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HOMA-IR — un indice senza una soglia condivisa

L'HOMA-IR si calcola in una riga da due valori che trovi già sul referto. La parte difficile non è il calcolo: è che le soglie che leggerai variano da fonte a fonte, e che due laboratori diversi possono dare numeri diversi sullo stesso sangue.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Matthews 1985 Nessun dato inviato

L'HOMA-IR non diagnostica nulla. Diabete e alterata regolazione glicemica si diagnosticano con criteri basati sulla glicemia — glicemia a digiuno, emoglobina glicata, curva da carico — non con questo indice. Ed è inutilizzabile in chi è in terapia con insulina: l'insulina iniettata rende il valore a digiuno privo di significato per il modello.

I valori a digiuno

Glicemia e insulina devono provenire dallo stesso prelievo, a digiuno effettivo. Sono i due soli ingressi del modello.

mg/dL
µU/mL

Che cosa calcola

L'indice nasce da un modello matematico del 1985 che descrive il rapporto di retroazione tra glicemia e insulina a digiuno. Se serve più insulina per tenere la glicemia a un certo livello, il modello lo interpreta come minore sensibilità all'insulina.

HOMA-IR = (glicemia mmol/L × insulina µU/mL) ÷ 22,5

Con la glicemia in mg/dL il divisore diventa 405. Il modello produce anche una stima della funzione beta-cellulare, espressa come percentuale rispetto a un riferimento posto a 100.

Il valore che questa pagina calcola è quello del modello originale, chiamato HOMA1. Esiste una versione successiva, HOMA2, che è un modello computerizzato con soluzioni non lineari: gestisce meglio le glicemie elevate e le differenze tra dosaggi, ma richiede il calcolatore ufficiale del gruppo che l'ha sviluppato. HOMA1 resta il più usato nella letteratura per la sua trasparenza.

Il problema che quasi nessun calcolatore dichiara

Ecco la cosa più importante di questa pagina: non esiste una soglia universale di HOMA-IR. Nessuna società scientifica endocrinologica ne ha ratificata una.

Le soglie che troverai — 2,0 · 2,5 · 2,9 — vengono da studi diversi su popolazioni diverse, e cambiano in base a tre cose: la popolazione studiata, il dosaggio dell'insulina usato, e quale percentile si decide di chiamare anormale.

I dosaggi dell'insulina non sono standardizzati tra laboratori. Lo stesso identico campione di sangue può produrre valori di insulina diversi a seconda del metodo analitico, e quindi HOMA-IR diversi. Ne segue che il tuo valore assoluto non è confrontabile con quello di un altro laboratorio, né con le soglie di uno studio che ha usato un metodo diverso.

A questo si aggiunge la riproducibilità: tra due misurazioni nello stesso soggetto è stato riportato un coefficiente di variazione del 23,5%. Su un valore di 2,5 significa che una seconda misurazione potrebbe restituire qualcosa intorno a 1,9 o a 3,1 senza che nulla sia cambiato nel metabolismo.

Che cosa altera il valore senza toccare la sensibilità insulinica

Una nota sulle unità

Se il tuo laboratorio riporta l'insulina in pmol/L anziché in µU/mL, serve una conversione — e qui c'è una divergenza che vale la pena conoscere.

Il fattore più copiato online è 6,945, mentre la letteratura sulla standardizzazione dell'insulina e le tabelle di conversione delle unità internazionali indicano 6,0 come più difendibile. La differenza non è trascurabile: usando 6,945 l'insulina — e quindi l'HOMA-IR — risulta più bassa di circa il 14%.

Questa pagina usa 6,0. È una scelta dichiarata, non una verità: il campo non è completamente standardizzato, ed è un altro esempio di come lo stesso prelievo possa produrre numeri diversi a seconda di convenzioni invisibili al lettore.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Il mio HOMA-IR è 2,4. È alto?

