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Bambini e neonati

Allergie Alimentari — la raccomandazione si è capovolta

Nel 2000 la raccomandazione era di rimandare arachidi, uovo e pesce fino ai tre anni nei bambini a rischio. Uno studio del 2015 ha messo alla prova quella logica e ha trovato l'opposto: il gruppo che evitava le arachidi sviluppava l'allergia nel 17,2% dei casi, quello che le mangiava nel 3,2%.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Riduzione 81% Nessun dato inviato

Mai frutta secca intera o in pezzi sotto i quattro-cinque anni: è un rischio di soffocamento. Gli studi usavano creme e snack a base di arachidi, non arachidi intere. E se il bambino ha già avuto una reazione, un'allergia nota o una dermatite atopica importante, l'introduzione va decisa e talvolta eseguita con il pediatra o l'allergologo — non a casa.

A che punto sei

Le indicazioni attuali distinguono in base all'età e alla presenza di fattori di rischio, non in base al tipo di alimento.

mesi

Che cosa si consigliava prima

Nel 2000 l'accademia pediatrica americana raccomandava di rimandare arachidi, uovo e pesce fino ai tre anni nei bambini ad alto rischio, il latte fino a un anno e l'uovo fino a due.

Nel frattempo i tassi di allergia alimentare continuavano a salire. La raccomandazione di evitare è stata poi ritirata, dopo che le ricerche avevano mostrato che non offriva alcuna protezione.

Un allergologo lo ha riassunto così: fu una reazione istintiva, e fu sbagliata — probabilmente l'opposto esatto di quello che si sarebbe dovuto fare.

L'indizio, e poi lo studio

Il sospetto nacque da un confronto tra due paesi. In Israele, dove i bambini piccoli mangiano comunemente uno snack soffiato a base di arachidi, le allergie all'arachide erano molto meno frequenti che nel Regno Unito, dove le arachidi venivano abitualmente evitate.

Nel 2015 quell'ipotesi è stata messa alla prova con uno studio randomizzato su 640 bambini britannici ad alto rischio — con dermatite atopica grave o allergia all'uovo — di età tra i 4 e gli 11 mesi. Metà consumava prodotti con arachidi almeno tre volte a settimana, metà le evitava completamente per i primi cinque anni di vita.

GruppoAllergia all'arachide a 5 anni
Evitamento17,2%
Consumo regolare3,2%

Qui vale la pena guardare entrambi i numeri, perché per una volta raccontano la stessa cosa. La riduzione del rischio relativo è dell'81%, quella del rischio assoluto è del 14%: bastano circa sette bambini trattati perché uno ne tragga beneficio. È un effetto grande anche in termini assoluti, cosa che in prevenzione capita raramente.

L'effetto si è visto sia nei bambini con test cutanei negativi (13,7% contro 1,9%) sia in quelli positivi (35,3% contro 10,6%), e si è mantenuto fino all'adolescenza.

La protezione dura

Uno studio successivo ha verificato che cosa succede smettendo. I bambini che avevano consumato arachidi fino ai cinque anni e poi le avevano evitate per un anno intero risultavano ancora il 74% meno propensi a essere allergici rispetto a chi le aveva sempre evitate.

Non si tratta quindi di una protezione che va mantenuta indefinitamente con l'esposizione: una tolleranza si è costruita, e resta.

Che cosa dicono oggi le indicazioni

Il percorso delle raccomandazioni è stato graduale, e vale la pena vederlo nella sequenza.

AnnoIndicazione
2000Rimandare gli allergenici fino ai 3 anni nei bambini a rischio
2014Prove insufficienti per raccomandare sia di evitare sia di incoraggiare
2015-2017Introduzione precoce nei bambini ad alto rischio
2021Introduzione di arachide e uovo intorno ai 6 mesi, non prima dei 4, in tutti i bambini senza precedenti reazioni; e non rimandare deliberatamente gli altri alimenti allergenici

Le complicazioni, che vanno riportate

Il quadro non è tutto in una direzione, e omettere le obiezioni darebbe un'immagine falsata.

Un dato collaterale interessante: dove la prevalenza è scesa, l'arachide non è più il primo allergene in questa fascia d'età. Il posto è passato all'uovo.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Non è pericoloso dare le arachidi a un bambino così piccolo?

È la domanda che lo studio del 2015 ha messo alla prova, ed è per questo che il risultato ha cambiato le raccomandazioni: nei 640 bambini britannici ad alto rischio, il gruppo che evitava le arachidi sviluppava l'allergia nel 17,2% dei casi contro il 3,2% del gruppo che le consumava regolarmente. Il rischio, in quella popolazione, era nell'evitare. Restano però due precauzioni che nulla di questo cancella: mai frutta secca intera o in pezzi sotto i quattro-cinque anni, perché è un rischio di soffocamento — gli studi usavano creme e snack; e se il bambino ha già avuto una reazione o ha un'allergia nota, l'introduzione va decisa con lo specialista.

Perché prima si diceva il contrario?

