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Salute sul lavoro

Lavoro notturno — lavorare di notte non fa di te un lavoratore notturno

Sono due definizioni diverse. Il lavoro notturno è l'attività svolta in almeno 7 ore consecutive comprendenti l'intervallo tra mezzanotte e le cinque. Ma si diventa lavoratore notturno — con tutte le tutele che ne derivano — solo superando una soglia: in assenza di diversa previsione, 80 giorni l'anno.

Aggiornato il 28 agosto 2026 Dissenso scritto, 24h prima Nessun dato inviato

La contrattazione collettiva ha uno spazio ampio in questa materia: può fissare una soglia diversa dagli 80 giorni, stabilire i requisiti dei lavoratori esclusi dall'obbligo, estendere le categorie esonerabili e ampliare il periodo di riferimento per il calcolo delle ore. Il contratto applicato va sempre verificato.

I tuoi turni

L'ultima domanda riguarda una procedura che rende esigibile un diritto: senza, non lo è.

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Due soglie, non una

La confusione più comune riguarda il fatto che le definizioni siano due, e servano a cose diverse.

Superata quella soglia scattano tutte le tutele: limiti di orario, sorveglianza sanitaria, diritto al trasferimento al diurno in caso di inidoneità.

Le otto ore sono una media

L'orario di lavoro dei lavoratori notturni non può superare le 8 ore in media nell'arco delle 24 ore, calcolate dal momento di inizio della prestazione.

La parola «media» è quella che conta: il calcolo si fa su un periodo di riferimento, e i contratti collettivi — anche aziendali — possono individuarne uno più ampio. Non è quindi un tetto rigido sul singolo turno ma un vincolo sulla distribuzione complessiva.

La violazione delle disposizioni sull'orario dei lavoratori notturni è sanzionata in via amministrativa per ogni giorno e per ogni lavoratore impiegato oltre i limiti.

Il divieto che non ammette eccezioni

È in ogni caso vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

È un divieto assoluto, non un diritto di rifiuto: non dipende da una richiesta della lavoratrice. La violazione è sanzionata con l'arresto da 2 a 4 mesi o con un'ammenda.

Chi può rifiutare — e come

Oltre al divieto assoluto, la legge individua categorie che non sono obbligate a prestare lavoro notturno:

La sanzione scatta quando queste categorie vengono adibite al lavoro notturno nonostante il loro dissenso espresso in forma scritta e comunicato al datore di lavoro entro 24 ore anteriori al previsto inizio della prestazione.

È la procedura che rende il diritto esigibile: appartenere alla categoria dà la facoltà di rifiutare, ma è la comunicazione scritta e tempestiva a renderla opponibile.

I contratti collettivi stabiliscono i requisiti dei lavoratori che possono essere esclusi dall'obbligo, e possono estendere le categorie esonerabili.

I controlli, e che cosa succede dopo

Per i lavoratori notturni sono previsti controlli preventivi e periodici adeguati al rischio, almeno ogni due anni. La violazione delle disposizioni sulla valutazione dello stato di salute è sanzionata con l'arresto da 3 a 6 mesi o con un'ammenda — la sanzione più severa tra quelle previste in materia.

Se sopraggiungono condizioni di salute che comportano l'inidoneità al lavoro notturno, accertata dal medico competente o dalle strutture sanitarie pubbliche, il lavoratore verrà assegnato al lavoro diurno, in altre mansioni equivalenti — con una precisazione da tenere presente: se esistenti e disponibili.

L'inidoneità al lavoro notturno può inoltre essere accertata attraverso le competenti strutture sanitarie pubbliche, non solo dal medico aziendale.

Le stesse protezioni del giorno

Un principio che vale la pena esplicitare: i lavoratori notturni devono essere dotati di servizi o mezzi di prevenzione e protezione adeguati ed equivalenti a quelli previsti per il turno diurno, oltre a eventuali dispositivi specifici per le lavorazioni notturne che comportino rischi particolari.

Il turno di notte non è una versione ridotta di quello di giorno: è la stessa attività in condizioni diverse, e le misure organizzative — pause, riduzioni dei carichi — sono indicate come parte della risposta.

Sul versante previdenziale esiste un canale legato ai lavori usuranti, con una condizione precisa: al momento della domanda il lavoro deve essere stato svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10.

Che cosa questa pagina non fa

Domande frequenti

Chi lavora di notte è un «lavoratore notturno»?

Non automaticamente, perché le definizioni sono due e servono a cose diverse. Si parla di lavoro notturno quando l'attività viene svolta nell'arco di almeno sette ore consecutive comprendenti l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, quindi vi rientra chi lavora dalle ventidue alle cinque, dalle ventitré alle sei o dalle ventiquattro alle sette. Si diventa invece lavoratore notturno, figura a cui si applicano gli obblighi specifici, superando una soglia: in assenza di un contratto collettivo che fissi un numero diverso, ottanta giorni lavorativi in cui si svolgono almeno tre ore nel periodo notturno.

Si può rifiutare il turno di notte?

