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Gravidanza e fertilità

Curva Glicemica — basta un valore sopra soglia, non tutti e tre

Sulla curva glicemica in gravidanza circola un equivoco che cambia la lettura del referto: si pensa che la diagnosi richieda tutti i valori alterati. È il contrario — basta che uno solo dei tre raggiunga la soglia. E i tempi in cui farla dipendono dal profilo di rischio, perché in Italia lo screening è mirato.

Aggiornato il 28 agosto 2026 92 · 180 · 153 mg/dL Nessun dato inviato

La diagnosi e la gestione spettano a chi ti segue, con un team dedicato. Il diabete gestazionale si controlla bene e nella maggior parte dei casi con l'alimentazione e il monitoraggio: questa pagina serve a capire che cosa dicono i numeri e quando va fatto l'esame, non a sostituire il percorso clinico né a impostare alcuna terapia.

Leggi la curva, o verifica i tempi

Se hai già il referto inserisci i tre valori. Se stai ancora programmando l'esame, indica i fattori di rischio: cambiano la settimana in cui farlo.

mg/dL
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sett.

Le tre soglie, e la regola che le lega

L'esame è una curva da carico orale con 75 grammi di glucosio, con prelievi ai tempi 0, 60 e 120 minuti.

TempoSogliaIn mmol/L
A digiuno92 mg/dL5,1
60 minuti180 mg/dL10,0
120 minuti153 mg/dL8,5

La regola che cambia la lettura del referto: si pone diagnosi quando uno o più valori risultano uguali o superiori alla soglia. Non servono tutti e tre. È l'equivoco più frequente su questo esame, e porta a leggere come rassicurante un referto che invece va portato subito all'attenzione di chi ti segue.

Le soglie sono più restrittive di quelle usate per diagnosticare il diabete fuori dalla gravidanza, perché derivano da uno studio che ha misurato la relazione tra la glicemia materna e gli esiti della gravidanza — non tra glicemia e diabete.

In Italia lo screening è mirato

A differenza di altri paesi, l'Italia non offre la curva a tutte le donne in gravidanza: la esegue in base al profilo di rischio, e questo cambia anche la settimana in cui farla.

ProfiloQuando
Rischio alto
tra cui un diabete gestazionale in una gravidanza precedente
16-18 settimane; se negativa, si ripete a 24-28
Rischio intermedio24-28 settimane

Alla prima visita, invece, a tutte le donne viene valutata la glicemia a digiuno o random, per cercare un diabete manifesto — che è una condizione diversa dal diabete gestazionale. Il riscontro ripetuto in due occasioni di un valore pari o superiore a 126 mg/dL permette di porre quella diagnosi.

Un metodo che non va più usato: la vecchia procedura in due fasi, con minicarico da 50 g seguito da una curva da 100 g nei casi positivi, è considerata superata e non più raccomandata. Se te la propongono, vale la pena chiedere.

Il dubbio che viene dall'interno

Un'indagine condotta su 122 centri di diabetologia italiani mostra che l'applicazione non è uniforme, e che una parte degli specialisti non è convinta dell'impostazione.

Gli autori formulano il dubbio in modo esplicito: il sospetto è che l'insieme dei fattori di rischio considerati non sia performante nell'identificare le categorie realmente più a rischio, e che i criteri di screening vadano ridefiniti.

È una critica che viene da chi applica il protocollo, non da fuori, e riguarda proprio la scelta italiana di non fare uno screening universale.

Il passaggio che si dimentica

Il diabete gestazionale si risolve quasi sempre dopo il parto, e proprio per questo il controllo successivo viene spesso saltato.

Le raccomandazioni sono chiare: chi ne è stata affetta deve rivalutare la tolleranza glucidica con una nuova curva da carico — 75 g, due ore — a 8-12 settimane dal parto.

Serve a distinguere una condizione risolta da una che non lo è, e a individuare chi ha bisogno di un monitoraggio nel tempo.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Ho un solo valore alterato: è diabete gestazionale?

Sì, secondo i criteri in uso: la diagnosi si pone quando uno o più valori risultano uguali o superiori alla soglia, e non servono tutti e tre. È l'equivoco più frequente su questo esame, e porta a leggere come rassicurante un referto che invece va portato subito all'attenzione di chi ti segue. Le soglie sono 92 mg/dL a digiuno, 180 a sessanta minuti e 153 a centoventi. Detto questo, la valutazione complessiva spetta al medico, che considera anche il resto del quadro.

