Pressione Arteriosa — la classificazione europea è cambiata nel 2024
Nell'agosto del 2024 la Società Europea di Cardiologia ha cambiato il modo di classificare la pressione, introducendo una categoria che prima non esisteva. La soglia dell'ipertensione è rimasta la stessa; quella sotto cui non serve pensarci si è abbassata parecchio — e su un numero in particolare la discussione è ancora aperta.
Una singola misurazione non definisce nulla, e la classificazione qui sotto descrive dei valori, non una persona. La diagnosi richiede misurazioni ripetute in giorni diversi e, sempre più spesso, la conferma con misurazioni fuori dall'ambulatorio. Le decisioni sulla terapia dipendono dal rischio cardiovascolare complessivo e sono del medico.
I tuoi valori
Le soglie sono diverse a seconda di dove misuri: in ambulatorio i valori tendono a essere più alti che a casa.
Risultato
| Classificazione | Categoria | Soglia usata |
|---|
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Che cosa è cambiato nel 2024
Il 30 agosto 2024 la Società Europea di Cardiologia ha pubblicato linee guida che riorganizzano la classificazione della pressione. La nuova struttura è costruita attorno a una domanda operativa — chi va trattato — e ha tre livelli:
| Categoria | Valori in ambulatorio |
|---|---|
| Non elevata | sotto 120/70 mmHg |
| Elevata | 120–139 / 70–89 mmHg |
| Ipertensione | da 140/90 in su |
La soglia dell'ipertensione non è cambiata. Le linee guida hanno scelto di mantenere il valore tradizionale di 140/90, motivandolo con il fatto che è la soglia oltre la quale il trattamento produce un beneficio netto nella maggior parte degli adulti — una scelta esplicitamente diversa da quella delle linee guida statunitensi del 2017, che avevano abbassato la definizione a 130/80.
Quello che è cambiato è tutto ciò che sta sotto: le categorie precedenti — «ottimale», «normale», «normale-alta» — sono state sostituite da una sola fascia chiamata elevata, all'interno della quale la decisione di trattare dipende dal rischio cardiovascolare complessivo.
Il numero più discusso
L'abbassamento della soglia sistolica a 120 non ha sorpreso nessuno: i dati epidemiologici mostrano che il rischio cardiovascolare cresce a partire da valori di massima anche di 115 mmHg, e quel numero coincide con la definizione di «normale» delle linee guida americane.
È la minima ad aver fatto discutere. La soglia è stata portata a 70 mmHg, mentre tutte le altre linee guida recenti usavano 80 o 85. Un commento pubblicato su una rivista cardiologica l'ha definito un cambiamento importante e dirompente, in contrasto con il resto della letteratura, e ha intitolato la propria analisi segnalando una prevalenza aumentata a fronte di evidenze incerte.
La conseguenza pratica è che molte persone con una minima tra 70 e 79 — un valore che nessuna classificazione precedente considerava degno di nota — rientrano ora nella categoria «elevata». Non significa che debbano essere trattate: significa che compaiono in una fascia in cui la decisione dipende dal rischio complessivo.
Come si misura, e perché conta più della classificazione
Un errore di tecnica sposta il risultato più di quanto qualunque soglia possa distinguere. Le condizioni che le linee guida indicano:
- Cinque minuti di riposo seduti prima della misurazione, senza parlare né durante né prima.
- Schiena appoggiata, piedi a terra, gambe non accavallate.
- Braccio sostenuto all'altezza del cuore. Un braccio che pende o è tenuto troppo in alto altera il valore in modo consistente.
- Bracciale della misura giusta. Un bracciale troppo piccolo su un braccio grosso sovrastima; troppo grande sottostima.
- Due o tre misurazioni a distanza di un minuto, considerando la media delle ultime due.
- La prima volta, entrambe le braccia: una differenza stabile tra i due lati è un dato che va riferito, e in seguito si usa il braccio con i valori più alti.
Le linee guida del 2024 insistono in modo particolare sulla misurazione fuori dall'ambulatorio. La ragione è nota: l'effetto camice bianco alza i valori in una quota consistente di persone, e il contrario — pressione normale in ambulatorio ed elevata a casa — esiste ed è altrettanto rilevante.
Le soglie domiciliari sono più basse di quelle ambulatoriali: il riferimento comunemente usato per l'ipertensione a casa è 135/85 anziché 140/90.
Gli obiettivi non coincidono con le soglie
È una distinzione che genera confusione. La soglia di 140/90 definisce l'ipertensione; l'obiettivo da raggiungere in chi viene trattato è un'altra cosa, ed è più basso.
Le linee guida del 2024 indicano un obiettivo di sistolica tra 120 e 129 mmHg per la maggior parte degli adulti in terapia, con obiettivi più permissivi in caso di intolleranza, età molto avanzata, fragilità, ipotensione ortostatica sintomatica o aspettativa di vita limitata. Per la diastolica l'obiettivo indicato è tra 70 e 79 mmHg.
C'è anche un limite inferiore: sulla base di dati che suggeriscono una curva a J — cioè un aumento del rischio anche ai valori molto bassi — le linee guida europee del 2023 raccomandano di non puntare a valori sotto 120/70.
Questi obiettivi riguardano chi assume una terapia e vengono stabiliti dal medico. Non sono traguardi da inseguire con mezzi propri.
