Albuminuria — l'altra metà della funzione renale
Il filtrato glomerulare dice quanto i reni filtrano; l'albuminuria dice se filtrano bene. Sono due dimensioni distinte, e la classificazione della funzione renale le incrocia entrambe — motivo per cui un eGFR normale da solo non esclude nulla.
Un singolo valore alterato non definisce un'albuminuria persistente. Le linee guida chiedono due risultati positivi su tre raccolti nell'arco di uno-tre mesi, perché numerose condizioni transitorie alzano il valore senza che i reni siano coinvolti. Questa pagina calcola il rapporto e ne spiega la lettura: la valutazione è del medico.
I valori del referto
Se il referto riporta già il rapporto, inseriscilo direttamente. Altrimenti servono albumina e creatinina urinarie dello stesso campione.
Risultato
| Categoria | Intervallo | Vecchio nome |
|---|
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Due dimensioni, non una
La classificazione della malattia renale cronica incrocia due assi indipendenti: quanto i reni filtrano, misurato dal filtrato glomerulare stimato, e quanta albumina lasciano passare nelle urine.
Non sono ridondanti. L'albuminuria compare spesso prima che il filtrato cali, soprattutto nel danno renale da diabete e da ipertensione di lunga durata. Un eGFR normale con albuminuria elevata è un quadro reale e clinicamente rilevante — e sarebbe invisibile guardando solo la creatinina nel sangue.
Il rapporto si calcola su un campione singolo, dividendo l'albumina per la creatinina urinaria. La creatinina serve a correggere la diluizione: senza di essa, bere molto o poco cambierebbe il risultato più della funzione renale.
Le categorie, e i nomi che cambiano
| Categoria | mg/g | mg/mmol | Descrizione |
|---|---|---|---|
| A1 | < 30 | < 3 | Normale o lieve aumento |
| A2 | 30 – 300 | 3 – 30 | Aumento moderato |
| A3 | > 300 | > 30 | Aumento grave |
Se il tuo referto parla di microalbuminuria o macroalbuminuria, sta usando la terminologia precedente: corrispondono rispettivamente ad A2 e A3. Le linee guida del 2012 hanno sostituito quei termini con le sigle, per allinearli alla valutazione complessiva del rischio renale. I nomi vecchi restano in uso informalmente e su molti sistemi di refertazione.
Il termine «microalbuminuria» ha creato un equivoco duraturo: suggeriva una forma minore, mentre indica un aumento moderato che è già un fattore di rischio indipendente, associato a progressione renale ed eventi cardiovascolari.
Perché un solo campione non basta
Molte condizioni alzano temporaneamente l'albumina nelle urine senza che ci sia un danno renale.
- Attività fisica intensa nelle ore precedenti.
- Febbre o infezioni in corso.
- Infezione delle vie urinarie, che va esclusa prima di interpretare il risultato.
- Ciclo mestruale, per contaminazione del campione.
- Scompenso cardiaco e iperglicemia marcata.
Da qui la regola: le linee guida chiedono due risultati positivi su tre, raccolti nell'arco di uno-tre mesi, prima di parlare di albuminuria persistente.
Perché le prime urine del mattino. Riducono l'effetto di pasti, attività fisica e spostamenti di liquidi durante il giorno. C'è poi una condizione specifica che solo il campione mattutino distingue: la proteinuria ortostatica, relativamente comune nei giovani, che produce albuminuria di basso grado in posizione eretta ed è assente nelle urine emesse dopo una notte sdraiati. È benigna, e confonderla con un danno renale è un errore evitabile semplicemente cambiando campione.
Alcune indicazioni pratiche graduano la conferma in base all'entità: un valore intermedio va confermato con un campione delle prime urine del mattino, mentre un valore molto elevato non richiede ripetizione perché difficilmente è transitorio.
Lo stick urinario non sostituisce il rapporto
È una scorciatoia frequente e i dati la sconsigliano. Uno studio su 970 soggetti ha confrontato due stick semiquantitativi con il rapporto albumina-creatinina come riferimento:
- Il primo aveva sensibilità dell'82,9% e specificità del 71,5%; il secondo sensibilità del 91,9% ma specificità del 17,5%.
- La classificazione corretta nelle categorie A2 e A3 era del 15,4% alla soglia più bassa per il primo stick.
- Il disaccordo complessivo con la classificazione KDIGO era del 27% e del 73%.
Uno stick può orientare, ma per collocare qualcuno in una categoria serve il rapporto misurato.
Che cosa questa pagina non fa
- Non diagnostica una malattia renale, che richiede persistenza oltre i tre mesi e la valutazione insieme al filtrato glomerulare.
- Non stabilisce la causa dell'albuminuria, che può essere renale, sistemica o transitoria.
- Non indica terapie né riguarda i farmaci usati quando l'albuminuria è confermata.
