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Salute della donna

Osso e menopausa — la maggior parte delle fratture avviene sopra la soglia diagnostica

L'osteoporosi è definita da un T-score pari o inferiore a -2,5. Ma la densitometria è un esame molto specifico e poco sensibile, e la ragione è precisa: la maggior parte delle fratture da fragilità avviene in donne nel range dell'osteopenia — cioè sopra la soglia che definisce la malattia.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Fino al 4% all'anno Nessun dato inviato

Non esiste uno screening di massa per l'osteoporosi. Le fonti sono esplicite: non vi sono evidenze tali da indicarne la necessità, e la densitometria è raccomandata dai 65 anni oppure in presenza di fattori di rischio — non a tutte le donne al momento della menopausa.

La tua situazione

L'ultima domanda riguarda un segnale che quasi nessuno collega alle ossa.

anni
SD

Una soglia che non coincide con gli eventi

La densità minerale ossea si misura con la densitometria a raggi X su colonna lombare e femore, e si esprime in deviazioni standard dal picco medio di massa ossea: il T-score. La definizione di osteoporosi è un T-score pari o inferiore a -2,5.

La DXA è però un esame molto specifico ma poco sensibile, e il motivo è che la maggior parte delle fratture da fragilità avviene in donne nel range dell'osteopenia — cioè in donne che non raggiungono la soglia diagnostica.

Ne segue che un valore sopra -2,5 non è una rassicurazione: è la fascia in cui accade la maggior parte degli eventi che la soglia serviva a prevenire.

Lo stesso numero, due significati

C'è un secondo limite, ed è ancora più netto. Esistono fattori di rischio di frattura indipendenti dalla densità — l'età prima di tutti.

T-score tra -2,5 e -3,0Incidenza annua di frattura
In una donna di 55 annitrascurabile
In una donna di 75 annicinque volte maggiore

Lo stesso referto, quindi, non significa la stessa cosa. È il motivo per cui il T-score da solo non basta a decidere nulla, e va letto insieme all'età e agli altri fattori.

Perché non si fa a tutte

Dalle due considerazioni precedenti segue la posizione sulle indicazioni: non vi sono evidenze scientifiche tali da indicare la necessità dello screening per una prevenzione di massa.

La densitometria è quindi indicata dai 65 anni, oppure prima in presenza di fattori di rischio. Tra quelli citati:

La densitometria a ultrasuoni ha un ruolo diverso: viene usata soprattutto come pre-screening, per selezionare chi sottoporre ad accertamenti ulteriori.

Che cosa succede alla menopausa

Il meccanismo è diretto: finché la donna è fertile, gli estrogeni tengono a bada gli osteoclasti, le cellule che riassorbono l'osso. Alla menopausa questi ormoni crollano e gli osteoclasti prendono il sopravvento.

Nei primi anni dopo la menopausa si può arrivare a perdere fino al 4% di massa ossea ogni anno.

Va detto che la perdita non comincia lì: la crescita dello scheletro si completa intorno ai 20-30 anni, dopo di che la perdita inizia in entrambi i sessi — nelle donne la menopausa la accelera.

In Italia si stima che l'osteoporosi riguardi circa 5 milioni di persone, di cui l'80% donne in post-menopausa. In Europa una donna su tre oltre i 50 anni rischia prima o poi una frattura da fragilità.

Le tre cose che vengono chiamate «normali»

L'osteoporosi è stata definita la ladra silenziosa, perché sottrae densità e forza all'osso senza dare dolore né sintomi evidenti, almeno all'inizio. E quando i segni arrivano, vengono spesso archiviati con «è normale alla mia età».

Le fonti elencano tre cose che normali non sono:

L'ultimo è il meno intuitivo, e per questo il più utile: è un segnale misurabile che quasi nessuno collega alle ossa. Le fratture da fragilità riguardano infatti soprattutto le vertebre e il radio distale.

Che cosa si può fare, e da quando

La prevenzione descritta comincia molto prima dell'età interessata dalla patologia, e agisce su due fronti: ottimizzare il picco di massa ossea e contrastarne la perdita.

Le indicazioni riportate: evitare l'eccessiva magrezza, il fumo, il consumo di alcolici e l'eccessivo apporto di sale e di proteine animali. Nutrizione — calcio e vitamina D — ed esercizio fisico influenzano sia il picco sia la perdita successiva.

Sugli integratori la precisazione è netta: non vanno presi «a caso». La dose va stabilita insieme al medico, in base alle abitudini alimentari, all'esposizione al sole e ai valori ematici.

Tra le opzioni terapeutiche, la terapia ormonale è indicata come una scelta utile per alcune donne in menopausa recente, perché oltre ai sintomi protegge anche lo scheletro.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Se il T-score è sopra -2,5 posso stare tranquilla?

Non del tutto, e la ragione è nel modo in cui l'esame funziona. La densitometria è molto specifica ma poco sensibile, e il motivo dichiarato è che la maggior parte delle fratture da fragilità avviene in donne nel range dell'osteopenia, cioè in donne che non raggiungono la soglia diagnostica di osteoporosi, fissata a un T-score pari o inferiore a -2,5. Un valore sopra quella soglia non è quindi una rassicurazione: è la fascia in cui accade la maggior parte degli eventi che la soglia dovrebbe aiutare a prevenire.

Lo stesso T-score vale uguale per tutte?

