando ciascun passaggio con l'articolo originale:
- Dare al lettore un consiglio diretto di cambiare comportamento.
- Trarre affermazioni causali da dati correlazionali.
- Estendere all'uomo conclusioni ottenute su animali.
| Tipo di esagerazione | Nei comunicati stampa |
|---|---|
| Consiglio esagerato | 40% (IC 33-46%) |
| Affermazione causale esagerata | 33% (26-40%) |
| Estensione all'uomo da studi su animali | 36% (28-46%) |
La trasmissione
Il dato che rende lo studio importante non è la frequenza dell'esagerazione ma la sua propagazione.
| Tipo | Notizie esagerate se il comunicato esagerava | Se non esagerava |
|---|---|---|
| Consiglio | 58% | 17% |
| Affermazione causale | 81% | 18% |
| Estensione all'uomo | 86% | 10% |
Tradotti in rapporti di probabilità: 6,5, 20 e 56. L'ultimo, con un intervallo tra 15 e 211, è tra i più grandi che si incontrino in questo tipo di ricerca.
Letto al contrario, il dato è incoraggiante: quando il comunicato non esagerava, la quota di notizie esagerate scendeva al 17%, 18% e 10%. La redazione, nella grande maggioranza dei casi, riportava correttamente quello che le veniva dato.
Il dato che smonta la giustificazione
La spiegazione usuale dell'esagerazione è che serva a farsi notare. Lo studio ha verificato anche questo.
Non c'erano prove che l'esagerazione nei comunicati aumentasse la ripresa da parte delle testate. La quota di comunicati con almeno una notizia associata non era statisticamente distinguibile tra comunicati esagerati e non, e il numero medio di notizie per comunicato non differiva in modo significativo.
Uno studio successivo che ha replicato l'analisi è arrivato alla stessa conclusione: nessuna prova di una maggiore ripresa giornalistica per i comunicati esagerati.
Se l'esagerazione non porta nemmeno più attenzione, la sua persistenza va spiegata altrimenti — e diventa un problema più facile da correggere, perché nessuno ci guadagna.
Sta cambiando qualcosa
La replica successiva ha trovato tassi in parte diversi: affermazioni causali esagerate nel 27% dei comunicati e estensione all'uomo nel 21%, contro il 33% e il 36% dello studio originale.
Gli autori avanzano un'ipotesi specifica per il secondo dato: il tasso più basso di estensione indebita dagli studi su animali potrebbe riflettere un accordo sulla trasparenza nella ricerca sugli animali adottato nel frattempo nel Regno Unito.
Se l'ipotesi è corretta, è un'indicazione utile: un intervento mirato su un singolo tipo di distorsione, in un singolo punto della catena, ha prodotto un effetto misurabile.
I tre controlli, per chi legge
I tre tipi di esagerazione misurati sono anche i tre controlli più utili, e nessuno richiede competenze tecniche.
- Il verbo. «Associato a» e «causa» non sono sinonimi. Se lo studio è osservazionale e la notizia usa il secondo, la distorsione è lì.
- Il soggetto. Se lo studio è su topi o su cellule, ogni affermazione su che cosa «fa» a una persona è un'estensione. È il tipo di esagerazione con il rapporto di probabilità più alto in assoluto.
- Il consiglio. Se la notizia dice al lettore che cosa fare, vale la pena verificare se lo dica anche lo studio. Nel 40% dei comunicati quel consiglio non c'era nell'articolo originale, o era meno diretto.
A questi se ne aggiunge un quarto che questo sito ripete altrove: se compare una percentuale di variazione senza il numero di partenza, manca l'informazione per capire quanto sia grande l'effetto.
Che cosa questo strumento non fa
- Non verifica se una notizia sia vera: controlla la presenza di tre forme di distorsione documentate.
- Non sostituisce la lettura dello studio, che resta il modo per sapere che cosa dice davvero.
- Non è un argomento contro il giornalismo scientifico: i dati indicano che il problema nasce prima e in gran parte altrove.
- Non copre tutte le distorsioni possibili, ma le tre che sono state quantificate.
- Non giudica la qualità dello studio di partenza, che è un'altra questione.
Domande frequenti
L'esagerazione nelle notizie di salute nasce in redazione?
Nella maggior parte dei casi no, ed è il risultato principale dello studio. Su 462 comunicati stampa emessi da venti università, il 40% conteneva consigli esagerati rispetto all'articolo scientifico, il 33% affermazioni causali esagerate e il 36% estensioni indebite all'uomo di risultati ottenuti su animali. E la propagazione è netta: quando il comunicato esagerava, le notizie contenevano la stessa esagerazione nel 58%, 81% e 86% dei casi rispettivamente; quando non esagerava, nel 17%, 18% e 10%. La conclusione degli autori è che migliorare l'accuratezza dei comunicati accademici rappresenti un'occasione importante per ridurre le notizie fuorvianti.
Ma l'esagerazione non serve ad attirare lettori?
