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Calcolatore pesce e mercurio gratuito

Calcola quanta parte della dose settimanale tollerabile assorbe il pesce che mangi. Per le donne in età fertile la soglia si supera a 0,7 porzioni e i benefici arrivano a 0,9: le due finestre non si incontrano.

Calcola la tua esposizione

La regola pratica più semplice è la taglia: i grandi predatori accumulano più mercurio, perché il contaminante risale la catena alimentare.

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kg
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In gravidanza, in allattamento e per i bambini piccoli le indicazioni sono più restrittive, e vengono dal medico o dal pediatra. Il motivo è che il metilmercurio agisce sullo sviluppo del sistema nervoso, e il cervello continua a svilupparsi anche dopo la nascita. Questa pagina fornisce il quadro generale, non una raccomandazione individuale.

Il problema del metilmercurio

La dose settimanale tollerabile (EFSA) è 1,3 µg per kg di peso. Per le donne in età fertile, con certe specie, si supera con 0,7 porzioni a settimana mentre i benefici ne richiedono 0,9; per i bambini da 1 a 3 anni il limite arriva con circa una porzione e mezza.

La scelta della specie riapre la finestra: pesci piccoli e grassi danno omega-3 con poco mercurio.

Quali specie

CategoriaIndicazione
Grandi predatori (pesce spada, verdesca, smeriglio, palombo, luccio, tonno)Una porzione a settimana
Tonno in scatolaMassimo due porzioni a settimana
Piccoli e grassi (aringa, sgombro, salmone, trota, sardine, alici)Miglior rapporto rischio/beneficio

Eccezioni: la sogliola può accumulare contaminanti dai fondali (attenzione sotto i tre anni) e il merluzzo ha poco mercurio ma anche pochi omega-3. Diversifica le specie.

Domande frequenti

Devo smettere di mangiare pesce?

No: le autorità raccomandano di scegliere meglio le specie, limitando i grandi predatori e preferendo pesci piccoli e grassi.

Che cosa significa che le due finestre non si incontrano?

Che per donne in età fertile e bambini piccoli, con certe specie, il limite di mercurio si supera prima di ottenere i benefici. Scegliere specie poco contaminate risolve il problema.

Perché il tonno in scatola ha un limite più alto?

Perché contiene meno metilmercurio, di solito da esemplari più piccoli: fino a due porzioni a settimana, contro una per i grandi predatori.

Perché il merluzzo compare tra i pesci da controllare?

Non per il mercurio ma perché è magro: dà pochi omega-3, quindi ne serve molto per avere il beneficio.

Come faccio a orientarmi davanti al banco?

Guarda la taglia: più il pesce è grande e predatore, più mercurio accumula. Il pesce d'allevamento con mangimi vegetali ne contiene meno.

Fonte e metodo

Dose settimanale tollerabile
1,3 microgrammi di metilmercurio per kg di peso corporeo, fissata dall'autorità europea per la sicurezza alimentare
Meccanismo
Biomagnificazione: il metilmercurio si concentra risalendo la catena alimentare marina
Donne in età fertile
Dose tollerabile superata con 0,7 porzioni settimanali di certe specie; benefici ottenuti con 0,9 porzioni
Bambini 1-3 anni
Dose tollerabile raggiunta con circa 1,5 porzioni, prima dell'apporto raccomandato di omega-3
Conclusione riportata
I soggetti più vulnerabili non ottengono i benefici senza esporsi a dosi eccessive, a meno di scegliere specie a basso contenuto di contaminanti
Raccomandazioni
Una porzione settimanale per tonno, pesce spada, verdesca, luccio, palombo e smeriglio; massimo due per il tonno in scatola; preferire piccola taglia e specie grasse; diversificare; controllare la provenienza
Limiti di legge
Contenuto massimo di metilmercurio: 1 mg/kg per i pesci di grossa taglia, 0,5 mg/kg per quelli di piccola taglia
Analisi di laboratorio
Con una sola porzione di pesce spada o verdesca, nel caso peggiore, si assume più del doppio della dose settimanale accettabile; poco contaminati risultano tonno in scatola, sardine, sgombro e trota salmonata
Eccezioni alla regola della taglia
La sogliola, pur non essendo un predatore, vive a contatto con i sedimenti; il merluzzo è poco contaminato ma povero di omega-3, con rapporto sfavorevole
Consumo di riferimento
1-2 porzioni da 100 g a settimana per la popolazione generale, 3-4 in gravidanza secondo la valutazione europea
Percezione del rischio
In un'indagine italiana tonno e pesce spada risultavano consumati almeno una volta al mese dal 79,5% dei partecipanti, ma solo il 37,4% riconosceva un possibile rischio
Limiti
Non misura il contenuto reale del prodotto acquistato; non è una raccomandazione a ridurre il pesce; non copre altri contaminanti
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

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