Assistenza domiciliare — due servizi diversi, due porte diverse
Vengono chiamate allo stesso modo ma sono due percorsi distinti. Per l'assistenza sanitaria a domicilio ci si rivolge al medico di base, che inoltra la richiesta all'azienda sanitaria. Per quella sociale si va invece al proprio comune. Sbagliare porta è il modo più comune di perdere settimane.
Il presupposto è l'impossibilità di spostarsi. L'assistenza domiciliare integrata si richiede quando la persona ha un'evidente condizione di impossibilità a recarsi presso ospedali, ambulatori e strutture pubbliche o convenzionate per ricevere le cure di cui ha bisogno.
La situazione
La seconda domanda indica a quale sportello rivolgersi.
Risultato
| Servizio | A chi ci si rivolge |
|---|
Il calcolo è avvenuto nel tuo browser. Nessuno di questi valori è stato inviato o salvato.
Due servizi che si chiamano quasi allo stesso modo
| Servizio | Contenuto | Dove si chiede |
|---|---|---|
| Assistenza domiciliare integrata | Cure mediche, infermieristiche, riabilitative e assistenziali coordinate | Al medico di base, o al pediatra per i bambini |
| Assistenza domiciliare sociale | Aiuto nelle attività quotidiane | Al proprio comune, all'ufficio preposto |
Sono percorsi paralleli con enti diversi. Quando i bisogni sono di entrambi i tipi, vanno attivati entrambi — non uno al posto dell'altro.
Chi può richiederla
L'assistenza domiciliare integrata riguarda le persone in situazione di fragilità:
- Chi ha una non autosufficienza parziale o totale, anche temporanea.
- Chi ha una disabilità che richiede riabilitazione.
- Chi ha una malattia in fase avanzata che richiede cure palliative.
Il presupposto comune è l'evidente condizione di impossibilità a recarsi presso ospedali, ambulatori e strutture pubbliche o convenzionate per ricevere le cure necessarie.
La parola «anche temporanea» conta: non serve una condizione definitiva per averne diritto.
Come si attiva, passo per passo
- Ci si rivolge al medico di base — o al pediatra, per i bambini — che inoltra la richiesta all'azienda sanitaria.
- Il distretto raccoglie le richieste e coinvolge il medico di medicina generale, se non già coinvolto.
- Un'unità di valutazione multidimensionale, un'équipe medica, esamina in modo approfondito la situazione clinica.
- Al termine viene redatto il piano assistenziale individualizzato, che identifica gli obiettivi di cura e definisce un programma coordinato di interventi.
- Da quel momento il servizio è attivo, per sei o dodici mesi.
La valutazione tiene conto di diversi aspetti, tra cui la salute psichica e i fattori socio-ambientali. Non è solo un esame clinico: la condizione abitativa e la rete intorno alla persona entrano nel giudizio.
Il piano è il documento che conta
Il piano stabilisce, in base alle necessità della persona, quale sarà il programma di cure, quali figure verranno coinvolte — medici, infermieri, fisioterapisti — e con quali modalità le cure verranno erogate.
Le cure previste dal piano sono erogate gratuitamente all'assistito.
Ne segue una conseguenza pratica: se il piano non copre un bisogno, il punto su cui intervenire è il piano. È il documento in cui i bisogni vengono formalizzati, ed è lì che una lacuna va fatta emergere — non nelle singole visite.
Che cosa comprende
Rientrano nell'assistenza domiciliare integrata le medicazioni e i prelievi, le iniezioni e il cambio dei cateteri, oltre agli interventi riabilitativi e assistenziali previsti dal piano.
Vi rientrano anche le cure palliative, che devono essere erogate dall'unità dedicata alle cure palliative domiciliari — una struttura specifica, non genericamente il servizio domiciliare.
È un elemento utile da conoscere in anticipo: quando serve quel tipo di assistenza, esiste un'unità apposita a cui il percorso deve arrivare.
Che cosa questa pagina non fa
- Non attiva il servizio: il primo passo è il medico di base.
- Non stabilisce le ore di assistenza, definite dal piano individuale.
- Non copre le differenze regionali, che nelle modalità organizzative sono rilevanti.
- Non riguarda i servizi comunali, che seguono regolamenti propri.
- Non è consulenza: i patronati e i servizi sociali orientano gratuitamente.
Domande frequenti
A chi bisogna rivolgersi per attivarla?
