prodotti-italiaCalcolatori
Gravidanza e fertilità

Ecografie — la morfologica vede meno di quanto si creda

L'ecografia morfologica è vissuta come il momento in cui si verifica che «vada tutto bene». Le linee guida italiane dicono un'altra cosa, e la dicono per iscritto: l'esame identifica dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori, e alcune anomalie anche importanti possono non essere rilevate.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Dato italiano 32% Nessun dato inviato

Un'ecografia normale è un'informazione buona, e questa pagina non serve a toglierle valore. Serve a dire che cosa quell'esame può e non può promettere, perché sapere che i limiti esistono fa parte di un consenso informato — e perché la delusione più difficile è quella verso una promessa che nessuno aveva davvero fatto.

Quale ecografia

Ogni ecografia ha obiettivi diversi: quella che cerca le malformazioni è una sola, ed è la seconda.

sett.

Le tre ecografie, e a che cosa servono

Non sono tre versioni dello stesso esame: hanno obiettivi diversi, e solo una cerca le malformazioni.

QuandoObiettivo
Primo trimestreDatazione della gravidanza, vitalità, e nelle gemellari il numero di placente
11+0 – 13+6Translucenza nucale, insieme al dosaggio di due proteine materne: è il test combinato
19-22 settimaneMorfologica: studio dell'anatomia fetale e ricerca di malformazioni
30-34 settimaneAccrescimento, liquido amniotico, posizione della placenta, presentazione

Quando durante un esame di routine si sospetta o si accerta un'anomalia, viene richiesta un'ecografia di secondo livello, che è un esame diagnostico e non di screening.

Il numero che le linee guida scrivono

La società italiana di ecografia ostetrica e ginecologica lo mette per iscritto, ed è il tipo di frase che raramente arriva a chi fa l'esame.

L'esame ecografico consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori, e pertanto, per i limiti intrinseci della metodica, è possibile che alcune anomalie fetali anche importanti non vengano rilevate. In condizioni ottimali la stima è di circa una malformazione su due.

Ma c'è un dato che scende ancora, ed è quello reale italiano. Il registro europeo delle anomalie congenite, riferito ai dati italiani, indica una identificazione prenatale complessiva del 32% tra secondo e terzo trimestre.

Un'analisi arriva a formularlo così: alla morfologica, tra la diciannovesima e la ventunesima settimana, si identifica anche in pazienti a basso rischio il 40% o meno delle malformazioni poi evidenti alla nascita.

Per contesto: le malformazioni maggiori sono presenti nel 3% dei nati e sono responsabili del 25% della natimortalità e del 45% della mortalità perinatale.

Non tutti gli organi allo stesso modo

La percentuale complessiva nasconde differenze grandi. L'accuratezza varia molto secondo l'apparato considerato, e l'ordine è abbastanza costante.

ApparatoIdentificazione
Sistema nervoso centraleIl più riconosciuto — l'anencefalia arriva al 100%
Apparato urinario50-70% per le malformazioni renali
Respiratorio, gastrointestinale, scheletricoA seguire
CuoreL'ultimo dell'ordine

Una precisazione che pesa più di tutte le percentuali: la probabilità di riconoscere una malformazione non è sempre correlata alla sua gravità. Molte malformazioni con esiti clinici sfavorevoli possono presentare reperti ecografici sfumati o del tutto assenti, oppure — per le loro caratteristiche evolutive — essere diagnosticabili solo nel terzo trimestre.

Che cosa cambia il risultato

L'attendibilità non è una proprietà fissa dell'esame ma dipende da diversi fattori, che vale la pena conoscere perché alcuni sono modificabili e altri no.

I referti riportano spesso che alcuni elementi non sono sempre valutabili, e quella nota va letta: significa che una parte dell'anatomia non è stata vista, non che sia stata vista ed era normale.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

La morfologica è andata bene: posso stare tranquilla?

È un'informazione buona ma non una garanzia, e le linee guida italiane lo scrivono esplicitamente: l'esame identifica dal trenta al settanta per cento delle malformazioni maggiori, e per i limiti intrinseci della metodica è possibile che alcune anomalie anche importanti non vengano rilevate. I dati italiani reali sono più bassi delle stime di studio: il registro europeo delle anomalie congenite indica un'identificazione prenatale complessiva del trentadue per cento tra secondo e terzo trimestre. Non è un motivo di allarme ma di calibrazione: un esame normale riduce molto la probabilità di alcune cose, non la azzera e non copre tutto.

Perché i numeri che si leggono sono così diversi tra loro?