- Non esclude un'infezione urinaria, che va cercata prima di interpretare un valore alterato.
- Non si applica in gravidanza, dove la valutazione della proteinuria segue criteri propri.
- Non sostituisce il filtrato glomerulare: le due dimensioni vanno lette insieme.
Domande frequenti
Il mio referto dice microalbuminuria: è una forma lieve?
Il nome lo suggerisce ma è fuorviante, ed è una delle ragioni per cui è stato abbandonato. Il termine corrisponde alla categoria A2, cioè un aumento moderato dell'albuminuria, che è già un fattore di rischio indipendente associato alla progressione del danno renale e agli eventi cardiovascolari. Il prefisso «micro» si riferiva alle piccole quantità rilevate rispetto alla proteinuria conclamata, non alla gravità clinica. Le linee guida del 2012 hanno sostituito questi termini con le sigle A1, A2 e A3 proprio per allinearli al rischio, ma i nomi vecchi restano su molti referti.
Ho fatto sport il giorno prima del campione: il risultato vale?
Va preso con cautela, perché l'attività fisica intensa è una delle condizioni che alzano temporaneamente l'albumina nelle urine senza che ci sia un danno renale. Nella stessa lista rientrano febbre, infezioni in corso, infezione delle vie urinarie, ciclo mestruale, scompenso cardiaco e iperglicemia marcata. È esattamente il motivo per cui le linee guida chiedono due risultati positivi su tre nell'arco di uno-tre mesi prima di parlare di albuminuria persistente: un valore isolato può essere un artefatto della giornata precedente.
Perché mi hanno chiesto le prime urine del mattino?
Perché riducono l'effetto di pasti, attività fisica e spostamenti di liquidi accumulati durante la giornata, rendendo il valore più stabile. C'è poi una ragione più specifica: esiste una condizione benigna chiamata proteinuria ortostatica, relativamente comune nei giovani, che produce albuminuria di basso grado in posizione eretta e scompare nelle urine emesse dopo una notte trascorsa sdraiati. Confrontando un campione diurno con uno mattutino la si riconosce, mentre usando solo campioni occasionali può essere scambiata per un danno renale.
Ho l'eGFR normale ma l'albuminuria alta: come è possibile?
È un quadro comune e clinicamente importante, non una contraddizione. Il filtrato glomerulare misura quanto i reni filtrano, l'albuminuria se lo fanno correttamente: sono due dimensioni indipendenti, e nel danno renale da diabete o da ipertensione di lunga durata la perdita di albumina compare tipicamente prima che il filtrato cali. È la ragione per cui la classificazione della malattia renale cronica incrocia entrambi gli assi, e per cui valutare la funzione renale guardando solo la creatinina nel sangue lascia scoperta una parte del quadro.
Lo stick delle urine che ho fatto in farmacia può bastare?
Per orientarsi forse, per classificare no. In uno studio su quasi mille soggetti, due stick semiquantitativi confrontati con il rapporto misurato hanno mostrato prestazioni molto diverse tra loro e comunque insufficienti: uno aveva specificità del settantuno per cento, l'altro del diciassette, e il disaccordo complessivo con la classificazione di riferimento era rispettivamente del ventisette e del settantatré per cento. La classificazione corretta nelle categorie A2 e A3 scendeva al quindici per cento alla soglia più bassa. Un risultato positivo allo stick è un motivo per fare il rapporto, non un sostituto.
Da leggere insieme a questo
Il filtrato glomerulare è l'altro asse della classificazione: le due pagine si leggono insieme.
Fonte e metodo
- Calcolo
- Rapporto = albumina urinaria ÷ creatinina urinaria, sullo stesso campione
- Perché il rapporto
- La creatinina corregge la diluizione delle urine, che altrimenti influirebbe più della funzione renale
- Categorie KDIGO
- A1 < 30 mg/g · A2 30–300 · A3 > 300 (in mg/mmol: < 3 · 3–30 · > 30)
- Conversione
- mg/g × 0,113 = mg/mmol
- Terminologia
- A2 corrisponde alla vecchia «microalbuminuria», A3 alla «macroalbuminuria»; sostituite dalle sigle nel 2012
- Conferma
- Due risultati positivi su tre nell'arco di 1-3 mesi per definire un'albuminuria persistente
- Campione
- Prime urine del mattino preferite: riducono l'effetto di pasti, sforzo e spostamenti di liquidi, e distinguono la proteinuria ortostatica
- Cause transitorie
- Sforzo intenso, febbre, infezioni, infezione urinaria, ciclo mestruale, scompenso cardiaco, iperglicemia marcata
- Stick urinari
- Prestazioni insufficienti per classificare: disaccordo con la classificazione di riferimento dal 27% al 73% negli stick testati
- Limiti
- Nessuna diagnosi né indicazione terapeutica; non si applica in gravidanza
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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