Calcolatore falsi positivi gratuito
Nel problema classico della mammografia, l'80% dei ginecologi sbagliava la risposta. Cambiando il modo di presentare gli stessi numeri, la quota di risposte corrette è passata dal 21% all'87%.
Calcola il valore predittivo
Servono tre numeri. I primi due sono quelli che si trovano di solito; il terzo è quello che decide il risultato e viene citato meno.
Risultato
| Su 1.000 persone testate | Quante |
|---|
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Questo strumento non valuta un tuo risultato: fa un calcolo con i numeri che gli fornisci. I valori di prevalenza, sensibilità e falsi positivi variano molto tra test, popolazioni e laboratori: quelli che riguardano il tuo caso li conosce chi ti segue.
Il problema dei ginecologi
A 160 ginecologi: prevalenza 1%, sensibilità 90%, falsi positivi 9%. Una donna risulta positiva: quanto è probabile un tumore? Circa l'80% ha sbagliato, spesso rispondendo intorno all'81%. La risposta giusta è circa il 9%.
| Su 1.000 donne | |
|---|---|
| Con tumore | 10, di cui 9 positive |
| Senza tumore | 990, di cui 89 positive |
| Positive totali | 98, di cui 9 con tumore |
Riformulato in conteggi, le risposte corrette sono passate dal 21% all'87% dopo un'ora di formazione.
Rischio relativo e assoluto
«Lo screening riduce la mortalità del 25%» significa circa una donna in meno su 1.000, non 250. Il 92% delle donne europee sovrastima molto questo beneficio. Un valore predittivo basso non rende inutile lo screening: un positivo apre un percorso di conferma, non una diagnosi.
Domande frequenti
Come può un test accurato al 90% sbagliare quasi sempre?
Perché il 90% è la sensibilità; con una condizione rara la maggior parte dei positivi arriva dalla grande massa di persone sane.
Perché la riformulazione in conteggi funziona così bene?
Perché i conteggi sommano al totale delle persone testate, e il calcolo si vede senza moltiplicare probabilità.
Un valore predittivo basso significa che lo screening non serve?
No: è normale per uno screening su condizioni rare; per questo un positivo si conferma con altri esami.
Che cosa significa che lo screening riduce la mortalità del 25%?
Che su 1.000 donne una in meno morirà della malattia: è un numero relativo, non 250 vite su 1.000.
Il mio medico saprà interpretarlo?
Non è scontato: chiedi esplicitamente quanti positivi su cento sono veri nel tuo caso.
Fonte e metodo
- Il problema classico
- Posto a 160 ginecologi tedeschi nel 2007: prevalenza 1%, sensibilità 90%, tasso di falsi positivi 9%; domanda sul valore predittivo di un risultato positivo
- Risposta corretta
- Circa il 9%: su 10 donne con test positivo, 9 sono falsi positivi
- Risposte osservate
- Circa l'80% dei ginecologi non sapeva rispondere; le stime variavano dall'1% al 90%, con risposta più scelta intorno all'81%
- Traduzione in frequenze naturali
- Su 1.000 donne: 10 hanno il tumore e 9 risultano positive; delle 990 senza tumore, circa 89 risultano positive; totale 98 positivi, di cui 9 veri — 9/98 = 9,2%
- Effetto della riformulazione
- Dopo una sessione di un'ora, la quota di risposte corrette è passata dal 21% all'87%
- Ragione tecnica
- Le frequenze naturali sommano al totale dei testati; le probabilità condizionate sono normalizzate rispetto alle basi di partenza e non sommano a 100
- Altri contesti documentati
- La maggior parte dei consulenti per l'HIV riteneva certo un test positivo; medici con risultati positivi di screening colorettale stimavano la probabilità tra 1% e 99%; solo il 6% di studenti, specializzandi e docenti rispondeva correttamente a due domande
- Medici di base
- Su 412 medici statunitensi, il 47% riteneva che un maggior numero di tumori individuati da un test dimostri che il test salva vite
- Percezione dei cittadini
- Su circa 5.000 donne in nove paesi europei, il 92% sovrastimava la riduzione di mortalità della mammografia di un fattore tra 10 e 200 o non sapeva; per lo screening prostatico negli uomini il dato era dell'89%
- Informazione sui danni
- Di oltre 300 cittadini che si sottoponevano regolarmente a screening oncologici, più del 90% non era mai stato informato dal medico di sovradiagnosi e sovratrattamento
- Il 25% della mammografia
- È una riduzione relativa; corrisponde a una donna in meno ogni 1.000 che morirà della malattia
- Limiti
- Non interpreta referti; non è un argomento contro gli screening; non tiene conto dei fattori individuali che modificano la prevalenza; non valuta il bilancio tra benefici e danni
- Pubblicato
- 28 agosto 2026
- Ultima revisione
- 28 agosto 2026
- Prossima revisione
- febbraio 2027
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