Perché misurano cose diverse. Il trenta-settanta per cento delle linee guida è un intervallo che riflette condizioni di studio, tipi di malformazione e contesti differenti; la stima in condizioni ottimali è di circa una malformazione su due; il dato italiano reale del registro europeo è del trentadue per cento. E all'interno di ciascuna cifra le differenze tra apparati sono grandi: si va dal cento per cento per l'anencefalia al cinquanta-settanta per cento per le malformazioni renali, con il cuore all'ultimo posto dell'ordine di riconoscibilità.

Le malformazioni più gravi si vedono meglio?

No, ed è la precisazione che pesa più di tutte le percentuali: la probabilità di riconoscere una malformazione non è sempre correlata alla sua gravità. Molte malformazioni con esiti clinici sfavorevoli possono presentare reperti ecografici sfumati o del tutto assenti. Alcune, per le loro caratteristiche evolutive, sono diagnosticabili solo nel terzo trimestre, perché al momento della morfologica non si sono ancora manifestate. È il motivo per cui l'ecografia del terzo trimestre, che serve principalmente a valutare l'accrescimento, occasionalmente individua qualcosa che prima non c'era da vedere.

Sul referto c'è scritto che alcune strutture non erano valutabili.

È una nota che va letta e non superata: significa che una parte dell'anatomia non è stata vista, non che sia stata vista ed era normale. Le cause più frequenti sono la posizione fetale, l'obesità materna, la presenza di miomi e la retroversione uterina, e sono esplicitamente elencate tra i fattori che possono rendere alcuni elementi non sempre valutabili. La cosa utile è chiedere a chi ti segue se quella parte va rivalutata e quando: in alcuni casi si ripete l'esame a distanza di qualche giorno, quando il feto ha cambiato posizione.

Fare più ecografie serve?

Non in proporzione. Il numero previsto dal percorso risponde a criteri clinici e ciascuna ecografia ha obiettivi diversi: la datazione nel primo trimestre, la morfologia nel secondo, l'accrescimento nel terzo. Ripetere lo stesso esame non aumenta la quota di malformazioni identificate quanto si potrebbe pensare, perché i limiti principali riguardano la visualizzabilità di certe strutture e il momento in cui certe anomalie diventano visibili. Quando c'è un sospetto concreto, la strada prevista non è ripetere l'ecografia di screening ma passare a un'ecografia di secondo livello, che è un esame diagnostico.

Da leggere insieme a questo

Il test prenatale non invasivo risponde a una domanda diversa — le anomalie cromosomiche — e ha i suoi margini.

Fonte e metodo

Ecografia del primo trimestre
Datazione, vitalità, corionicità nelle gemellari
Test combinato
Translucenza nucale tra 11+0 e 13+6 settimane, con dosaggio di due proteine nel sangue materno
Ecografia morfologica
19-22 settimane; studio dell'anatomia fetale e ricerca di malformazioni
Ecografia dell'accrescimento
30-34 settimane; crescita fetale, liquido amniotico, localizzazione placentare, presentazione
Detection rate dalle linee guida
Dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori; per i limiti intrinseci della metodica alcune anomalie anche importanti possono non essere rilevate
Stima in condizioni ottimali
Circa il 50%, cioè una malformazione su due
Dato italiano reale
Registro europeo delle anomalie congenite: identificazione prenatale complessiva del 32% tra secondo e terzo trimestre
Altra stima
Alla morfologica di 19-21 settimane si identifica, anche in pazienti a basso rischio, il 40% o meno delle malformazioni evidenti alla nascita
Differenze per apparato
Sistema nervoso centrale il più riconosciuto, con anencefalia al 100%; malformazioni renali 50-70%; a seguire respiratorio, gastrointestinale e scheletrico; cuore all'ultimo posto
Gravità e riconoscibilità
La probabilità di riconoscere una malformazione non è sempre correlata alla sua gravità; alcune presentano reperti sfumati o assenti, altre sono diagnosticabili solo nel terzo trimestre
Fattori che incidono
Settimana dell'esame, qualità dello strumento, abilità dell'operatore, apparato considerato, obesità materna, miomi, retroversione uterina, posizione fetale
Contesto
Le malformazioni maggiori sono presenti nel 3% dei nati e responsabili del 25% della natimortalità e del 45% della mortalità perinatale
Limiti
Non interpreta referti; non riguarda le anomalie cromosomiche; non stima il rischio individuale
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

Questo strumento non formula diagnosi e non sostituisce il parere del medico. Vedi l'avviso medico.