Che cosa questa pagina non fa
- Non fa diagnosi. Serve più di una misurazione, in giorni diversi, e la conferma fuori dall'ambulatorio.
- Non calcola il rischio cardiovascolare, che è ciò che determina le decisioni nella fascia «elevata».
- Non riguarda i farmaci né la loro scelta, che nelle linee guida del 2024 è cambiata in alcuni punti.
- Non si applica in gravidanza, dove i criteri sono specifici.
- Non interpreta i valori molto bassi né le crisi ipertensive, che sono situazioni cliniche a sé.
Domande frequenti
La mia minima è 75 e ora risulto «elevato». Prima ero normale?
Sì, ed è il cambiamento più discusso delle linee guida del 2024. Le classificazioni precedenti collocavano la soglia della diastolica a 80 o a 85, quindi un valore di 75 rientrava senza segnalazioni; la nuova soglia è 70. Un commento pubblicato su una rivista cardiologica ha definito questo passaggio importante e dirompente, in contrasto con tutte le altre linee guida recenti, osservando che aumenta la prevalenza a fronte di evidenze incerte. Rientrare nella fascia «elevata» non significa dover assumere farmaci: significa che la decisione, se c'è, dipende dal rischio cardiovascolare complessivo.
Perché in Europa l'ipertensione parte da 140 e in America da 130?
Perché le due linee guida hanno risposto in modo diverso alla stessa domanda: dove mettere il confine oltre il quale trattare produce un beneficio netto. Le linee guida statunitensi del 2017 hanno abbassato la definizione a 130/80; quelle europee del 2024 hanno scelto esplicitamente di mantenere 140/90, motivandolo con il fatto che è la soglia sopra la quale il trattamento risulta vantaggioso per la maggior parte degli adulti. Non è che una delle due sbagli: hanno pesato diversamente il rapporto tra benefici e costi dell'etichetta diagnostica. In Italia il riferimento è quello europeo.
A casa i valori sono più bassi che dal medico: quale conta?
Contano entrambi ma con soglie diverse, e le linee guida del 2024 danno molto peso alla misurazione fuori dall'ambulatorio proprio per questo. Il riferimento domiciliare per l'ipertensione è 135/85 invece di 140/90, perché in ambulatorio i valori tendono a essere più alti. La differenza tra i due contesti è essa stessa un'informazione: un divario ampio suggerisce un effetto camice bianco, mentre la situazione inversa — normale dal medico ed elevata a casa — esiste, è meno conosciuta ed è altrettanto rilevante. Portare al medico una serie di misurazioni domiciliari vale più di un singolo valore.
Quanto conta il modo in cui misuro?
Più della differenza tra molte delle soglie di cui si discute. Un braccio non sostenuto o tenuto sotto il livello del cuore, un bracciale di misura sbagliata, i piedi non appoggiati, una conversazione durante la misurazione: ciascuno di questi fattori sposta il risultato di diversi millimetri di mercurio, e sommati possono spostarlo abbastanza da cambiare categoria. Cinque minuti di riposo seduti, schiena appoggiata, braccio all'altezza del cuore e due o tre misurazioni di cui si considera la media delle ultime due: sono accorgimenti che valgono più di qualunque discussione sui confini.
Se massima e minima cadono in categorie diverse, quale vale?
Si considera la più alta delle due. Una massima di 135 con una minima di 92 configura un quadro che ricade nella categoria dell'ipertensione, perché è la diastolica a superare la soglia. È una regola che vale la pena conoscere perché l'attenzione tende a concentrarsi sulla massima, mentre nelle persone più giovani è relativamente frequente che sia la minima a essere elevata per prima. Nelle persone anziane accade spesso l'inverso, con una massima alta e una minima normale o bassa, quadro che ha un nome proprio e una gestione specifica.
Da leggere insieme a questo
Anche le formule per la frequenza massima sono convenzioni con un'origine che vale la pena conoscere.
Fonte e metodo
- Riferimento
- Linee guida della Società Europea di Cardiologia, agosto 2024 — il riferimento applicato in Italia
- Non elevata
- Sotto 120/70 mmHg in ambulatorio
- Elevata
- 120–139 / 70–89 mmHg: la decisione di trattare dipende dal rischio cardiovascolare
- Ipertensione
- Da 140/90 mmHg; soglia mantenuta invariata, a differenza delle linee guida statunitensi del 2017 che usano 130/80
- Regola di attribuzione
- Se massima e minima ricadono in categorie diverse, vale la più alta
- Soglia domiciliare
- 135/85 mmHg per l'ipertensione, più bassa di quella ambulatoriale
- Critica pubblicata
- La soglia diastolica di 70 mmHg è stata definita un cambiamento importante e dirompente, in contrasto con le altre linee guida recenti
- Obiettivi in terapia
- Sistolica 120–129 mmHg per la maggior parte degli adulti; diastolica 70–79; obiettivi più permissivi in caso di fragilità, età molto avanzata o intolleranza
- Limite inferiore
- Le linee guida europee del 2023 raccomandano di non puntare sotto 120/70, sulla base di dati che suggeriscono una curva a J
- Limiti
- Nessuna diagnosi, nessun calcolo del rischio, nessuna indicazione terapeutica; non si applica in gravidanza
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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