La risposta onesta è che dipende dal laboratorio che ha fatto il dosaggio, e non è una battuta. Nessuna società scientifica ha ratificato una soglia universale, e i valori che circolano — 2,0 · 2,5 · 2,9 — provengono da studi su popolazioni diverse che hanno usato metodi analitici diversi per l'insulina. Poiché quei metodi non sono standardizzati tra laboratori, confrontare il tuo 2,4 con una soglia trovata online significa confrontare due numeri ottenuti con righelli diversi. È il motivo per cui l'indice è molto più utile come tendenza nel tempo, ripetuto nello stesso laboratorio, che come valore singolo.

Perché due prelievi ravvicinati mi hanno dato valori diversi?

Perché la riproducibilità di questo indice è limitata: tra due misurazioni nello stesso soggetto è stato riportato un coefficiente di variazione intorno al ventitré per cento. Su un valore di 2,5 significa che una ripetizione può restituire 1,9 o 3,1 senza che il metabolismo sia cambiato. Contribuiscono la variabilità biologica dell'insulina a digiuno, che oscilla parecchio, e l'imprecisione del dosaggio. È un'altra ragione per guardare la direzione su più misurazioni invece del singolo numero.

Che differenza c'è tra HOMA1 e HOMA2?

HOMA1 è il modello originale del 1985, semplificato in una formula lineare che si calcola a mano: è quello di questa pagina ed è il più usato in letteratura. HOMA2, pubblicato nel 1998 dallo stesso gruppo, è un modello computerizzato con soluzioni non lineari che tiene conto di aspetti fisiologici aggiuntivi e gestisce meglio le glicemie elevate e le differenze tra dosaggi. È più accurato ma richiede il calcolatore ufficiale, e non si riduce a una formula. Quando si confronta l'HOMA con altri modelli, la letteratura raccomanda di usare HOMA2.

Posso usarlo se ho il diabete?

Dipende dalla terapia. Se sei in trattamento con insulina, no: l'insulina iniettata entra nel dosaggio e rende l'ingresso del modello privo di significato, quindi il risultato non descrive la tua sensibilità insulinica. Con altre terapie l'indice si può calcolare, ma va interpretato tenendo conto che diversi farmaci modificano glicemia e insulina in modi che il modello non distingue dalla sensibilità reale. In ogni caso l'HOMA-IR non è lo strumento con cui si valuta il controllo glicemico, per cui esistono l'emoglobina glicata e il monitoraggio della glicemia.

A che cosa serve allora un indice così poco standardizzato?

A due cose concrete. La prima è la ricerca: su grandi numeri le imprecisioni individuali si compensano, e l'HOMA-IR è ampiamente usato come marcatore surrogato perché il metodo di riferimento — il clamp euglicemico — è laborioso e costoso. La seconda è il monitoraggio individuale nel tempo: ripetuto nello stesso laboratorio con lo stesso metodo, un valore che sale o scende dice qualcosa, anche se il numero assoluto non è confrontabile con quello di nessun altro. Quello che non fa bene è essere letto come un verdetto su un singolo prelievo.

Da leggere insieme a questo

L'emoglobina glicata risponde a una domanda diversa e con criteri diagnostici stabiliti, cosa che l'HOMA-IR non ha.

Fonte e metodo

Formula
HOMA-IR = (glicemia mmol/L × insulina µU/mL) ÷ 22,5; con glicemia in mg/dL il divisore è 405
Funzione beta-cellulare
HOMA-%B = (20 × insulina) ÷ (glicemia mmol/L − 3,5)
Origine
Matthews et al., Diabetologia 1985;28:412-419 — modello HOMA1
Soglie
Nessuna società scientifica ha ratificato una soglia universale; i valori citati variano per popolazione, dosaggio e percentile scelto
Standardizzazione
I dosaggi dell'insulina non sono standardizzati: lo stesso campione può dare valori diversi in laboratori diversi
Riproducibilità
Coefficiente di variazione riportato intorno al 23,5% tra due misurazioni
Conversione pmol/L
Fattore 6,0 come indicato dalla letteratura sulla standardizzazione; il diffuso 6,945 sottostima di circa il 14%
Non applicabile
Terapia insulinica; cautela con glicemie oltre 450 mg/dL, malattie epatiche e renali, alcuni farmaci
Limiti
Nessuna diagnosi; non sostituisce il clamp euglicemico
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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