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Salute sul lavoro

Permessi e congedo — più persone possono alternarsi, i giorni restano tre

Fino al 2022 i permessi per assistere la stessa persona potevano essere autorizzati a un solo lavoratore. Oggi quel principio non c'è più: più aventi diritto possono alternarsi. Ma con una precisazione che si perde spesso — il limite complessivo resta di tre giorni al mese riferito alla persona assistita, non a chi assiste.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Congedo: 24 mesi in tutta la vita Nessun dato inviato

Questa materia è in continuo divenire, modificata spesso da sentenze poi recepite dall'istituto previdenziale, e i distinguo interni sono numerosi. Questa pagina dà il quadro generale: per il proprio caso il riferimento sono i patronati, che assistono gratuitamente.

La tua situazione

La terza domanda separa i due istituti: uno la richiede, l'altro no.

Che cosa è cambiato nel 2022

Fino al 13 agosto 2022 valeva il principio del referente unico dell'assistenza: non poteva essere autorizzata a più di un lavoratore dipendente la fruizione dei permessi per assistere la stessa persona in situazione di disabilità grave. L'unica eccezione riguardava i genitori.

Quel principio è stato eliminato: i tre giorni mensili possono essere riconosciuti a più persone, tra quelle che possono alternarsi nell'assistenza alla stessa persona con disabilità grave.

Ma la precisazione che accompagna sempre questa novità è altrettanto importante: i giorni mensili rimangono complessivamente tre. Il limite è riferito alla persona assistita, non a ciascun assistente — l'alternanza distribuisce il carico, non moltiplica il monte.

Nella stessa riforma è stato introdotto il convivente di fatto, che al pari del coniuge convivente e della parte dell'unione civile convivente può richiedere il congedo.

Due istituti, non due versioni della stessa cosa

È la confusione che le fonti definiscono la più costosa, perché i requisiti sono diversi.

Permessi mensiliCongedo straordinario
Che cosa sonoGiorni o ore mensili di assenza retribuitaPeriodo di assenza fino a 24 mesi nell'arco della vita lavorativa
ConvivenzaNon richiestaRichiesta
Come si fruisce3 giorni al mese, anche frazionabili in oreIn modalità continuativa o frazionata a giorni
RetribuzioneRetribuiti, con contribuzione figurativaIndennità sulle voci fisse e continuative dell'ultima retribuzione, entro un massimale annuo

La differenza sulla convivenza è quella che decide più spesso: senza convivenza i permessi restano accessibili, il congedo no.

Chi può chiedere i permessi

Servono due condizioni: il riconoscimento della disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, e che l'assistito non sia ricoverato a tempo pieno in una struttura sanitaria.

Resta possibile per lo stesso lavoratore assistere più familiari, nei limiti e con i requisiti di parentela previsti.

Per i lavoratori con disabilità grave esiste un'alternativa ai tre giorni: riposi orari giornalieri di una o due ore, a seconda dell'orario di lavoro.

Una novità del 2026, ma per pochi

Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore dieci ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure.

Sono riconosciute ai lavoratori dipendenti con invalidità almeno pari al 74% dovuta a patologie oncologiche, croniche o invalidanti, e ai genitori di figli minori nelle stesse condizioni.

Queste ore non sostituiscono i tre giorni mensili e non ne cambiano i requisiti: si aggiungono alle tutele esistenti. E non spettano alla generalità dei titolari di legge 104, ma solo a chi rientra in quella platea specifica.

Il congedo e la catena dei titolari

Per il congedo straordinario esiste un ordine di priorità tra gli aventi diritto, e i passaggi successivi si aprono solo a condizioni precise.

L'esempio riportato dalle fonti è chiaro: una nipote potrà richiedere il congedo per la nonna solo se la figlia della nonna è effettivamente impossibilitata per una delle cause tassativamente previste — e a condizione che la nipote stessa instauri la convivenza.

Non è quindi una scelta libera tra i familiari disponibili: è una sequenza, e ogni scalino richiede che il precedente sia dimostrabilmente indisponibile.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Se siamo in più a occuparcene, i giorni raddoppiano?

No, ed è la precisazione che si perde più spesso. Dal 13 agosto 2022 il principio del referente unico dell'assistenza è stato eliminato, per cui i tre giorni mensili possono essere riconosciuti a più persone tra quelle che possono alternarsi nell'assistenza alla stessa persona con disabilità grave. Ma i giorni mensili rimangono complessivamente tre: il limite è riferito alla persona assistita e non a ciascun assistente. L'alternanza serve quindi a distribuire il carico, non a moltiplicare il monte disponibile.

Permessi e congedo straordinario sono la stessa cosa?