I dati dicono di no, ed è il risultato meno atteso dello studio. Non c'erano prove che l'esagerazione nei comunicati aumentasse la ripresa da parte delle testate: la quota di comunicati con almeno una notizia associata non era statisticamente distinguibile tra comunicati esagerati e non, e il numero medio di notizie per comunicato non differiva in modo significativo. Uno studio successivo che ha replicato l'analisi è arrivato alla stessa conclusione. Se l'esagerazione non porta nemmeno più attenzione, la sua persistenza va spiegata altrimenti — e diventa un problema più facile da correggere, perché nessuno ci guadagna.
Quali sono i controlli più utili su una notizia?
I tre tipi di esagerazione che lo studio ha misurato, e nessuno richiede competenze tecniche. Il verbo: «associato a» e «causa» non sono sinonimi, e se lo studio è osservazionale mentre la notizia usa il secondo, la distorsione è lì. Il soggetto: se lo studio è su animali o cellule, ogni affermazione su che cosa faccia a una persona è un'estensione, ed è il tipo con il rapporto di probabilità più alto in assoluto, pari a 56. Il consiglio: se la notizia dice al lettore che cosa fare, vale la pena verificare se lo dica anche lo studio. Se ne può aggiungere un quarto: una percentuale di variazione senza il numero di partenza non permette di capire quanto sia grande l'effetto.
La situazione è migliorata?
In parte, secondo lo studio che ha replicato l'analisi qualche anno dopo: le affermazioni causali esagerate erano nel 27% dei comunicati e l'estensione indebita all'uomo nel 21%, contro il 33% e il 36% dello studio originale. Per il secondo dato gli autori avanzano un'ipotesi specifica: il tasso più basso potrebbe riflettere un accordo sulla trasparenza nella ricerca sugli animali adottato nel frattempo nel Regno Unito. Se l'ipotesi fosse corretta, sarebbe un'indicazione utile — un intervento mirato su un singolo tipo di distorsione, in un singolo punto della catena, ha prodotto un effetto misurabile.
Un rapporto di probabilità di 56 quanto è grande?
Molto: è tra i valori più alti che si incontrino in questo tipo di ricerca. In quel caso specifico — l'estensione all'uomo di risultati ottenuti su animali — le notizie derivate da comunicati che contenevano quell'esagerazione la ripetevano nell'86% dei casi, contro il 10% delle notizie derivate da comunicati che non la contenevano. L'intervallo di confidenza va da 15 a 211, molto ampio, che è quello che ci si aspetta quando si confrontano quote così distanti su numeri non enormi. Vale comunque il criterio generale: un rapporto di probabilità dice quanto un fattore sposta le probabilità, non quante persone riguardi.
Da leggere insieme a questo
Sono i due strumenti che servono per i controlli descritti qui: il numero di partenza e il verbo usato.
Fonte e metodo
- Studio principale
- Analisi di 462 comunicati stampa su temi biomedici e di salute emessi da 20 università di primo piano, con gli articoli scientifici corrispondenti e 668 notizie nazionali
- Tipi di esagerazione esaminati
- Consiglio diretto di cambiare comportamento; affermazioni causali tratte da dati correlazionali; estensione all'uomo di risultati ottenuti su animali
- Frequenza nei comunicati
- Consiglio esagerato 40% (IC 33-46%); affermazioni causali esagerate 33% (26-40%); estensione all'uomo 36% (28-46%)
- Propagazione alle notizie
- Quando il comunicato esagerava: 58%, 81% e 86% delle notizie contenevano la stessa esagerazione; quando non esagerava: 17%, 18% e 10%
- Rapporti di probabilità
- 6,5 (IC 3,5-12) per il consiglio; 20 (7,6-51) per le affermazioni causali; 56 (15-211) per l'estensione all'uomo
- Ripresa giornalistica
- Nessuna prova che l'esagerazione aumentasse la ripresa; la quota di comunicati con almeno una notizia non era statisticamente distinguibile e il numero medio di notizie per comunicato non differiva significativamente
- Conclusione degli autori
- L'esagerazione nelle notizie è fortemente associata a quella nei comunicati stampa; migliorare l'accuratezza dei comunicati accademici rappresenta un'occasione importante per ridurre le notizie fuorvianti sulla salute
- Studio di replica
- Affermazioni causali esagerate nel 27% dei comunicati e estensione all'uomo nel 21%; nessuna prova di maggiore ripresa per i comunicati esagerati
- Ipotesi sulla riduzione
- Il tasso più basso di estensione indebita da studi su animali potrebbe riflettere un accordo sulla trasparenza nella ricerca sugli animali adottato nel Regno Unito
- Studio su comunicati di riviste
- Per gli studi correlazionali, il 38% delle notizie usava un linguaggio causale più forte dell'articolo; probabilità 10,9 volte maggiori quando il comunicato conteneva affermazioni causali esagerate
- Limiti
- Non verifica la veridicità di una notizia; non giudica la qualità dello studio di partenza; copre le tre forme di distorsione quantificate
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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