No, e l'esempio riportato è netto. Esistono fattori di rischio di frattura indipendenti dalla densità ossea, l'età prima di tutti: per un T-score compreso tra -2,5 e -3,0 l'incidenza annua di frattura è trascurabile in una donna di cinquantacinque anni, mentre diventa cinque volte maggiore in una donna di settantacinque. Lo stesso referto non significa quindi la stessa cosa, ed è il motivo per cui il valore va letto insieme all'età e agli altri fattori invece che da solo.

A tutte le donne in menopausa serve la densitometria?

No: le fonti indicano che non vi sono evidenze scientifiche tali da indicare la necessità dello screening per una prevenzione di massa. L'esame è raccomandato dai sessantacinque anni, oppure prima in presenza di fattori di rischio — tra cui storia familiare di osteoporosi grave, amenorrea premenopausale superiore a sei mesi, inadeguata assunzione di calcio, fumo oltre venti sigarette al giorno, alcolismo, e malattie croniche come celiachia, diabete, disfunzioni tiroidee o patologie intestinali che causano malassorbimento del calcio. Anche la terapia steroidea prolungata rientra tra i fattori.

Quanto osso si perde dopo la menopausa?

Nei primi anni si può arrivare a perdere fino al quattro per cento di massa ossea ogni anno. Il meccanismo è che finché la donna è fertile gli estrogeni tengono a bada gli osteoclasti, le cellule che riassorbono l'osso; alla menopausa questi ormoni crollano e gli osteoclasti prendono il sopravvento. Va però precisato che la perdita non comincia lì: la crescita dello scheletro si completa intorno ai venti-trent'anni, dopo di che la perdita inizia in entrambi i sessi, e nelle donne la menopausa la accelera.

Quali segnali non andrebbero attribuiti all'età?

Le fonti ne elencano tre, e sono utili proprio perché vengono normalmente archiviati con «è normale alla mia età». Non è normale fratturarsi un polso perché ci si è inciampate su un tappeto, non è normale rompersi una vertebra starnutendo, e non è normale perdere centimetri di statura senza sapere perché. L'ultimo è il meno intuitivo e per questo il più utile, perché è un segnale misurabile che quasi nessuno collega alle ossa: le fratture da fragilità riguardano infatti soprattutto le vertebre e il radio distale.

Da leggere insieme a questo

L'altra pagina riguarda quello che succede dopo una frattura; questa quello che viene prima.

Fonte e metodo

Metodo diagnostico
Densità minerale ossea misurata con densitometria a raggi X su colonna lombare (L1-L4) e femore; l'unità è la deviazione standard dal picco medio di massa ossea (T-score)
Definizione
Secondo l'OMS l'osteoporosi è definita da un T-score pari o inferiore a -2,5 SD
Limite di sensibilità
La DXA è un esame molto specifico ma poco sensibile, perché la maggior parte delle fratture da fragilità avviene in donne nel range dell'osteopenia
Fattori indipendenti dalla densità
Per un T-score tra -2,5 e -3,0 l'incidenza annua di frattura è trascurabile in una donna di 55 anni e cinque volte maggiore in una di 75
Indicazione all'esame
Non vi sono evidenze scientifiche tali da indicare la necessità dello screening per una prevenzione di massa; la densitometria è indicata dai 65 anni o in presenza di fattori di rischio
Fattori di rischio citati
Età superiore a 65 anni, storia familiare di osteoporosi grave, amenorrea premenopausale superiore a 6 mesi, inadeguata assunzione di calcio, fumo oltre 20 sigarette al giorno, alcolismo; malattie croniche quali celiachia, diabete, disfunzioni tiroidee, sindrome di Cushing, iperprolattinemia, patologie intestinali con malassorbimento del calcio
Cortisonici
Dosaggi superiori a 30 mg quotidiani in equivalente prednisonico influenzano la perdita di massa ossea
Densitometria a ultrasuoni
Utilizzata soprattutto come pre-screening per selezionare i soggetti da sottoporre ad accertamenti ulteriori
Meccanismo
Finché la donna è fertile gli estrogeni tengono a bada gli osteoclasti; alla menopausa gli ormoni crollano e gli osteoclasti prendono il sopravvento
Velocità della perdita
Nei primi anni dopo la menopausa si può arrivare a perdere fino al 4% di massa ossea all'anno
Andamento naturale
La crescita dello scheletro si completa intorno ai 20-30 anni, dopo di che la perdita comincia in entrambi i sessi e nelle donne è accelerata dalla menopausa
Diffusione
In Italia si stima che l'osteoporosi colpisca circa 5.000.000 di persone, di cui l'80% donne in post-menopausa; in Europa una donna su tre oltre i 50 anni rischia una frattura da fragilità
Sedi
Le fratture da fragilità riguardano soprattutto le vertebre e il radio distale
Segnali non normali
Fratturarsi un polso inciampando su un tappeto, rompersi una vertebra starnutendo, perdere centimetri di statura senza motivo noto
Prevenzione
Comincia molto prima dell'età interessata; evitare eccessiva magrezza, fumo, alcolici, eccessivo apporto di sale e proteine animali; calcio, vitamina D ed esercizio fisico influenzano sia il picco di massa ossea sia la perdita successiva; gli integratori non vanno presi a caso e la dose va stabilita con il medico in base ad abitudini alimentari, esposizione solare e valori ematici
Limiti
Non stabilisce l'indicazione all'esame né interpreta un T-score; non riguarda la prevenzione secondaria dopo una frattura
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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