Sono istituti distinti, ed è la confusione che le fonti definiscono la più costosa. I permessi sono giorni o ore mensili di assenza retribuita: tre giorni al mese, anche frazionabili in ore, retribuiti e coperti da contribuzione figurativa. Il congedo straordinario è invece un periodo di assenza fino a ventiquattro mesi nell'arco dell'intera vita lavorativa, fruibile in modo continuativo o frazionato a giorni, con un'indennità calcolata sulle voci fisse e continuative dell'ultima retribuzione entro un massimale annuo. La differenza che decide più spesso è la convivenza: per i permessi non è richiesta, per il congedo sì.

Chi può chiedere i permessi mensili?

Il lavoratore con disabilità grave per se stesso, il coniuge o la parte dell'unione civile, il convivente di fatto, e i parenti o affini entro il terzo grado della persona con disabilità grave. Servono due condizioni: il riconoscimento della disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, e che l'assistito non sia ricoverato a tempo pieno in una struttura sanitaria. Resta inoltre possibile per lo stesso lavoratore assistere più familiari, nei limiti e con i requisiti di parentela previsti dalla normativa.

Che cosa sono le dieci ore introdotte nel 2026?

Sono dieci ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure, in vigore dal primo gennaio 2026. Non spettano però alla generalità dei titolari di legge 104: sono riservate ai lavoratori dipendenti con invalidità almeno pari al settantaquattro per cento dovuta a patologie oncologiche, croniche o invalidanti, e ai genitori di figli minorenni nelle stesse condizioni. Non sostituiscono i tre giorni mensili e non ne cambiano i requisiti: si sommano alle tutele già esistenti.

Il congedo si può scegliere liberamente tra i familiari?

No, esiste un ordine di priorità tra gli aventi diritto e i passaggi successivi si aprono solo a condizioni precise. L'esempio riportato dalle fonti lo chiarisce: una nipote potrà richiedere il congedo per la nonna solo se la figlia della nonna è effettivamente impossibilitata per una delle cause tassativamente previste, e a condizione che la nipote stessa instauri la convivenza. Non è quindi una scelta libera tra i familiari disponibili ma una sequenza, in cui ogni scalino richiede che il precedente sia dimostrabilmente indisponibile.

Da leggere insieme a questo

La soglia delle 54 ore settimanali per la qualifica di caregiver è una cosa diversa dai permessi: sono due percorsi distinti.

Fonte e metodo

Riferimenti
Legge 5 febbraio 1992 n. 104 e D.Lgs. 26 marzo 2001 n. 151, con le integrazioni del D.Lgs. 30 giugno 2022 n. 105, in attuazione della direttiva UE 2019/1158
Abolizione del referente unico
Dal 13 agosto 2022 è venuto meno il principio del referente unico dell'assistenza: i tre giorni mensili possono essere riconosciuti a più persone che si alternano nell'assistenza alla stessa persona con disabilità grave
Limite complessivo
I giorni mensili rimangono complessivamente tre, riferiti alla persona assistita
Convivente di fatto
Introdotto dalla stessa riforma: al pari del coniuge convivente e della parte dell'unione civile convivente può richiedere il congedo
Aventi diritto ai permessi
Il lavoratore con disabilità grave per se stesso; il coniuge o la parte dell'unione civile; il convivente di fatto; i parenti o affini entro il terzo grado
Requisiti
Riconoscimento della disabilità grave ai sensi dell'art. 3 comma 3 della legge 104/1992; l'assistito non deve essere ricoverato a tempo pieno in una struttura sanitaria
Caratteristiche dei permessi
Tre giorni mensili, anche frazionabili in ore; retribuiti e coperti da contribuzione figurativa; non incidono sul calcolo delle ferie né sulla tredicesima mensilità
Alternativa per i lavoratori con disabilità
Riposi orari giornalieri di una o due ore a seconda dell'orario di lavoro, in alternativa ai tre giorni mensili
Congedo straordinario
Fino a due anni, cioè 24 mesi, nell'arco dell'intera vita lavorativa, fruibile in modalità continuativa o frazionata a giorni; richiede la convivenza; indennità calcolata sulle voci fisse e continuative dell'ultima retribuzione entro un massimale annuo rivalutato
Ordine dei titolari del congedo
Esiste una sequenza di priorità: i titolari successivi possono accedere solo se i precedenti sono effettivamente impossibilitati per cause tassativamente previste, e a condizione di instaurare la convivenza
Novità dal 1° gennaio 2026
Dieci ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure, riservate ai lavoratori dipendenti con invalidità almeno pari al 74% dovuta a patologie oncologiche, croniche o invalidanti e ai genitori di figli minori nelle stesse condizioni; si aggiungono ai tre giorni mensili senza sostituirli né modificarne i requisiti
Limiti
La materia è in continuo divenire ed è spesso modificata da sentenze poi recepite dall'istituto previdenziale; i distinguo interni alla norma sono numerosi; alcune categorie hanno specificità legate alla contrattazione collettiva
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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