Indice Caviglia-Braccio — quando un valore normale non lo è
È un rapporto tra due pressioni e un test di primo livello per l'arteriopatia degli arti inferiori: costa poco, dura pochi minuti. Ha però un difetto che riguarda proprio le persone più a rischio — nel diabete, nella malattia renale e in età avanzata può risultare normale o alto mentre la malattia c'è.
Questa pagina serve a capire un risultato, non a sostituire l'esame. La misurazione corretta richiede un doppler e una tecnica precisa, e l'interpretazione va inserita nel quadro clinico. Se hai dolore alle gambe camminando che si allevia fermandosi, o una ferita al piede che non guarisce, sono elementi da portare al medico indipendentemente da qualunque calcolo.
I valori misurati
Si usa la pressione sistolica più alta tra le due braccia e, per ciascuna caviglia, la più alta tra le due arterie misurate.
Risultato
| Lato | Indice | Categoria |
|---|
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Che cosa misura
L'indice confronta la pressione sistolica alla caviglia con quella al braccio:
ABI = pressione alla caviglia ÷ pressione al braccio
In condizioni normali le due pressioni sono simili o quella alla caviglia è leggermente più alta, quindi il rapporto vale tra 1,00 e 1,40. Se un restringimento riduce il flusso verso la gamba, la pressione alla caviglia scende e il rapporto con essa.
| Valore | Interpretazione |
|---|---|
| Oltre 1,40 | Arterie incomprimibili — risultato non attendibile |
| 1,00 – 1,40 | Nella norma |
| 0,91 – 1,00 | Borderline: da ripetere entro sei-dodici mesi |
| 0,41 – 0,90 | Arteriopatia da lieve a moderata |
| 0,40 o meno | Arteriopatia grave |
Si prende la pressione più alta tra le due braccia come denominatore, e per ogni caviglia la più alta tra le due arterie misurate. L'indice si calcola per ciascuna gamba separatamente, e il valore che conta è il più basso dei due.
Il difetto che colpisce chi è più a rischio
Il test presuppone che il bracciale riesca a comprimere l'arteria. Quando la parete arteriosa è irrigidita da calcificazione della tunica media, serve una pressione molto più alta per comprimerla — e l'apparecchio registra un valore superiore a quello reale.
Le condizioni associate a questa calcificazione sono, con una coincidenza sfortunata, le stesse che aumentano il rischio di arteriopatia:
- Diabete, dove la calcificazione della media è frequente.
- Malattia renale cronica, soprattutto in dialisi, dove la calcificazione vascolare è diffusa.
- Età avanzata, per l'irrigidimento arterioso progressivo.
La conseguenza va oltre il valore sopra 1,40. Sono stati descritti casi di pazienti con arteriopatia documentata e un ABI perfettamente dentro l'intervallo normale, tra 1,00 e 1,40, con calcificazione severa delle arterie sotto il ginocchio. Gli autori concludono che affidarsi al solo ABI può portare a mancare la diagnosi o a sottostimare il rischio cardiovascolare. Un valore normale, in queste popolazioni, non è rassicurante quanto sembra.
L'esame che recupera il caso
Le arterie dell'alluce sono piccole e raramente colpite dalla calcificazione della media che distorce le misurazioni alla caviglia. Da qui l'indice alluce-braccio, che confronta la pressione al primo dito del piede con quella al braccio.
Le linee guida multisocietarie del 2024 sull'arteriopatia degli arti inferiori indicano di eseguire la pressione all'alluce e l'indice alluce-braccio quando l'ABI a riposo supera 1,40, cioè quando le arterie risultano incomprimibili. Un valore di 0,70 o inferiore è considerato anormale.
La sua utilità pratica è quantificata: l'indice alluce-braccio restituisce un risultato utilizzabile in circa l'82% degli arti in cui l'ABI non è ottenibile.
I sintomi contano più del numero
Poiché il test può risultare falsamente rassicurante proprio in chi è più a rischio, i segni clinici mantengono un peso proprio.
- Dolore o crampi alle gambe camminando, che compaiono dopo una distanza abbastanza costante e si alleviano fermandosi.
- Dolore a riposo, tipicamente al piede e di notte, che migliora tenendo la gamba giù dal letto.
- Ferite o ulcere al piede che non guariscono, o guariscono molto lentamente.
- Piede freddo, pallido o con colorito alterato rispetto all'altro.
L'arteriopatia periferica è inoltre spesso asintomatica o con sintomi vaghi fino a uno stadio avanzato, il che è la ragione per cui esiste un test di screening — ed è anche la ragione per cui i suoi limiti contano.
Che cosa questa pagina non fa
- Non sostituisce l'esame, che richiede un doppler e una tecnica standardizzata.