Alcune categorie non sono obbligate a prestarlo: la madre di un figlio sotto i tre anni o in alternativa il padre convivente; chi sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente sotto i dodici anni; la madre adottiva o affidataria nei primi tre anni dall'ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il dodicesimo anno, o in alternativa il padre alle stesse condizioni; e chi ha a proprio carico una persona con disabilità grave. C'è però una procedura che rende il diritto esigibile: la sanzione scatta quando queste categorie sono adibite al lavoro notturno nonostante il loro dissenso espresso in forma scritta e comunicato al datore entro ventiquattro ore prima del previsto inizio della prestazione.

Il divieto in gravidanza è un diritto di rifiuto?

No, è un divieto assoluto, che non dipende da una richiesta della lavoratrice: è in ogni caso vietato adibire le donne al lavoro dalle ore ventiquattro alle ore sei, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. La differenza rispetto alle altre categorie è sostanziale, perché lì serve un dissenso scritto e tempestivo mentre qui il divieto opera da solo. La violazione è sanzionata con l'arresto da due a quattro mesi o con un'ammenda.

Il limite di otto ore vale sul singolo turno?

No, è una media. L'orario di lavoro dei lavoratori notturni non può superare le otto ore in media nell'arco delle ventiquattro ore, calcolate dal momento di inizio della prestazione, e il calcolo si fa su un periodo di riferimento che i contratti collettivi, anche aziendali, possono individuare più ampio. Non è quindi un tetto rigido sul singolo turno ma un vincolo sulla distribuzione complessiva. La violazione delle disposizioni sull'orario è sanzionata in via amministrativa per ogni giorno e per ogni lavoratore impiegato oltre i limiti.

Che succede se la salute non permette più i turni di notte?

Se sopraggiungono condizioni di salute che comportano l'inidoneità al lavoro notturno, accertata dal medico competente o dalle strutture sanitarie pubbliche, il lavoratore verrà assegnato al lavoro diurno in altre mansioni equivalenti — con una precisazione che vale la pena conoscere in anticipo: se esistenti e disponibili. Va aggiunto che per i lavoratori notturni sono previsti controlli preventivi e periodici almeno ogni due anni, e che la violazione delle disposizioni sulla valutazione dello stato di salute è punita con l'arresto da tre a sei mesi o con un'ammenda: è la sanzione più severa tra quelle previste in materia.

Da leggere insieme a questo

L'inidoneità al lavoro notturno segue il percorso di giudizio descritto nell'altra pagina, con la stessa possibilità di ricorso.

Fonte e metodo

Riferimento normativo
D.Lgs. 8 aprile 2003 n. 66, in particolare articoli da 11 a 15, in attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE
Definizione di lavoro notturno
Attività lavorativa svolta nell'arco di almeno 7 ore consecutive comprendenti l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino
Soglia di lavoratore notturno
In assenza di contratto collettivo che fissi un numero diverso, ottanta giorni lavorativi in cui si svolgono almeno tre ore durante il periodo notturno
Limite di orario
L'orario dei lavoratori notturni non può superare le 8 ore in media nell'arco delle 24 ore, calcolate dall'inizio della prestazione, salva l'individuazione da parte dei contratti collettivi di un periodo di riferimento più ampio
Divieto assoluto
È in ogni caso vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino
Categorie non obbligate
La madre di un figlio di età inferiore a tre anni o in alternativa il padre convivente; l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni; la madre adottiva o affidataria nei primi tre anni dall'ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il dodicesimo anno, o in alternativa il padre alle stesse condizioni; chi ha a carico una persona con disabilità grave
Procedura del dissenso
La sanzione si applica quando tali categorie sono adibite al lavoro notturno nonostante il loro dissenso espresso in forma scritta e comunicato al datore di lavoro entro 24 ore anteriori al previsto inizio della prestazione
Ruolo della contrattazione
I contratti collettivi stabiliscono i requisiti dei lavoratori esclusi dall'obbligo e possono estendere la categoria dei soggetti esonerabili, oltre a prevedere misure specifiche di prevenzione per particolari categorie
Sorveglianza sanitaria
Controlli preventivi e periodici adeguati al rischio, almeno ogni due anni
Trasferimento al lavoro diurno
Se sopraggiungono condizioni di salute che comportano inidoneità al lavoro notturno, accertata dal medico competente o dalle strutture sanitarie pubbliche, il lavoratore è assegnato al lavoro diurno in altre mansioni equivalenti, se esistenti e disponibili
Accertamento dell'inidoneità
Può essere effettuato anche attraverso le competenti strutture sanitarie pubbliche
Mezzi di prevenzione
I lavoratori notturni devono essere dotati di servizi o mezzi di prevenzione e protezione adeguati ed equivalenti a quelli previsti per il turno diurno, oltre a eventuali dispositivi specifici per lavorazioni notturne con rischi particolari
Sanzioni
Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 516 a 2.582 euro per la violazione del divieto in gravidanza; arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 1.549 a 4.131 euro per la violazione delle disposizioni sulla valutazione dello stato di salute; sanzione amministrativa da 51 a 154 euro per ogni giorno e per ogni lavoratore impiegato oltre i limiti di orario
Profilo previdenziale
Per l'accesso legato ai lavori usuranti, al momento della domanda il lavoro deve essere stato svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10
Limiti
Non sostituisce il contratto collettivo, che può fissare soglie e periodi di riferimento diversi; non calcola la media delle 8 ore; non stabilisce l'inidoneità
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

Questo strumento non formula diagnosi e non sostituisce il parere del medico. Vedi l'avviso medico.