Calcolatore rumore e udito gratuito
L'attenuazione dei dispositivi conta per il valore limite di 87 dB(A), ma non è consentito sottrarla per determinare l'obbligo della sorveglianza sanitaria.
La tua esposizione
Se non conosci il livello misurato, è un dato che si può chiedere: risulta nel documento di valutazione.
Risultato
| Soglia | Che cosa scatta |
|---|
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- Nessun dato lascia il dispositivo
Il livello di esposizione non si stima a orecchio. Il documento di valutazione dei rischi deve contenere una valutazione strumentale del rumore per ogni reparto e mansione, non una stima generica: senza misurazioni puntuali l'azienda non è in grado di dimostrare la conformità in caso di ispezione.
Le tre soglie
| Valore | dB(A) | Obblighi principali |
|---|---|---|
| Inferiore di azione | 80 | Formazione, DPI disponibili, visita su richiesta |
| Superiore di azione | 85 | DPI obbligatori, sorveglianza sanitaria, aree segnalate |
| Limite | 87 | Da non superare |
L'attenuazione dei tappi conta per il limite di 87, ma non per decidere la sorveglianza sanitaria: 88 dB(A) con tappi restano sopra 85 ai fini della visita.
Un danno che non torna indietro
Il rumore distrugge le cellule ciliate dell'orecchio interno in modo irreversibile: l'ipoacusia è tra le malattie professionali più denunciate. Può essere acuto (scoppio, acufeni) o lento, con esposizioni ripetute oltre 85 dB(A). Aumenta anche pressione e frequenza cardiaca e copre gli allarmi.
Controllo dell'udito: di norma annuale oltre 85 dB(A), triennale tra 80 e 85.
Domande frequenti
I tappi abbassano il livello ai fini della visita medica?
No: contano per il limite di 87 dB(A), non per l'obbligo di sorveglianza sanitaria.
Che cosa cambia tra 80, 85 e 87 decibel?
A 80 formazione e DPI disponibili, a 85 DPI obbligatori e visite, 87 è il limite da non superare.
Il danno da rumore si recupera?
No: il danno alle cellule ciliate è irreversibile, si può solo prevenire.
Quali segnali non vanno ignorati?
Fischi o ronzii dopo il turno, difficoltà a seguire le conversazioni, bisogno di alzare il volume: vanno segnalati al medico competente.
Il rumore fa danni solo all'udito?
No: aumenta frequenza cardiaca e pressione e riduce attenzione e percezione degli allarmi.
Fonte e metodo
- Riferimento normativo
- D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo II — Protezione dei lavoratori dai rischi da esposizione al rumore
- Valori inferiori di azione
- 80 dB(A) per l'esposizione giornaliera e 135 dB(C) di picco
- Valori superiori di azione
- 85 dB(A) e 137 dB(C) di picco
- Valore limite di esposizione
- 87 dB(A) e 140 dB(C) di picco, tenendo conto dell'attenuazione dei dispositivi di protezione dell'udito
- Obblighi tra 80 e 85 dB(A)
- Fascia di preallarme: informazione e formazione, messa a disposizione dei DPI uditivi il cui uso non è ancora obbligatorio, controllo sanitario su richiesta del lavoratore e conferma del medico competente, programmazione di misure tecniche e organizzative
- Obblighi tra 85 e 87 dB(A)
- Il datore esige l'utilizzo dei DPI uditivi; sorveglianza sanitaria obbligatoria; delimitazione e segnalazione delle aree a rischio; programma di riduzione dell'esposizione
- Asimmetria sull'attenuazione
- Non è consentito sottrarre il potenziale di attenuazione dei DPI per determinare l'obbligo della sorveglianza sanitaria, mentre l'attenuazione è considerata per il valore limite di esposizione
- Adeguatezza dei DPI
- I mezzi individuali di protezione dell'udito sono considerati adeguati se, correttamente usati, mantengono un livello di rischio uguale o inferiore a quello di un'esposizione quotidiana personale di 87 decibel
- Meccanismo del danno
- Non esiste alcuna difesa naturale contro il rumore, che può distruggere le cellule ciliate in maniera lenta ma irreversibile; il danno si può solo prevenire con DPI, riduzione dell'esposizione e diagnosi precoce
- Peso statistico
- L'ipoacusia figura tra le malattie professionali più denunciate in Italia
- Danno acuto
- Esposizione improvvisa a rumore molto forte, con perdita uditiva immediata e permanente, dolore auricolare e acufeni che possono persistere dopo l'esposizione
- Danno cronico
- Si sviluppa gradualmente per esposizioni ripetute a livelli superiori agli 85 dB(A)
- Effetti non uditivi
- Aumento della frequenza cardiaca e della pressione, disturbi al sistema nervoso e neurovegetativo quali vertigini ed emicrania; gli ambienti rumorosi riducono attenzione, comunicazione, percezione degli allarmi e sicurezza operativa
- Periodicità dell'audiometria
- Nella prassi triennale tra 80 e 85 dB(A) e annuale oltre 85 dB(A), salvo diversa periodicità motivata dal medico competente
- Valutazione
- Il DVR deve contenere una valutazione strumentale del rumore per ogni reparto e mansione, non una stima generica
- Esito alterato
- Non comporta automaticamente l'inidoneità: il medico competente valuta grado e mansione ed esprime un giudizio, spesso con prescrizioni
- Limiti
- Questa pagina non misura l'esposizione, non interpreta audiogrammi e non stabilisce l'idoneità alla mansione
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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