Perché a me la curva l'hanno fatta a 16 settimane e a un'altra a 26?

Perché in Italia lo screening è mirato e i tempi dipendono dal profilo di rischio. Chi ha un rischio alto — per esempio un diabete gestazionale in una gravidanza precedente — esegue la curva a 16-18 settimane, e se risulta negativa la ripete tra la ventiquattresima e la ventottesima. Chi ha un rischio intermedio la esegue direttamente a 24-28 settimane. È una scelta diversa da quella di altri paesi che offrono lo screening a tutte, e una parte degli specialisti italiani preferirebbe l'approccio universale.

Mi hanno proposto la minicurva da 50 grammi: va bene?

È una procedura considerata superata e non più raccomandata. Il vecchio sistema prevedeva due fasi — un minicarico da 50 grammi e, nei casi positivi, una curva da 100 grammi — mentre le raccomandazioni attuali indicano una procedura in fase unica con 75 grammi di glucosio e prelievi a 0, 60 e 120 minuti. È lo schema adottato dallo studio da cui derivano le soglie in uso. Se ti viene proposta la vecchia procedura, è ragionevole chiedere perché.

Perché le soglie sono più basse di quelle del diabete normale?

Perché rispondono a una domanda diversa. I valori usati fuori dalla gravidanza servono a diagnosticare il diabete; quelli usati in gravidanza derivano da uno studio che ha misurato la relazione tra la glicemia materna e gli esiti della gravidanza, quindi individuano il livello oltre il quale quegli esiti cominciano a cambiare. Sono per questo più restrittivi. È anche il motivo per cui una donna può avere una curva positiva in gravidanza e valori del tutto normali una volta partorito.

È finito tutto dopo il parto?

Non del tutto, e questo è il passaggio più spesso dimenticato dell'intero percorso. Le raccomandazioni indicano che chi ha avuto un diabete gestazionale deve rivalutare la tolleranza glucidica con una nuova curva da carico — 75 grammi, due ore — a otto-dodici settimane dal parto. Serve a distinguere una condizione che si è effettivamente risolta da una che non lo è, e a individuare chi ha bisogno di un monitoraggio nel tempo. È un esame che va richiesto e programmato, perché spesso non viene ricordato automaticamente.

Da leggere insieme a questo

L'emoglobina glicata risponde a una domanda diversa e, come segnala quella pagina, in gravidanza la conversione in glicemia media non è applicabile.

Fonte e metodo

Esame
Curva da carico orale con 75 g di glucosio, prelievi venosi ai tempi 0, 60 e 120 minuti
Soglie
A digiuno ≥ 92 mg/dL (5,1 mmol/L) · 60 minuti ≥ 180 mg/dL (10,0) · 120 minuti ≥ 153 mg/dL (8,5)
Regola diagnostica
Si pone diagnosi quando uno o più valori risultano uguali o superiori alla soglia
Origine delle soglie
Derivate dallo studio sulla iperglicemia e gli esiti avversi della gravidanza; più restrittive dei criteri usati fuori dalla gestazione
Screening italiano
Mirato e non universale, basato sul profilo di rischio
Rischio alto
Curva a 16-18 settimane; se negativa, ripetizione a 24-28
Rischio intermedio
Curva a 24-28 settimane
Prima visita
Valutazione della glicemia a digiuno o random in tutte le donne per cercare un diabete manifesto; valore ≥ 126 mg/dL ripetuto in due occasioni
Procedura superata
Il sistema in due fasi con minicarico da 50 g seguito da curva da 100 g non è più raccomandato
Controllo post partum
Nuova curva da carico (75 g, 2 ore) a 8-12 settimane dal parto
Indagine su 122 centri italiani
Tutti eseguono l'OGTT da 75 g; quasi un quinto preferirebbe lo screening universale; nelle pazienti ad alto rischio la curva si fa a 16-18 settimane nell'84% dei casi; con glicemia a digiuno ≥92 due terzi procedono comunque con la curva completa
Critica interna
Il sospetto formulato dagli autori è che l'insieme dei fattori di rischio non sia performante nell'identificare le categorie più a rischio e che i criteri vadano ridefiniti
Limiti
Non pone diagnosi; non indica terapie né piani alimentari; non riguarda il diabete preesistente alla gravidanza
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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