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Calcolatore test prenatale gratuito

Un test può avere una sensibilità altissima e un risultato positivo che nella maggior parte dei casi è falso. Dipende da quanto è rara la condizione cercata, e per alcune la differenza è enorme.

Che cosa è stato cercato

Il dato che serve non è la sensibilità del test ma il valore predittivo positivo per quella specifica condizione.

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Se hai ricevuto un risultato positivo, la cosa da fare è parlarne con chi ti segue e con un genetista. Un risultato ad alto rischio non è una diagnosi e va confermato con un esame diagnostico — villocentesi o amniocentesi. Questa pagina spiega perché quella conferma è necessaria; non sostituisce nessuna consulenza e non riguarda alcuna decisione, che è personale e non si prende su una pagina web.

Sensibilità e valore predittivo

Il «99%» descrive quanti casi il test trova; a chi riceve un positivo interessa il valore predittivo positivo, cioè quanto spesso il positivo è vero. Dipende da quanto è rara la condizione: più è rara, più falsi positivi.

CondizioneValore predittivo positivo
Trisomia 21circa 84%
Trisomia 18circa 76%
Trisomia 13circa 45%
Cromosomi sessualicirca 38%
Microdelezioni0-21%
Anomalie rarecirca 7%

Perché un positivo va confermato

Il test analizza DNA di origine placentare: il mosaicismo confinato alla placenta e alterazioni della madre producono falsi positivi senza errori di laboratorio. Un positivo si conferma sempre con villocentesi o amniocentesi.

Un negativo riduce molto la probabilità delle condizioni analizzate, ma non copre ciò che il test non cerca.

Domande frequenti

Il test è accurato al 99%: come può un positivo essere falso?

Perché il 99% è la sensibilità. Quanto spesso un positivo è vero dipende dalla rarità della condizione e può essere molto più basso.

Perché per le microdelezioni i numeri sono così bassi?

Perché sono condizioni molto rare: il valore predittivo scende tra 0 e 21%, con la maggior parte dei positivi falsi.

Ho 28 anni: il mio risultato vale come quello di chi ne ha 40?

No: con l'età cambia la frequenza della condizione, e in una donna più giovane un positivo ha più probabilità di essere falso.

Da dove vengono i falsi positivi, se il laboratorio non sbaglia?

Dal DNA placentare: un'anomalia può esserci nella placenta ma non nel feto, o appartenere alla madre.

Un risultato negativo mi mette al sicuro?

Riduce molto la probabilità delle condizioni analizzate, ma non le azzera e non riguarda quelle non cercate.

Fonte e metodo

Che cos'è il test
Analisi del DNA di origine placentare circolante nel sangue materno; è uno screening, non un esame diagnostico
Distinzione chiave
La sensibilità indica quanti casi il test individua tra chi ha la condizione; il valore predittivo positivo indica la probabilità che la condizione ci sia dato un risultato positivo
Determinante del valore predittivo
La frequenza della condizione nella popolazione: più è rara, più i falsi positivi prevalgono
Trisomia 21
Valore predittivo positivo riportato intorno all'84%
Trisomia 18
Intorno al 76%
Trisomia 13
Intorno al 45%
Anomalie dei cromosomi sessuali
Intorno al 38%; per la monosomia X circa 29%
Microdelezioni
Valori tra 0 e 21%, con tassi di falsi positivi tra 79 e 100%
Esempio su 22q11.2
Su 95 casi ad alto rischio, gli esami di conferma hanno individuato 6 veri positivi e 42 falsi positivi
Anomalie cromosomiche rare
In una serie di 94.125 gravidanze, 7 veri positivi su 102 casi validati — circa 7%
Effetto dell'età
Un risultato positivo in una donna più giovane ha più probabilità di essere falso, perché la condizione è più rara in quella popolazione
Fonti di falsi positivi
Mosaicismo confinato alla placenta; alterazioni di origine materna, indicate come fonte significativa; altre condizioni della gravidanza
Indicazione costante
Un risultato ad alto rischio va confermato con villocentesi o amniocentesi
Limiti
Non interpreta risultati individuali; non calcola probabilità personali; non valuta i singoli test in commercio
Pubblicato
28 agosto 2026
Ultima revisione
28 agosto 2026
Prossima revisione
febbraio 2027

Questo strumento non formula diagnosi e non sostituisce il parere del medico. Vedi l'avviso medico.