Perché sembrava logico: se un alimento può causare una reazione, rimandarlo dovrebbe proteggere. Nel 2000 l'accademia pediatrica americana raccomandava di rimandare arachidi, uovo e pesce fino ai tre anni nei bambini ad alto rischio. Nel frattempo i tassi di allergia alimentare continuavano a salire, e la raccomandazione è stata poi ritirata dopo che le ricerche avevano mostrato che non offriva alcuna protezione. Un allergologo lo ha riassunto così: fu una reazione istintiva, e fu probabilmente l'opposto esatto di quello che si sarebbe dovuto fare. L'indizio che ha portato a rivedere tutto veniva da Israele, dove i bambini mangiano comunemente uno snack a base di arachidi e l'allergia era molto meno frequente.

Devo continuare a darglielo per sempre?

Uno studio successivo ha verificato proprio questo: i bambini che avevano consumato arachidi fino ai cinque anni e poi le avevano evitate per un anno intero risultavano ancora il settantaquattro per cento meno propensi a essere allergici rispetto a chi le aveva sempre evitate. Non si tratta quindi di una protezione da mantenere indefinitamente con l'esposizione: una tolleranza si costruisce e resta. Detto questo, la regolarità dell'assunzione nella fase iniziale è indicata tra i fattori che contano, quindi introdurre una volta e poi dimenticarsene non è la stessa cosa.

Vale per tutti i bambini o solo per quelli a rischio?

Le raccomandazioni si sono allargate in due tempi. Le prime, del 2015 e 2017, riguardavano i bambini considerati ad alto rischio, cioè quelli con dermatite atopica grave o allergia all'uovo — che erano la popolazione studiata. Il documento di consenso del 2021 raccomanda invece l'introduzione di prodotti contenenti arachide e uovo intorno ai sei mesi, ma non prima dei quattro, in tutti i bambini senza precedenti reazioni, e di non rimandare deliberatamente gli altri alimenti potenzialmente allergenici. Chi ha già avuto una reazione o un'allergia nota resta fuori da questa indicazione generale.

L'effetto è davvero così sicuro?

Il risultato dello studio sull'arachide è solido e si è mantenuto fino all'adolescenza, ma il quadro complessivo ha delle complicazioni che vale la pena conoscere. Una sperimentazione che introduceva sei allergeni dai tre mesi in bambini della popolazione generale non ha trovato riduzioni significative nell'analisi per intenzione a trattare. E sull'impatto a livello di popolazione i dati divergono: una revisione osserva che l'introduzione precoce dell'arachide non ha avuto un effetto significativo sulla prevalenza, mentre altri dati mostrano un calo dell'allergia all'arachide sotto i tre anni dallo 0,79% allo 0,45%. Le stesse fonti segnalano inoltre una scarsa implementazione pratica delle indicazioni.

Da leggere insieme a questo

Sul glutine c'è un caso simile di correzione: uno studio che ha smentito il proprio risultato precedente.

Fonte e metodo

Raccomandazione precedente
Nel 2000: rimandare arachidi, uovo e pesce fino ai 3 anni nei bambini ad alto rischio, latte fino a 1 anno, uovo fino a 2; ritirata dopo che le ricerche avevano mostrato che non offriva protezione
Indizio iniziale
In Israele, dove i bambini consumano comunemente uno snack a base di arachidi, l'allergia era molto meno frequente che nel Regno Unito, dove venivano evitate
Studio del 2015
640 bambini britannici ad alto rischio — dermatite atopica grave e/o allergia all'uovo — di età 4-11 mesi, randomizzati a consumo di prodotti con arachidi almeno 3 volte a settimana o a evitamento completo per 5 anni
Risultato
Allergia all'arachide a 5 anni nel 17,2% del gruppo evitamento contro il 3,2% del gruppo consumo
Misure dell'effetto
Riduzione del rischio relativo dell'81%; riduzione del rischio assoluto del 14%; numero necessario da trattare circa 7
Sottogruppi
Effetto sia con test cutanei negativi (13,7% contro 1,9%) sia positivi (35,3% contro 10,6%); effetto mantenuto fino all'adolescenza
Persistenza
Chi aveva consumato arachidi fino ai 5 anni e poi le aveva evitate per un anno risultava ancora il 74% meno propenso a essere allergico
Indicazioni attuali
Documento di consenso del 2021: introduzione di prodotti contenenti arachide e uovo intorno ai 6 mesi, non prima dei 4, in tutti i bambini senza precedenti reazioni; non rimandare deliberatamente gli altri alimenti allergenici
Risultati discordanti
Una sperimentazione con 6 allergeni dai 3 mesi nella popolazione generale non ha trovato riduzioni significative nell'analisi per intenzione a trattare
Impatto sulla popolazione
Dati divergenti: una revisione non rileva effetto significativo sulla prevalenza; altri dati indicano un calo dell'allergia all'arachide sotto i 3 anni dallo 0,79% allo 0,45% e delle allergie complessive dall'1,46% allo 0,93%
Fattori aggiuntivi
Regolarità dell'assunzione dopo l'introduzione e forma in cui l'alimento viene proposto
Sicurezza
Mai frutta secca intera o in pezzi sotto i 4-5 anni per il rischio di soffocamento; dopo il 2015 è stato osservato un aumento degli accessi ospedalieri per inalazione di frutta secca, soprattutto sotto i 3 anni, pur restando eventi rarissimi
Limiti
Non indica modalità né quantità; non si applica a chi ha già avuto reazioni o allergie note; riduce una probabilità, non azzera un rischio
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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