Dipende da quale delle due assistenze domiciliari serve, e confondere le due porte è il modo più comune di perdere settimane. Per l'assistenza domiciliare integrata, cioè quella sanitaria, ci si rivolge al medico di base del paziente, o al pediatra nel caso dei bambini, e il medico inoltra la richiesta all'azienda sanitaria. Per l'assistenza domiciliare sociale bisogna invece recarsi nel proprio comune, all'ufficio preposto. Quando i bisogni sono di entrambi i tipi vanno attivati entrambi i percorsi, non uno al posto dell'altro.
Chi ne ha diritto?
Le persone in situazione di fragilità: chi ha una non autosufficienza parziale o totale, anche temporanea; chi ha una disabilità che richiede riabilitazione; chi ha una malattia in fase avanzata che richiede cure palliative. Il presupposto comune è un'evidente condizione di impossibilità a recarsi presso ospedali, ambulatori e strutture pubbliche o convenzionate per ricevere le cure necessarie. La formula «anche temporanea» è importante, perché non serve una condizione definitiva per avere diritto al servizio.
Quanto costa?
Le cure a domicilio previste dal piano assistenziale sono erogate gratuitamente all'assistito. Il piano stabilisce, in base alle necessità della persona, quale sarà il programma di cure, quali figure professionali verranno coinvolte — medici, infermieri, fisioterapisti — e con quali modalità le cure verranno erogate. Da quando il piano è redatto, il servizio resta attivo per sei o dodici mesi.
Che cosa guarda la valutazione?
Non solo il quadro clinico. Un'unità di valutazione multidimensionale, formata da un'équipe medica, esamina in modo approfondito la situazione della persona tenendo conto di diversi aspetti, tra cui la salute psichica e i fattori socio-ambientali. La condizione abitativa e la rete di persone intorno all'assistito entrano quindi nel giudizio quanto la diagnosi, ed è utile presentarle con chiarezza al momento della valutazione.
Il piano non copre tutto quello che serve: che si fa?
Il punto su cui intervenire è il piano stesso. È il documento in cui i bisogni vengono formalizzati e in cui si definiscono programma di cure, figure coinvolte e modalità di erogazione, quindi è lì che una lacuna va fatta emergere, non nelle singole visite. Va inoltre ricordato che le cure palliative rientrano nell'assistenza domiciliare ma devono essere erogate dall'unità dedicata alle cure palliative domiciliari, che è una struttura specifica a cui il percorso deve arrivare.
Da leggere insieme a questo
L'assistenza domiciliare rientra tra le prestazioni dell'assistenza distrettuale garantite su tutto il territorio.
Fonte e metodo
- Definizione
- Insieme delle cure socio-sanitarie di carattere medico, infermieristico, riabilitativo e assistenziale erogate a domicilio, coordinate dall'unità di valutazione multidimensionale dell'azienda sanitaria
- Destinatari
- Persone in situazione di fragilità: non autosufficienza parziale o totale, anche temporanea; disabilità che richiede riabilitazione; malattia in fase avanzata che richiede cure palliative
- Presupposto
- Evidente condizione di impossibilità a recarsi presso ospedali, ambulatori e strutture pubbliche o convenzionate per ricevere le cure necessarie
- Attivazione
- Ci si rivolge al medico di base del paziente, o al pediatra nel caso dei bambini; il medico inoltra la richiesta all'azienda sanitaria
- Distinzione dall'assistenza sociale
- Per l'assistenza domiciliare sociale occorre rivolgersi al proprio comune, all'ufficio preposto
- Ruolo del distretto
- Il distretto raccoglie le richieste e le integra, coinvolgendo il medico di medicina generale se non già coinvolto
- Valutazione multidimensionale
- Un'unità formata da un'équipe medica esamina in modo approfondito la situazione clinica, tenendo conto di diversi aspetti tra cui la salute psichica e i fattori socio-ambientali
- Piano assistenziale
- Al termine della valutazione viene redatto un piano assistenziale individualizzato, o un piano riabilitativo individuale, che identifica gli obiettivi di cura e definisce un programma coordinato di interventi da parte di molteplici figure professionali
- Durata
- Dal momento della redazione del piano il servizio è attivo per sei o dodici mesi
- Gratuità
- Le cure a domicilio previste dal piano sono erogate gratuitamente all'assistito
- Prestazioni comprese
- Medicazioni, prelievi, iniezioni, cambio dei cateteri, interventi riabilitativi e assistenziali previsti dal piano
- Cure palliative
- Rientrano nell'assistenza domiciliare integrata e devono essere erogate dall'unità dedicata alle cure palliative domiciliari
- Limiti
- Questa pagina non attiva il servizio, non stabilisce le ore di assistenza e non copre le differenze organizzative regionali
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
Questo strumento non formula diagnosi e non sostituisce il parere del medico. Vedi l'avviso medico.