- Non fa diagnosi né esclude l'arteriopatia, in particolare nelle condizioni che falsano il risultato.
- Non valuta i sintomi, che hanno un peso proprio e vanno riferiti al medico.
- Non riguarda le terapie né gli interventi.
- Non calcola l'indice alluce-braccio, che richiede una strumentazione dedicata.
- Non si applica dopo rivascolarizzazione o in presenza di protesi vascolari, dove l'interpretazione è specialistica.
Domande frequenti
Il mio indice è 1,5: significa che ho una circolazione ottima?
No, ed è uno degli equivoci più comuni su questo esame. Un valore sopra 1,40 non indica un flusso migliore del normale ma arterie che il bracciale non riesce a comprimere, perché la parete è irrigidita dalla calcificazione. L'apparecchio registra una pressione più alta di quella reale, e il risultato non è interpretabile. Le linee guida indicano in questi casi di passare all'indice alluce-braccio, perché le arterie del dito sono raramente interessate dalla stessa calcificazione.
Ho il diabete e l'indice è 1,1: posso stare tranquillo?
Meno di quanto il numero suggerisca. Nel diabete la calcificazione della tunica media è frequente e spinge il valore verso l'alto, quindi un indice apparentemente normale può nascondere una riduzione reale del flusso. Sono stati descritti casi di pazienti diabetici con arteriopatia documentata e un ABI perfettamente compreso tra 1,00 e 1,40. Non significa che il tuo risultato sia sbagliato: significa che in questa condizione il valore normale ha un potere rassicurante inferiore, e che i sintomi e l'esame del piede contano di più.
Perché si misura su entrambe le gambe?
Perché l'arteriopatia colpisce spesso un lato più dell'altro, e un indice normale da una parte non dice nulla sull'altra. Il valore che conta ai fini della classificazione è il più basso dei due. Anche la differenza tra i lati è un'informazione: uno scarto marcato suggerisce una riduzione localizzata del flusso, mentre valori simmetricamente bassi possono orientare verso un problema più prossimale. Per lo stesso motivo si misurano entrambe le braccia e si usa la pressione più alta come denominatore.
Il mio indice è 0,95: devo fare qualcosa subito?
Sei nella fascia borderline, che va da 0,91 a 1,00, e l'indicazione abituale non è un intervento immediato ma la ripetizione dell'esame entro sei-dodici mesi, perché può riflettere una fase iniziale o semplicemente la variabilità della misurazione. Sotto 0,90 si parla di arteriopatia, con una gradazione ulteriore: tra 0,41 e 0,90 la compromissione è da lieve a moderata, mentre un valore di 0,40 o inferiore indica una forma grave. La gradazione orienta l'urgenza e il tipo di approfondimento, che sono decisioni cliniche.
Il test può risultare normale anche senza calcificazione?
Sì, e i casi descritti in letteratura non hanno tutti la stessa spiegazione. In un paziente con arteriopatia documentata e indice normale, l'analisi ha escluso la calcificazione nel punto in cui era applicato il bracciale e ha ipotizzato altri fattori, in particolare la presenza di circoli collaterali ben sviluppati che compensano il restringimento a monte. Gli autori riconoscono che, per la scarsità di ricerca su questo aspetto, non è ancora possibile dare una spiegazione definitiva. È un ulteriore motivo per non trattare un valore normale come una conclusione.
Da leggere insieme a questo
La malattia renale cronica è una delle condizioni che rendono l'indice meno affidabile, ed è a sua volta stimata con una formula che ha i propri limiti.
Fonte e metodo
- Formula
- ABI = pressione sistolica alla caviglia ÷ pressione sistolica al braccio
- Valori usati
- La più alta tra le due braccia al denominatore; per ogni caviglia la più alta tra le due arterie misurate
- Classificazione
- Oltre 1,40 arterie incomprimibili · 1,00–1,40 norma · 0,91–1,00 borderline · 0,41–0,90 arteriopatia lieve-moderata · ≤ 0,40 grave
- Valore di riferimento
- Il più basso tra i due arti
- Causa dei falsi valori alti
- Calcificazione della tunica media, associata a diabete, malattia renale cronica e età avanzata
- Falsa normalizzazione
- Descritti casi con arteriopatia documentata e ABI compreso tra 1,00 e 1,40
- Alternativa
- Indice alluce-braccio, indicato dalle linee guida multisocietarie 2024 quando l'ABI a riposo supera 1,40; valore anormale a 0,70 o meno
- Resa dell'alternativa
- Risultato utilizzabile in circa l'82% degli arti in cui l'ABI non è ottenibile
- Limiti
- Non sostituisce l'esame strumentale; non applicabile dopo rivascolarizzazione o con protesi vascolari
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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